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Tyres Europe: serve maggiore difesa commerciale e competitività industriale dell’UE

Mentre il Consiglio europeo discute di sicurezza economica, competitività e futuro delle relazioni economiche UE-Cina, Tyres Europe si unisce al crescente numero di settori industriali europei che chiedono una politica commerciale dell’UE più forte e reattiva.

L’industria europea dei pneumatici sostiene circa 500.000 posti di lavoro in tutta l’Unione, investe massicciamente nell’innovazione e fornisce un prodotto essenziale per la mobilità dei passeggeri, il trasporto merci, l’agricoltura e la difesa. La sua competitività dipende da condizioni di parità lungo catene del valore globali sempre più integrate.

Oggi, tali condizioni di parità sono sottoposte a crescenti pressioni. Sfide globali come la sovraccapacità strutturale, le distorsioni del mercato indotte dallo Stato e le pratiche commerciali sleali stanno colpendo simultaneamente un’ampia gamma di settori industriali europei, dalle materie prime ai prodotti finiti. Queste distorsioni non rimangono confinate a un solo settore: si propagano a cascata lungo le catene del valore, indeboliscono gli incentivi agli investimenti ed erodono progressivamente la base industriale europea. Affrontare queste sfide richiede un quadro politico coerente che combini strumenti efficaci di difesa commerciale con misure più ampie per rafforzare la competitività e la resilienza industriale dell’Europa.

Gli strumenti di difesa commerciale devono rimanere efficaci in un contesto commerciale globale sempre più dinamico. In settori come quello della produzione di pneumatici, le catene di approvvigionamento globali possono essere riconfigurate in pochi mesi, mentre le indagini e l’attuazione delle misure richiedono tempi considerevolmente più lunghi. Ciò consente agli esportatori di anticipare le misure, concentrando le spedizioni durante le indagini e, una volta imposti i dazi, reindirizzando rapidamente la produzione e le esportazioni verso siti produttivi alternativi. I produttori europei continuano quindi a subire una pressione competitiva sleale anche dopo la conclusione delle indagini.

Tyres Europe sostiene pertanto pienamente la recente Dichiarazione congiunta dell’industria, che chiede un’applicazione più ambiziosa della politica di difesa commerciale dell’UE. Gli strumenti di difesa commerciale hanno lo scopo di garantire che i produttori europei possano competere ad armi pari in un’economia globale profondamente cambiata. Oggi più che mai, devono contribuire a ristabilire condizioni di parità ed essere utilizzati nel modo più efficace per garantire che abbiano l’impatto previsto al momento giusto.

In particolare, Tyres Europe sostiene:

  • il raddoppio delle risorse dedicate alle indagini di difesa commerciale dell’UE;
  • garantire un utilizzo più proattivo e strategico degli strumenti esistenti, in linea con la politica industriale e gli obiettivi di sicurezza economica, per consentire un’azione tempestiva prima che si verifichino danni industriali irreversibili;
  • esplorare ulteriori strumenti compatibili con il WTO in grado di affrontare le distorsioni sistemiche indotte dallo Stato e le loro ricadute lungo le catene del valore; e
  • utilizzare in modo più strategico il Regolamento sulle sovvenzioni estere per affrontare modelli di comportamento distorsivo che non possono essere rilevati attraverso valutazioni isolate caso per caso.

Per l’industria dei pneumatici, le decisioni di produzione sono a lungo termine, ad alta intensità di investimento e altamente sensibili alla prevedibilità del mercato. Una volta persa la capacità industriale, ricostruirla è estremamente difficile. Preservare una base manifatturiera europea competitiva non è quindi solo un obiettivo industriale, ma anche una questione di resilienza economica e autonomia strategica.

Mentre i Capi di Stato e di Governo definiscono la risposta dell’Europa a un contesto commerciale globale in rapida evoluzione, Tyres Europe li incoraggia a garantire che la politica di difesa commerciale si evolva di conseguenza. L’Europa dovrebbe rimanere aperta al commercio, ma l’apertura deve essere accompagnata da strumenti efficaci che garantiscano una concorrenza leale e salvaguardino le capacità industriali da cui dipendono la prosperità, l’innovazione e la resilienza dell’Europa.

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