TPMS

Sicurezza e TPMS nei veicoli industriali: l’analisi di Andrea Borsari (BPW Italia)

Dall’entrata in vigore, due anni fa, dell’obbligo dei sistemi TPMS per i rimorchi di nuova immatricolazione, la gestione della pressione dei pneumatici è diventata un tema centrale per le flotte. Tuttavia, la transizione verso una piena cultura della prevenzione richiede ancora un cambio di passo. Ne abbiamo parlato con Andrea Borsari, Area Manager di BPW Italia.

Qual è l’atteggiamento generale del settore di fronte alle segnalazioni di anomalia sui cruscotti dei veicoli pesanti?

Purtroppo c’è un’espressione ben radicata nella tradizione popolare italiana che fotografa perfettamente questa situazione: “Avuta la grazia, gabbato lo santo”. Descrive l’atteggiamento di chi, superato un problema o ottenuto ciò di cui aveva bisogno, tende a dimenticare rapidamente l’impegno o l’attenzione dovuti. Quando si parla di sicurezza stradale, e in particolare della spia di avaria pneumatici sui veicoli industriali, non possiamo assolutamente permetterci questo approccio. Troppo spesso una segnalazione relativa alla pressione o allo stato dei pneumatici viene considerata un semplice fastidio, qualcosa da rimandare al prossimo controllo o da gestire solo quando il mezzo rientra in officina. Eppure, quella spia non è un dettaglio: è un avviso preventivo, pensato per richiamare l’attenzione su una condizione che può incidere direttamente sulla stabilità del veicolo, sugli spazi di frenata, sui consumi e, soprattutto, sulla sicurezza di chi guida e di chi condivide la strada.

Ci sono operatori che faticano ad accettare questi continui avvisi tecnologici?

Sì, ed è un problema concreto. Troppo spesso mi viene chiesto di disattivare il messaggio sul cruscotto che segnala un’anomalia della pressione dei pneumatici, sia in caso di pressione insufficiente sia in caso di pressione eccessiva. Tuttavia, oltre a non essere conforme alle prescrizioni normative, una richiesta di questo tipo comporta un evidente rischio per la sicurezza stradale. La classica obiezione che viene sollevata è: “Con il rimorchio che avevo prima non ho mai avuto nessun problema”. È però necessario ricordare che l’obbligo di dotare i nuovi rimorchi e semirimorchi di sistemi di monitoraggio della pressione dei pneumatici è diventato applicabile alle nuove immatricolazioni dal luglio 2024. Prima di allora, nella pratica quotidiana, la pressione veniva spesso controllata solo dopo un fermo macchina o quando il problema era già evidente, ad esempio a seguito di un pneumatico a terra.

Qual è la soluzione proposta da BPW per superare questa gestione d’emergenza?

Nel trasporto pesante, i pneumatici sono uno degli elementi più sollecitati e allo stesso tempo più critici. Un calo di pressione, un surriscaldamento o un’anomalia non gestita in tempo possono trasformarsi rapidamente in fermo veicolo, danno economico o, nei casi peggiori, in un evento pericoloso. Per questo motivo, affidarsi alla tecnologia di monitoraggio TPMS o, ancora meglio, ai sistemi di mantenimento della pressione (TPRS) di BPW e IDEM Telematics non significa soltanto rispettare una prescrizione o utilizzare un dispositivo di bordo: significa adottare una cultura della prevenzione. La domanda da porsi è semplice: perché aspettare che il problema diventi evidente quando il veicolo ci sta già avvisando? Ignorare una spia equivale a sottovalutare un segnale nato proprio per evitare conseguenze più gravi.

Al di là della sicurezza, quali sono i riscontri sull’efficienza delle flotte, in particolare sui mezzi più complessi?

La corretta pressione dei pneumatici non incide soltanto sulla sicurezza del veicolo, ma anche sulla sua efficienza operativa. Questo aspetto diventa ancora più rilevante sui rimorchi con più di tre assi e ruote gemellate, dove il numero di pneumatici coinvolti amplifica l’impatto di ogni singola anomalia di pressione. Mantenere i pneumatici alla pressione corretta consente di ottenere benefici concreti: una migliore resistenza al rotolamento, la riduzione dei consumi di carburante, minori emissioni di CO2 e una maggiore regolarità di esercizio con conseguente riduzione del rischio di fermi macchina. In altre parole, controllare e gestire correttamente la pressione non è solo una scelta tecnica: è un investimento in sicurezza, efficienza e sostenibilità.

Il controllo della pressione è ormai una priorità trasversale, che unisce il trasporto pesante al mondo delle competizioni.

Esatto, il parallelismo è evidente. Anche nel mondo del Motorsport il controllo delle pressioni dei pneumatici è un fattore chiave. Basti pensare che nel 2024 è entrata in vigore la tolleranza zero con penalità fisse: 8 secondi per le gare Sprint e 16 secondi per i Gran Premi della domenica per la MotoGP, e multe pecuniarie a partire da 5.000 dollari per la F1. Se persino i massimi livelli del professionismo applicano questo rigore, in un settore in cui efficienza, puntualità e sicurezza devono viaggiare insieme ogni allarme merita attenzione, verifica e azione. La sicurezza stradale non dovrebbe mai essere affrontata con la logica del “finché va tutto bene”. Una spia accesa non è un disturbo da ignorare, ma un’opportunità per intervenire prima che sia troppo tardi. Perché, quando si tratta di pneumatici, prevenire non è solo meglio che curare: è una responsabilità verso l’autista, l’azienda e tutti gli utenti della strada.

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