Tyres Europe sull’Industrial Accelerator Act: “Il testo attuale non tutela la competitività dei produttori UE”
L’associazione europea dei produttori di pneumatici, Tyres Europe, ha pubblicato un position paper ufficiale in merito all’Industrial Accelerator Act (IAA). Pur supportando gli obiettivi della Commissione Europea per rafforzare la competitività industriale e accelerare la decarbonizzazione, l’associazione evidenzia forti lacune nel testo attuale e chiede urgenti aggiustamenti mirati.
L’industria del settore in Europa rappresenta un pilastro economico da 43,9 miliardi di euro l’anno, con 71 siti produttivi in 16 Stati membri e 500.000 posti di lavoro attivati. Tuttavia, i produttori europei scontano gravi svantaggi strutturali, tra cui i costi costantemente più elevati di energia e manodopera, la sovracapacità globale e un quadro normativo asimmetrico.
Secondo i dati di mercato diffusi da Tyres Europe, negli ultimi sette anni i produttori con base in UE hanno perso oltre il 12% delle quote di mercato interno. La quota nel comparto vettura è scesa dal 71% del 2018 al 59,6% del 2025; nello stesso periodo, il comparto autocarro e autobus è calato dal 72% al 60,8%. Questa flessione è trainata dall’impennata delle importazioni, in particolare dalla Cina, che ha registrato un aumento del 195% nel segmento dei pneumatici, ampliando costantemente il divario tra import ed export dell’Unione.
A fronte di questa situazione, Tyres Europe critica l’impostazione dell’IAA, che si concentra prevalentemente sui settori a monte (upstream) lasciando scoperti i produttori a valle. Le norme attuali andrebbero a impattare solo su una minima parte del mercato del primo equipaggiamento — che complessivamente vale il 25% del totale — offrendo zero supporto al mercato del ricambio, che rappresenta invece il 75% delle vendite totali. È proprio nel canale del ricambio che la concorrenza sleale sui prezzi guidata dall’importazione extra-UE si fa più aggressiva.
Per correggere la traiettoria dell’Industrial Accelerator Act, Tyres Europe ha formulato quattro richieste politiche fondamentali ai decisori di Bruxelles:
1. Includere sia il Primo Equipaggiamento sia il Ricambio nell’IAA L’associazione chiede di emendare l’Allegato II e l’Allegato III dell’atto per riconoscere il pneumatico come componente strategico. Le tutele e i requisiti di origine UE devono applicarsi sia alle coperture montate sui veicoli nuovi, sia al mercato del ricambio, dove un treno di gomme viene sostituito fino a 4 volte nel ciclo di vita di un mezzo. Viene inoltre invocata una sorveglianza del mercato rigida e coordinata per evitare frammentazioni normative.
2. Una definizione reale di “Origine Unionale” e criteri di priorità Per Tyres Europe, l’origine UE deve seguire le regole stabilite dal Codice Doganale dell’Unione: nel caso specifico, lo pneumatico prende l’origine dal luogo in cui avviene la vulcanizzazione (curing), fase finale e cruciale della produzione. Negli appalti pubblici e nei sistemi di incentivi statali deve essere introdotto un meccanismo di priorità rigoroso basato sulla prossimità territoriale: precedenza assoluta ai prodotti Made in EU27, seguiti dai paesi dell’Unione Doganale e infine dai paesi equivalenti. Per questi ultimi si richiede l’applicazione di criteri cumulativi rigidi (presenza di un accordo di libero scambio attivo con l’UE e adesione all’accordo sugli appalti pubblici del WTO) per garantire reale reciprocità ai concorrenti europei.
3. Riconoscimento delle prestazioni ambientali e sostegno alla ricostruzione Il position paper ricorda che i pneumatici determinano il 20-30% dell’efficienza energetica di un veicolo. Un’efficienza che impatta direttamente sulla riduzione di CO2 nei motori endotermici e sull’estensione dell’autonomia nei veicoli elettrici. L’associazione chiede che i criteri di selezione negli appalti pubblici premino i prodotti con le classi più alte di resistenza al rotolamento e aderenza sul bagnato. Per quanto riguarda i veicoli commerciali (autocarri e autobus), viene chiesto un supporto specifico al comparto della ricostruzione dei pneumatici effettuata in UE, una pratica locale e circolare che consente di ridurre del 52% le emissioni di gas serra cradle-to-gate rispetto a un prodotto nuovo.
4. Semplificazione della governance e fondi certi per la decarbonizzazione Infine, Tyres Europe evidenzia la totale mancanza di nuovi stanziamenti finanziari operativi all’interno dell’IAA, suggerendo il convogliamento dei proventi del sistema ETS (Emission Trading System) verso le industrie strategiche. Sul piano burocratico, si richiede una drastica semplificazione nel rilascio dei permessi industriali sia per i nuovi impianti sia per l’ammodernamento di quelli esistenti, insieme a una governance centralizzata delle “Aree di accelerazione manifatturiera” per evitare frammentazioni applicative tra i singoli Stati membri.


