Auto ibride cinesi, l’UE prepara un tetto alle importazioni: 350.000 vetture l’anno
L’Unione europea si prepara a introdurre nuove restrizioni alle importazioni di veicoli ibridi, nell’ambito delle iniziative per riequilibrare i rapporti commerciali con la Cina. Il limite iniziale sarebbe fissato a 350.000 vetture all’anno, con un possibile avvio della misura già dal prossimo 1° dicembre.
La notizia è stata riportata da Bloomberg, sulla base di un documento visionato dalla redazione, ed è stata ripresa da ANSA e Reuters. Il provvedimento dovrebbe assumere la forma di una misura di salvaguardia commerciale della durata di quattro anni.
Il tetto alle importazioni sarebbe inizialmente pari a 350.000 veicoli. Dal secondo anno di applicazione, il contingente dovrebbe aumentare del 6% annuo.
La misura si inserisce nel quadro dell’intesa raggiunta tra Bruxelles e Pechino durante i colloqui commerciali del 9 ottobre. In quell’occasione, il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič aveva annunciato un accordo volto a ridurre le esportazioni cinesi di veicoli ibridi verso il mercato comunitario.
Come riportato da Reuters il 9 ottobre, l’intesa punta a dimezzare le esportazioni cinesi di auto ibride e plug-in hybrid verso l’Unione europea. I dettagli operativi, tuttavia, non sono stati definiti pubblicamente in modo completo.
Un aspetto rilevante riguarda il perimetro della misura. Secondo quanto riferito da ANSA, il tetto dovrebbe applicarsi alle importazioni di veicoli ibridi nel rispetto del principio di non discriminazione previsto dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), e non esclusivamente alle vetture provenienti dalla Cina.
Restano da chiarire le modalità di gestione del contingente, la sua ripartizione tra i Paesi esportatori e i costruttori interessati, nonché le condizioni che determinerebbero l’eventuale applicazione di ulteriori dazi una volta superata la soglia prevista.
La misura potrebbe avere ripercussioni sulle strategie commerciali dei marchi cinesi già presenti in Europa e di quelli che stanno pianificando il proprio ingresso. Potrebbe inoltre rafforzare l’interesse verso la produzione localizzata nell’Unione europea, come alternativa all’esportazione diretta dalla Cina.
Per il mercato europeo, il dossier conferma come la competizione automobilistica con Pechino non riguardi più soltanto le auto elettriche pure, ma coinvolga anche le tecnologie ibride, sempre più centrali nelle strategie industriali e commerciali dei costruttori.


