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La strategia di Point S Italia tra diversificazione e sviluppo della rete – Intervista a Corrado Bergagna

In un mercato automotive in costante evoluzione e caratterizzato da dinamiche macroeconomiche complesse, il ruolo dei network di assistenza si sta trasformando radicalmente. A delineare le strategie e la visione di Point S Italia è il vicepresidente Corrado Bergagna, che sottolinea con forza come l’obiettivo primario dell’insegna vada ben oltre la semplice fornitura di pneumatici. «La vision di Point S è quella soprattutto di salvaguardare la crescita e lo sviluppo dei nostri affiliati», esordisce Bergagna, precisando la vera natura del network. «Non si tratta di vendere prodotti, perché noi, di fatto, non vendiamo prodotti, ma ci occupiamo della crescita e dello sviluppo della rete, che deve adeguarsi ai tempi e all’evoluzione del mercato».

Il contesto attuale richiede infatti un profondo cambio di paradigma per gli imprenditori del settore. Come evidenzia il vicepresidente di Point S Italia, i costi operativi per mantenere in salute un punto vendita sono lievitati notevolmente rispetto al passato. «Oggi i costi sono sicuramente maggiori, perchè dobbiamo considerare le certificazioni, gli adeguamenti burocratici, i costi generali, la formazione, l’aggiornamento dei software e i costi del materiale», spiega Bergagna. A fronte di queste spese crescenti, i margini derivanti dalla sola vendita del prodotto pneumatico si sono fisiologicamente ridotti. Di conseguenza, sottolinea il manager, «i servizi diventano qualcosa di veramente fondamentale per la sopravvivenza del punto vendita».

L’amministratore delegato di Point S Italia Lidia Komjanc

In questa prospettiva, la parola chiave per il futuro delle officine è la diversificazione, un concetto che Point S ha interiorizzato a tal punto da renderlo un pilastro strutturale della propria offerta, in particolar modo attraverso lo sviluppo del segmento MTT (more than tyre). La capacità di spingersi oltre il pneumatico è infatti un parametro così cruciale per il network da essere un elemento centrale anche all’interno dei Point S Awards, volti a premiare le eccellenze della rete. «Diversificare oggi è diventato fondamentale», conferma Bergagna, «perché se la possibilità di trattare solo gomme, fino a qualche anno fa, poteva dare le garanzie di un risultato economico importante o quantomeno sufficiente, oggi, invece, con l’aumento dei costi, c’è una notevole riduzione dei margini». Diversificare, tuttavia, significa anche sapersi adattare alle specificità di ogni singolo centro: «Bisogna verificare quelli che sono gli spazi, quelle che sono le attitudini, perché ognuno deve diversificare in base alle proprie aspettative e caratteristiche, sia a livello di negozio, che anche a livello personale».

Per supportare concretamente questa diversificazione, Point S mette in campo oltre alle proprie linee di pneumatici a marchio privato Point S, sia vettura che autocarro, anche una serie di prodotti dedicati alla manutenzione del veicolo, partendo dalle batterie, ai lubrificanti, dalle pastiglie freno per arrivare alle spazzole tergicristallo e lampadine. «Cerchiamo di salvaguardare la rete dando prodotti a marchio privato, che offrono una garanzia e una personalizzazione nei confronti dell’utilizzatore finale», spiega Bergagna. «L’obiettivo è quello di offrire prodotti di grande qualità, ma che non siano in concorrenza con quello che si trovano normalmente sul mercato, per andare incontro alle esigenze dei nostri affiliati».

Le strategie del network tengono ovviamente conto di un mercato che il vicepresidente definisce «molto complicato». Da un lato, l’aumento dei costi dei combustibili e la spinta inflattiva rischiano di ridurre il chilometraggio medio percorso dagli automobilisti. Dall’altro, però, emerge un fattore compensativo di grande rilevanza per l’aftermarket: «Ricordiamoci che abbiamo un invecchiamento del parco circolante, che rimane numericamente più o meno stabile in Italia, e che rappresenta sicuramente un’opportunità di business per le officine, che possono offrire manutenzione, assistenza e tagliandi, incrementando gli introiti».

A fronte di questi scenari, l’indipendenza e la solidità del network rappresentano il vero valore aggiunto. Con i suoi 242 punti vendita in Italia e una presenza globale che conta oltre 7.200 centri in 54 nazioni, Point S si pone non come un’entità calata dall’alto, ma come un partner in ascolto. «Noi non siamo un gruppo d’acquisto», ribadisce con orgoglio Bergagna in chiusura, ricordando anche i recenti investimenti infrastrutturali, come il rafforzamento della struttura CRM, volti proprio a ottimizzare la gestione dei clienti e dei processi. «Dobbiamo lavorare e recepire le istanze e i consigli dei nostri affiliati per cercare di andare il più a fondo possibile incontro alle loro esigenze».

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