Mercato

Kumho: la svolta della fabbrica in Polonia, il rilancio di Marshal e il nuovo Solus All Season – intervista a Carlo Citarella AD Italia

A margine dei grandi annunci istituzionali e di una presentazione globale che ha messo in luce una crescita finanziaria record, abbiamo incontrato nel vivo di The Tire Cologne 2026 Carlo Citarella, Amministratore Delegato di Kumho Tire Italia. Con lui abbiamo analizzato il termometro della fiera, le contromisure strategiche del gruppo di fronte alle incertezze del mercato europeo e i pilastri della futura line-up di prodotto.

Partiamo da Colonia e dal colpo d’occhio di questa fiera. Che aria si respira allo stand Kumho e quanto siete soddisfatti di questa risposta del mercato?

Carlo Citarella: Sono davvero molto contento. Ieri sera, alla nostra presentazione ufficiale, avevamo ben 160 clienti ospiti: praticamente tutti i Clienti invitati. In un momento macroeconomico così complesso, caratterizzato da forti incertezze tra dazi anti-dumping, EUDR, costi della logistica e una domanda generale che sui mercati non si può certo definire brillante, Kumho ha risposto dando un messaggio di presenza forte e solido qui a Colonia. Se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo dimostrato concretamente ai partner la nostra stabilità e la nostra visione a lungo termine.

Il messaggio più forte è senza dubbio l’annuncio della nuova fabbrica europea a Opole, in Polonia. In un’arena competitiva scossa dai dazi e dall’instabilità geopolitica, quanto diventa prioritario questo investimento?

Carlo Citarella: Diventa fondamentale e, direi, più che mai tempestivo. La Polonia rappresenta la vera soluzione strategica a tutte le problematiche attuali legata all’anti-dumping e alle barriere tariffarie. L’interesse da parte di tutti i clienti su questo tema è altissimo, perché finalmente Kumho si appresta ad accorciare significativamente le distanze logistiche con il mercato europeo, garantendo una presenza letteralmente “dietro l’angolo”.

La scelta di Opole è puramente strategica: geograficamente si trova sul polo autostradale dritto verso la Germania e il cuore dell’Europa centrale, una direttrice commerciale ideale che garantirà benefici importanti nelle consegne e nel servizio, Italia inclusa.

Restando in tema di risposte alle complessità del mercato, a TTC 2026 avete dedicato un corner importantissimo al rilancio di Marshal. Come si posiziona questo brand nello scacchiere attuale?

Carlo Citarella: Il corner Marshal sta riscuotendo davvero moltissimo interesse. Anche in questo caso, Marshal “casca a fagiolo” in una situazione di mercato in cui, a causa delle maglie sempre più strette dell’anti-dumping, inizieranno inevitabilmente a mancare sul mercato determinati brand e prodotti di fascia intermedia. Rispetto al passato, torniamo con una gamma Marshal per l’Europa profondamente razionalizzata, prodotta nel nostro moderno stabilimento dedicato in Cambogia, ma soprattutto dotata di indici di carico e codici di velocità più alti, sviluppati esattamente sulle specifiche richieste delle vetture moderne. Partiamo con circa 150 SKU disponibili da settembre, fino a circa 300 entro la fine dell’anno successivo, ma che continueranno a crescere. Questa è una notizia particolarmente rilevante per il mercato italiano, dove il marchio Marshal ha tradizionalmente goduto di un’ottima reputazione e dove è presente dalla fine degli anni ’80.

Marshal debutterà subito su più segmenti? Ci sarà spazio anche per il comparto autocarro?

Carlo Citarella: Partiamo immediatamente con la gamma Vettura, SUV e Trasporto Leggero. Per quanto riguarda il TBR, stiamo completando i test rigorosi in questo periodo per assicurarci di uscire sul mercato con un prodotto di qualità che sia perfettamente in linea con gli altissimi standard che Kumho esige. Dovremmo essere pronti per gennaio 2027.

Passiamo alle novità tecnologiche Kumho: ieri avete anticipato il nuovo capitolo della famiglia quattro stagioni, il Solus All Season HA52 che raccoglierà l’eredità dell’HA32. Cosa dobbiamo aspettarci e quando lo vedremo sul mercato?

Carlo Citarella: Il nuovo progetto all season rappresenta un ulteriore passo avanti del nostro programma di sviluppo tecnologico. Parliamo di un prodotto che è stato completamente rinnovato sia dal punto di vista dei profili tecnici che dal dimensionamento di gamma, con indici di carico e misure ottimizzate per i veicoli di ultima generazione, pronti per il next step del mercato. Inizialmente i piani prevedevano un’uscita anticipata, ma l’incendio che ha colpito lo stabilimento coreano nei mesi scorsi ha inevitabilmente rallentato i flussi di sviluppo della fabbrica. Riteniamo che il prodotto entrerà ufficialmente sul mercato nel primo semestre del 2027, con una presentazione ufficiale che avverrà proprio all’inizio del nuovo anno.

In questo scenario globale, come sta rispondendo il mercato Italia e quali sono i trend che state registrando sul campo?

Carlo Citarella: Il mercato in Italia oggi è difficile, inutile nasconderlo, lo è per noi come per tutti i competitor. Noi siamo decisamente soddisfatti. Kumho è un’azienda dinamica e in forte crescita, parliamo di numeri a doppia cifra. Essendo ancora un player con quote relativamente basse rispetto ai produttori storici, abbiamo ancora tanto spazio e siamo molto soddisfatti, soprattutto per quanto riguarda la risposta del canale Retail, che nell’ultimo anno per noi è cresciuto tantissimo.

Notiamo inoltre che la stagionalità sta cambiando pelle: non ci sono più i picchi netti e concentrati di una volta. E’evidente che i gommisti con l’all season lavorano in modo più diluito: un po’ di più da gennaio a marzo, un po’ meno aprile e maggio, di nuovo un po’ di più a giugno e così via. Ci sono diverse teorie tra gli addetti ai lavori: molti dicono che sia meglio così, perché permette di organizzare i flussi in officina con meno stress e più efficienza.

In generale, ci aspettiamo un ritorno a un pizzico di stagionalità in più nei prossimi mesi, ma alla fine il mercato degli pneumatici si conferma un settore maturo e quindi abbastanza stabile, che oscilla tutti gli anni intorno al più o meno 1%. Non è un mercato destinato a grandi picchi e Kumho Italia ha tutte le carte in regola per continuare la sua espansione.

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