Regole sul carbonio alle frontiere: Tyres Europe frena sull’estensione della misura ai prodotti automotive
Tyres Europe si è unita ad ACEA e CLEPA nell’inviare una lettera ai decisori politici dell’UE in merito alla proposta di estensione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM – Carbon Border Adjustment Mechanism), in vista dei negoziati di trilogo. Le tre associazioni dell’industria automobilistica chiedono che il CBAM venga esteso ai prodotti a valle solo laddove sia dimostrato un effettivo rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage), e soltanto dopo aver comprovato che metodologia, dati e capacità di verifica funzionino adeguatamente per i beni complessi.
Tyres Europe sostiene gli obiettivi del CBAM e i traguardi climatici dell’Unione Europea. La principale preoccupazione riguarda il fatto che l’elenco in fase di negoziazione includa determinati prodotti e precursori automotive; un’estensione a tali articoli offrirebbe ai produttori a monte una protezione marginale, aumentando al contempo i costi e trasferendo il rischio di carbon leakage sui produttori automotive a valle. Nella lettera viene sottolineato come questa pressione finanziaria si estenda anche ai produttori di pneumatici e come l’industria automobilistica stia già affrontando l’aumento dei costi del carbonio per l’acciaio e l’alluminio prodotti in Europa.
Le tre associazioni ritengono prematura la data di attuazione proposta per il 2028, poiché l’attuale regime deve ancora dimostrare la propria efficacia lungo le catene di fornitura globali. Chiedono inoltre che le decisioni sull’ambito di applicazione siano trasparenti e basate su dati oggettivi, rilevando come la metodologia della Commissione stessa non venga applicata in modo coerente.
Per limitare l’onere di conformità, la lettera richiede regole di rendicontazione più semplici e valori di emissione predefiniti che riflettano le reali modalità di fabbricazione dei prodotti, pubblicati con un congruo anticipo per consentire alle aziende di pianificare le attività. Viene inoltre chiesto ai legislatori di considerare possibili misure di mitigazione, come soglie di esenzione e compensazioni per i settori a valle interessati, qualora la protezione dalla rilocalizzazione delle emissioni non possa essere garantita in modo equo.
“I produttori di pneumatici in Europa sostengono gli obiettivi del CBAM, ma un’estensione sproporzionata e ingiustificata aggiungerebbe costi e oneri di conformità lungo tutta la filiera automotive, inclusi i fabbricanti di pneumatici, prima ancora che l’attuale sistema abbia dimostrato la propria efficacia”, ha dichiarato il Segretario Generale di Tyres Europe, Dr. Adam McCarthy. “Chiediamo ai negoziatori di concordare un ambito d’applicazione proporzionato, che le aziende possano realisticamente attuare e rispettare”.



