Dazi retroattivi? La coalizione europea ci prova
Anche se non è stata ancora ufficialmente annunciata – ma solo ufficiosamente anticipata – la decisione sui dazi sull’importazione di pneumatici per autovetture e veicoli commerciali leggeri originari della Cina, la battaglia legale va avanti con una mossa un pò a sorpresa. Pare infatti che la Coalition Against Unfair Tyres Imports (n.d.r. coalizione contro le importazioni scorrette di pneumatici, di fatto composta da produttori europei) abbia presentato una memoria formale alla Commissione Europea, contestando duramente l’intenzione di quest’ultima di non applicare i dazi in modo retroattivo. Scriviamo “a sorpresa” perchè già nel dicembre scorso la possibilità dell’introduzione di dazi retroattivi sembrava essere venuta meno.
Il 18 dicembre 2025, la Commissione Europea aveva annunciato la decisione di non imporre misure provvisorie, giustificandola con la “complessità tecnica del caso”. In quell’occasione, era stato indicato che, in assenza di dazi provvisori, non sussisterebbero le condizioni per l’applicazione retroattiva delle misure definitive. Tuttavia, emerge ora che la coalizione affermi che, senza dazi retroattivi, l’efficacia delle misure definitive verrebbe sostanzialmente minata.
Secondo la coalizione, sarebbero soddisfatte tutte le condizioni per la retroattività del dazio: Registrazione delle importazioni, Opportunità di commento per gli importatori, Storia del dumping o consapevolezza dell’importatore, Ulteriore aumento sostanziale delle importazioni. Inoltre il gruppo di aziende fa notare come le importazioni siano cresciute del 10% nel corso del 2025 rispetto al periodo dell’inchiesta, e soprattutto del 97% nel primo trimestre 2026 a causa dell’assenza di dazi provvisori, permettendo agli importatori di riempire i magazzini anticipando i dazi definitivi.
La Coalition avrebbe quindi esortato formalmente la Commissione a raccogliere retroattivamente i dazi definitivi sulle importazioni registrate e a valutare il rinnovo della registrazione delle importazioni per coprire i volumi entrati nel 2026.
E’ chiaro che se la Commissione dovesse accogliere queste richieste, gli importatori che hanno accumulato scorte negli ultimi mesi potrebbero trovarsi a dover pagare dazi significativi su prodotti già entrati nel territorio dell’Unione, con un impatto drastico sulle dinamiche di prezzo del mercato europeo per la prossima stagione invernale.


