L’officina del futuro tra multiservice, tecnologia e fattore umano: intervista a Luca Baraldi
Storica realtà imprenditoriale fondata nel 1962, Baraldi Gomme rappresenta un osservatorio privilegiato sull’evoluzione della figura dello specialista del pneumatico in Italia. A margine degli eventi celebrativi per l’80° anniversario di CEMB a Mandello del Lario, abbiamo intervistato Luca Baraldi per fare il punto sulle trasformazioni del settore, fra la transizione verso il modello multiservice, l’impatto delle nuove tecnologie di officina e le sfide legate al reclutamento e alla formazione del personale.
Come sta cambiando la figura del gommista e quali sono i passaggi chiave per trasformarsi in un centro multiservice efficace?
Luca Baraldi: La nostra professione è in costante evoluzione, sia sul piano tecnico sia su quello gestionale. Il gommista di oggi non è più quello di ieri: la clientela cerca un unico interlocutore per ottimizzare i tempi ed effettuare più interventi in una sola sosta. Noi siamo gommisti dal 1962 e dieci anni fa abbiamo scelto di aprire il centro revisioni e integrare la meccanica, inserendo un meccatronico qualificato. La transizione al multiservice non si improvvisa dall’oggi al domani. Si può partire da controlli semplici e ad alta frequenza come i test sulla batteria o la diagnosi dei sensori TPMS, per poi ampliare l’offerta alla meccatronica fino ad arrivare, per chi ha gli spazi e le risorse, alla carrozzeria per chiudere il cerchio.

In un mercato sempre più esigente, quanto contano l’organizzazione dell’accoglienza e la qualità del servizio?
Luca Baraldi: L’accoglienza è diventata un biglietto da visita determinante. Servono strutture adeguate, sale d’attesa confortevoli, un front office curato e personale capace di mettere il cliente a proprio agio. L’automobilista oggi cerca attenzione e, per così dire, “coccole”. A questo primo impatto, tuttavia, deve corrispondere una sostanza impeccabile: velocità di esecuzione, competitività economica e disponibilità immediata del prodotto a magazzino.
Tra dinamiche macroeconomiche e l’aumento dei calettamenti medi, come stanno cambiando le abitudini di spesa degli automobilisti?
Luca Baraldi: Gli effetti del contesto economico si avvertono nettamente: il costo dei carburanti e la riduzione delle percorrenze medie influenzano la propensione alla spesa. Inoltre, oggi anche vetture di fascia media escono di serie con cerchi da 19, 20 o 21 pollici. Questo significa che un treno di gomme può arrivare a costare 900, 1.000 o 1.200 euro, cifre che molte famiglie fanno fatica a sostenere. Il gommista deve saper rispondere a questa esigenza, offrendo un mix di prodotto articolato: dalle seconde linee dei grandi marchi fino alle coperture cinesi di ultima generazione, che stanno entrando sul mercato con volumi importanti e con livelli qualitativi ormai assolutamente rispettabili.
In che modo le tecnologie di ultima generazione — come i sistemi ADAS e gli assetti contactless — aiutano l’officina nella gestione dei flussi di lavoro?
Luca Baraldi: L’attrezzatura gioca un ruolo fondamentale per diversificare e velocizzare le operazioni. Lavoriamo con i sistemi ADAS da quasi un decennio e di recente abbiamo adottato il sistema di verifica assetto contactless Argos di CEMB. La criticità principale per un’officina strutturata si presenta durante i picchi dei cambi stagionali, quando si gestiscono dalle 40 alle 60 vetture al giorno. In quelle fasi, eseguire un controllo d’assetto tradizionale su ogni auto è quasi impossibile per ragioni di tempo. Tecnologie automatizzate come Argos ci permettono invece di effettuare una diagnosi immediata all’ingresso del veicolo senza perdere minuti preziosi, incrementando le opportunità di lavoro e il livello di servizio.
Il reperimento di manodopera qualificata resta una delle criticità più avvertite. Come si gestisce questa sfida?
Luca Baraldi: La carenza di personale è in assoluto il problema più serio e trasversale per tutto il nostro settore. La difficoltà nel reperire figure professionali frena la progettualità e gli investimenti delle imprese. La risposta risiede nel recruiting continuo e nella formazione costante. Quando si inseriscono giovani in officina, la formazione è l’unico strumento per renderli autonomi e competenti. Anche di fronte ad attrezzature avanzate fornite da partner come CEMB e SIPAV, la tecnologia da sola non basta: serve una solida preparazione teorica sugli angoli caratteristici e sulla meccanica del veicolo per interpretare i dati e dare reale valore al lavoro svolto.
Guardando alle prospettive a lungo termine e all’avanzata della mobilità elettrica, quale sarà il futuro del gommista?
Luca Baraldi: Vedo un futuro solido per la nostra categoria. Anche sulle vetture elettriche ci saranno sempre quattro pneumatici a terra da sostituire e manutenere, il che garantisce la continuità del nostro core business. La vera differenza la farà la capacità dell’officina di evolversi, diversificare le competenze nel multiservice e puntare su elevati standard di qualità e di servizio al cliente.


