Notizie

Violazione dei dati presso Yokohama Rubber: coinvolti gli account e-mail di numerosi utenti

Giovedì, Yokohama Rubber ha comunicato una spiacevole notizia agli iscritti alla propria newsletter: il fornitore di servizi utilizzato, Arara Message, ha subito un accesso non autorizzato da parte di terzi. È quanto si legge in un’e-mail inviata a tutti gli utenti interessati. Di conseguenza, sono stati esposti dati personali – nello specifico, nomi di aziende e indirizzi e-mail – di coloro che si erano registrati per ricevere comunicazioni da Yokohama Rubber tramite tale servizio.

Yokohama era stata informata dell’accaduto il 28 ottobre, ma in quell’occasione le era stato riferito che non vi era stata alcuna divulgazione di dati. L’azienda ha appreso dell’effettiva violazione solo martedì. Secondo il fornitore di servizi, l’intrusione è avvenuta tramite un accesso non autorizzato ai server web, agevolato da alcune vulnerabilità di sicurezza nei server stessi e da criticità nell’ambiente di sistema. L’incidente è stato già segnalato all’Autorità giapponese per la protezione dei dati. Il produttore di pneumatici ha sospeso l’invio di comunicati stampa e altre e-mail tramite il servizio interessato, pubblicando inoltre un avviso sul proprio sito web.

“Continueremo a monitorare attentamente l’andamento delle indagini di Arara e l’adozione di misure volte a prevenire futuri incidenti. Inoltre, intensificheremo il nostro impegno nella gestione sicura dei dati personali, affinché possiate continuare a utilizzare i nostri servizi con la massima tranquillità”, ha dichiarato Yokohama, mettendo anche in guardia gli utenti dal possibile arrivo di e-mail di phishing.

Non si è trattato dell’unico attacco informatico della settimana; il fenomeno, infatti, appare in crescita. Proprio lunedì, alcuni hacker hanno preso di mira sistemi di refrigerazione in tutta Europa, causando danni significativi a numerose realtà. Un episodio particolarmente insidioso ha riguardato la Francia, dove sono stati manomessi i sistemi di raffreddamento di tre centri di donazione del sangue dell’EFS (Établissement Français du Sang). Fortunatamente, i sistemi di sicurezza hanno fatto scattare l’allarme in tempo e un intervento tempestivo ha evitato ulteriori conseguenze: né gli emocomponenti né i campioni biologici hanno subito danni.

© riproduzione riservata
made by nodopiano