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Pneusmarca apre la strada al Bilancio ESG nel mondo dei gommisti

Pneusmarca ha reso pubblico il primo Bilancio ESG relativo al 2024. Si tratta di un documento redatto su base interamente volontaria, secondo i principi di rendicontazione VSME sviluppati dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) per le imprese non ancora soggette all’obbligo previsto dalla direttiva CSRD. L’azienda, che conta sei punti vendita tra le province di Belluno e Treviso, si colloca così in una posizione pionieristica all’interno di un ambito nel quale le rendicontazioni di questo tipo restano ancora poco diffuse.

A seguire il progetto è stata Francesca Favaro, terza generazione della famiglia alla guida dell’azienda insieme ai fratelli Luca e Monica. È lei a raccontare il punto di partenza del percorso: “Dopo aver partecipato a diversi momenti di formazione, ci siamo resi conto che non sono concetti astratti, ma anzi sono principi che fanno parte del DNA di Pneusmarca da sempre: nasciamo come ricostruzione di pneumatici, l’esempio per eccellenza di economia circolare”. Una lettura condivisa anche da Daniele Favaro, oggi presidente del Consiglio di Amministrazione, che nella lettera agli stakeholder allegata al Bilancio scrive:“Vogliamo continuare a investire in sostenibilità, innovazione e in formazione! Lo faremo con la stessa passione che ci guida dal 1961, consapevoli che ogni scelta, grande o piccola, può fare la differenza”.

Che cosa significa ESG per un’azienda che ricostruisce pneumatici dal 1961

L’acronimo ESG racchiude i tre ambiti su cui si fonda la rendicontazione di sostenibilità: Environmental, Social e Governance che per Pneusmarca trovano riscontro diretto nella storia aziendale.

La “E” (ambientale) coincide anzitutto con il core business storico dell’azienda: la ricostruzione dei pneumatici, che consente di riutilizzare la carcassa sostituendo solo il battistrada usurato, riducendo fino al 70% il consumo di materie prime rispetto a un pneumatico nuovo. Sulla stessa logica si muove l’impianto di autolavaggio del negozio di Belluno, dotato di un sistema di riciclo dell’acqua utilizzata per il lavaggio del sotto-scocca.

La “S” (sociale) si traduce, per un’azienda a conduzione familiare come Pneusmarca, nell’attenzione al benessere dei collaboratori: dal fondo sanitario aziendale alle scelte di ergonomia sul lavoro, fino a un ambiente multiculturale che oggi conta al suo interno lavoratori provenienti da nove Paesi diversi oltre all’Italia.

La “G” (governance), spesso la meno raccontata nei bilanci di sostenibilità, per Pneusmarca coincide con il passaggio generazionale: un tema che l’azienda ha affrontato in modo strutturato negli ultimi anni, e che oggi vede il Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri, con una presenza femminile pari al 60% della composizione.

I numeri del primo Bilancio ESG

Pur trattandosi di un documento volontario e non sottoposto ad audit esterno, informazione che l’azienda stessa dichiara con trasparenza nella nota metodologica, il Bilancio 2024 di Pneusmarca restituisce una fotografia dettagliata dell’attività aziendale.

Sul fronte energetico, l’impianto fotovoltaico della sede di Villorba ha generato oltre 131.000 kWh di energia rinnovabile nel corso dell’anno, evitando l’emissione in atmosfera di 34,32 tonnellate di CO₂ equivalente. Le emissioni complessive Scope 1 e 2 dell’azienda si attestano a 298,70 tCO₂e (location based), per un’intensità emissiva di 22,6 tCO₂e per milione di euro di fatturato, un dato che, spiega il report, deriva soprattutto dal consumo di carburante del parco auto aziendale, e su cui Pneusmarca dichiara di aver già avviato un percorso di transizione.

Dal punto di vista della gestione dei rifiuti, il 96% di quanto generato dall’attività di gommista e officina meccanica nel 2024 (pari a 636.247 kg sui 662.075 kg totali) è stato avviato a recupero, in larga parte attraverso la filiera dei pneumatici fuori uso, che trovano nuova vita in asfalti, superfici sportive, isolanti edilizi e produzione di energia.

Il 2024 ha visto anche l’apertura del nuovo punto vendita di Sedico, un centro polifunzionale di 7.000 mq progettato con un’attenzione specifica all’efficienza energetica: infissi, pompa di calore, isolamento termico, e accompagnato dalla piantumazione di 210 pini nell’area di pertinenza, stimati in grado di assorbire circa 4 tonnellate di CO₂ l’anno.

