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UE, al via la consultazione sulla semplificazione dell’etichetta: cosa cambia per produttori e dealer

La Commissione europea ha dato il via a fine agosto alla consultazione pubblica sulla proposta di regolamento che punta a semplificare gli obblighi di etichettatura energetica per pneumatici ed elettrodomestici, sfruttando in misura crescente la banca dati EPREL (European Product Registry for Energy Labelling). Il testo, già adottato dalla Commissione lo scorso 24 giugno con la sigla COM(2026) 565, entra ora nella fase in cui imprese, associazioni di categoria e autorità nazionali possono far pervenire le proprie osservazioni prima che il dossier prosegua il suo iter verso Parlamento europeo e Consiglio.

La proposta è il risultato di un percorso di valutazione avviato mesi fa: una call for evidence preliminare raccolta tra febbraio e marzo, un dialogo di attuazione con le parti interessate a ottobre 2025, un reality check meeting con le principali associazioni del settore — tra cui Tyres Europe — e due relazioni sull’attuazione dei regolamenti su etichetta energetica e etichetta pneumatici, accompagnate da indagini rappresentative sulla comprensione delle etichette da parte dei consumatori. Il tutto confluito in una valutazione d’impatto che ha ricevuto il via libera del Comitato per il controllo normativo (Regulatory Scrutiny Board) lo scorso maggio.

Il provvedimento fa parte del più ampio programma di semplificazione normativa della Commissione, che punta a tagliare gli oneri amministrativi del 25% (35% per le PMI) entro il 2030. Per il comparto energia e pneumatici si tratta della dodicesima iniziativa di questo tipo, e la Commissione stima un risparmio potenziale fino a 125 milioni di euro l’anno sui costi di conformità per fornitori e rivenditori.

Le modifiche principali per il settore pneumatici

Il testo interviene sul Regolamento (UE) 2020/740, senza toccarne l’impianto di fondo — restano invariati campo di applicazione e obiettivi di policy — ma introducendo diverse novità operative:

  • Addio all’etichetta obbligatoria in caso di vendita di auto nuove. I concessionari non saranno più tenuti a esporre l’etichetta pneumatici quando vendono un veicolo nuovo, perché in questi casi il cliente raramente ha reale possibilità di scegliere le gomme montate.
  • Più spazio ai formati digitali. Le aziende potranno mostrare l’etichetta anche tramite schermi elettronici, QR code o informazioni fornite al momento dell’offerta da parte dell’installatore, riducendo la rigidità dell’attuale obbligo di etichetta fisica in ogni situazione di vendita.
  • Iter più snello per gli aggiornamenti delle etichette. Il processo legale per modificare o aggiornare i dati riportati sull’etichetta viene semplificato, un aspetto che tocca da vicino la gestione quotidiana della compliance da parte di produttori e importatori.
  • Ruolo rafforzato di EPREL. La banca dati, che dal 1° maggio 2021 raccoglie le informazioni su resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e altri parametri ambientali degli pneumatici, verrà valorizzata per supportare gli appalti pubblici e facilitare la sorveglianza di mercato. L’obiettivo dichiarato è rendere disponibili in formato digitale dati di prodotto che oggi mancano ma che si sono rivelati essenziali per acquirenti, centrali d’acquisto e autorità di controllo.
  • Responsabilità più chiare per i rappresentanti di produttori extra-UE, un punto che riguarda da vicino importatori, grossisti e venditori online che trattano prodotti provenienti da fuori Unione europea.
  • Primi collegamenti con il futuro registro del Passaporto digitale di prodotto (DPP). Pur non essendo il cuore della proposta, il testo inizia a costruire un ponte tra EPREL e la infrastruttura digitale che in prospettiva dovrà tracciare i prodotti lungo tutto il ciclo di vita.

I tempi della consultazione

La proposta e la valutazione d’impatto che l’accompagna restano aperte alla raccolta di feedback per otto settimane, con scadenza fissata al 15 ottobre 2026. Le osservazioni ricevute verranno sintetizzate dalla Commissione e trasmesse a Parlamento europeo e Consiglio, contribuendo così al dibattito legislativo che si aprirà nelle prossime settimane. Parallelamente, sul fronte istituzionale, il Consiglio ha avviato la procedura di consultazione del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle Regioni, con uno scambio di osservazioni tra le parti fissato per fine agosto.

Per il momento non si registrano modifiche sostanziali al testo depositato a giugno: la fase attuale è squisitamente di ascolto, e rappresenta quindi l’ultima finestra utile per il settore — produttori, dealer, associazioni — per far pesare le proprie osservazioni prima che il negoziato tra le istituzioni europee entri nel vivo.

Il testo integrale della proposta COM(2026) 565 e la relativa documentazione sono consultabili sui portali EUR-Lex (Scarica il PDF in italiano) e della Direzione Generale Energia della Commissione europea.

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