Sul fronte occupazionale, l’azienda conta oggi 73 dipendenti, con un tasso di contratti a tempo indeterminato del 94% e 14 nuove assunzioni nel corso dell’anno.

“Non lo facevamo per il Bilancio ESG”: una sostenibilità nata prima delle norme

È nella parte più personale del racconto che emerge il senso più autentico del percorso di Pneusmarca: quello di un’azienda che, per usare le parole di Francesca Favaro, ha sempre praticato una “sostenibilità istintiva”, ben prima che diventasse un obbligo di rendicontazione.

L’esempio più citato in azienda è la monorotaia di produzione, progettata già nel 1982 per alleggerire la movimentazione dei pneumatici in fase di ricostruzione, una soluzione tanto avanzata da essere fotografata e replicata da un’altra azienda del settore, poi confluita nel gruppo Bandag. “Sulla stessa logica, nel 2015 abbiamo progettato una catena di montaggio dedicata a ridurre lo sforzo fisico dei nostri operatori in fase di cambio gomme vetture”, racconta Francesca. “Non lo facevamo per il Bilancio ESG, lo facevamo perché ci prendiamo cura della nostra ‘grande famiglia’”.

La stessa attenzione si ritrova sul fronte sociale, in iniziative nate spontaneamente in azienda: la giornata dei calzini spaiati, dedicata all’inclusione che ha coinvolto il 90% del personale, e un giornalino aziendale dedicato alle “buone notizie”. Si tratta di un’iniziativa pensata per offrire ai dipendenti spunti di conversazione positivi durante le pause, con numeri a tema costruiti attorno a ricorrenze come le Olimpiadi o la Giornata internazionale della donna. Allo stesso tempo non sono mancate le difficoltà: un progetto di incentivo legato al fondo sanitario aziendale si è scontrato inizialmente con l’ostacolo di comunicare concetti tecnici a una squadra multiculturale: questi problemi sono stati risolti con tanto confronto e comunicazione.

Il riconoscimento di Pirelli: Pneusmarca ambassador del progetto SJP

Il percorso intrapreso da Pneusmarca non è passato inosservato. Dalla fine del 2025 l’azienda è ufficialmente Ambassador del SJP – Sustainability Journey Program, un progetto promosso da Pirelli rivolto alla rete Driver, di cui Pneusmarca fa parte dal 2015. L’obiettivo del programma è misurare le prestazioni ESG dei singoli dealer, accompagnarli in un percorso di crescita attraverso formazione e supporto, fino ad arrivare a una certificazione indipendente.

“Non si tratta solo di noi”, spiega Francesca Favaro. “L’obiettivo è misurare le prestazioni ESG dei dealer, accompagnarli in un percorso di crescita attraverso formazione e supporto, per poi arrivare a una certificazione indipendente. Insomma, stiamo aiutando a portare la cultura della sostenibilità direttamente all’interno dei punti vendita, condividendo la nostra esperienza”.

Un ruolo che porta con sé anche una sfida ambiziosa: adattare strumenti di rendicontazione pensati inizialmente per realtà multinazionali alla scala di gommisti indipendenti, spesso a conduzione familiare, per cui una certificazione ESG completa risulterebbe altrimenti fuori portata in termini di tempo e risorse.

Dalla sostenibilità istintiva a quella misurabile

Pneusmarca è già al lavoro sul Bilancio 2025, la cui pubblicazione è prevista per fine settembre. “Avere una storia di pratiche virtuose non basta più, serve metodo”, sintetizza Francesca Favaro. “Per noi il Bilancio ESG non è un trofeo da esporre, ma lo strumento operativo per mettere a terra tutte le nostre azioni e strutturare una vera programmazione a medio e lungo termine. È un passaggio dalla sostenibilità istintiva alla sostenibilità misurabile”.

Un percorso in cui l’azienda è stata affiancata e supportata dai consulenti di Sostenibilitalia. Una partnership preziosa, che ha permesso a Pneusmarca di orientarsi all’interno di una normativa di riferimento in continua evoluzione, garantendo un aggiornamento costante man mano che i temi ESG diventavano sempre più centrali nella quotidianità aziendale.

Tra i prossimi capitoli su cui l’azienda sta già lavorando c’è anche un questionario di profilazione rivolto a clienti e fornitori interessati ai temi ESG. Un tassello che, insieme al ruolo di Ambassador Pirelli, racconta un percorso pensato per durare ben oltre il primo Bilancio.

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