Sentury Tires: l’agilità produttiva in Marocco, il futuro stabilimento nei Balcani
In occasione di The Tire Cologne 2026, abbiamo incontrato presso lo stand di Sentury Tires il Sales Manager Can Gedik, accompagnato dal responsabile del comparto TBR per l’Europa, Jeff Wu. In questa lunga e interessante chiacchierata, Gedik traccia un bilancio della fiera tedesca, analizza le strategie di distribuzione in Europa – con un focus particolare sul mercato italiano – e lancia un’importante anticipazione sul futuro produttivo del gruppo in Europa.
Partiamo dall’evento che ci ospita. Quali sono le tue impressioni su questa edizione di The Tire Cologne?
Gedik: Devo dire che la trovo un’ottima fiera. Il suo punto di forza è l’essere compatta: le dimensioni non sono dispersive, il che significa che i visitatori non rischiano di perdersi tra i padiglioni e non mancano gli stand. Anche se il nostro posizionamento questa volta è leggermente defilato non abbiamo avuto un attimo di sosta. C’è un flusso continuo di professionisti.
Ma la vera differenza rispetto ad altre fiere di settore sta nella qualità dei visitatori. Qui non viene chi cerca solo gadget o materiale promozionale; le persone che si siedono al nostro tavolo cercano cooperazione, vogliono stringere accordi commerciali concreti. Sentury sta espandendo il proprio business a livello globale e molti operatori che hanno visto il successo dei nostri prodotti in altre regioni vengono qui per chiederci di poterli commercializzare nei loro paesi. Abbiamo consolidato i rapporti con i clienti esistenti, ma abbiamo anche raccolto una quantità impressionante di nuovi contatti di altissimo livello. È, senza dubbio, la migliore fiera che abbia mai visto.
Parliamo di mercato italiano. Chi è attualmente il vostro distributore di riferimento e come giudica il posizionamento del brand in Italia?
Gedik: Per la gestione dell’Europa occidentale lavoriamo a stretto contatto con il gruppo Intersprint. Si tratta di una realtà eccezionale e con un posizionamento perfetto sul mercato. Il motivo del loro successo è semplice: non sviliscono il prodotto e non fanno la “guerra del prezzo” distruggendo il valore del brand. Al contrario, investono moltissimo nel marketing e possiedono una capacità e dei “muscoli” incredibili sul fronte dell’online marketing. Questo approccio ci permette di dare al marchio una grandissima visibilità in una prospettiva autenticamente europea, aiutandoci a far crescere il business insieme in modo sano e proficuo.
Questo si sposa con una filosofia commerciale molto diversa rispetto ad altri competitor asiatici, corretto?

Gedik: Esatto. Il modello di business tradizionale di molti produttori cinesi è sempre stato “produci e spedisci”, mandando merci ovunque e a chiunque purché ci sia disponibilità economica. In Sentury lavoriamo in modo radicalmente diverso. Abbiamo un management e una visione fortemente europei, e anche quando ci sono manager cinesi, questi ultimi vivono in Europa da molto tempo.. Il mio collega Jeff Wu, ad esempio, vive a Bruxelles da vent’anni, è un cittadino europeo a tutti gli effetti.
Noi crediamo fermamente nel valore dell’esclusività. Quando entriamo in un mercato, concediamo l’esclusiva del brand a un partner selezionato. L’esclusiva genera una struttura di vendita solida e sostenibile su base annuale. Tutto si fonda sulla fiducia reciproca: noi diamo protezione e un brand forte, i nostri distributori e i dealer investono nel marketing, lottano per il marchio e lo sentono proprio, come se la fabbrica fosse la loro.
Su quali segmenti vi state focalizzando e quali novità presentate? C’è spazio per l’agricoltura o l’OTR?
Gedik: No, preferiamo non disperdere le energie e concentrarci su ciò che sappiamo fare meglio: il vettura e l’autocarro. Non andiamo alla ricerca di segmenti di nicchia come l’agricoltura o i grandi diametri OTR. Sul fronte del TBR abbiamo una produzione mirata, ma stiamo ottenendo risultati straordinari grazie al lavoro di Jeff in Europa, che gestisce direttamente il business autocarro con i clienti, portando avanti con successo brand come Ground Speed, ormai molto noto e apprezzato. Nel frattempo, Intersprint continua a fare un lavoro eccellente sulla parte PCR.
Negli ultimi anni il mercato europeo è stato scosso dai dazi anti-dumping. E anche adesso sono in arrivo nuovi dazi sui pneumatici vettura prodotti in Cina. Come state gestendo questa situazione?

Gedik: Le questioni legate all’anti-dumping hanno creato parecchio disordine nel settore, ma non per noi. A differenza di altri produttori cinesi, Sentury non si focalizza solo sulla Cina. La nostra più grande forza risiede nell’essere un’azienda estremamente agile in termini di produzione geografica, potendo contare su stabilimenti in diverse regioni del mondo, come la Thailandia e il Marocco.
Immaginiamo che lo stabilimento in Marocco sia diventato un asset strategico fondamentale per l’Europa…
Gedik: È fondamentale, e non solo per i dazi anti-dumping, ma anche e soprattutto per una questione di logistica e spedizioni. Il nostro stabilimento marocchino si trova a Tangeri. Vi basti pensare che se si sale sul tetto della fabbrica, la Spagna e l’Europa si vedono chiaramente a occhio nudo. Scherzando dico sempre che potremmo quasi lanciare i pneumatici direttamente nel vecchio continente, senza bisogno di navi cargo! Con il TBR sarebbe dura, ma con il PCR potremmo quasi farcela (ride). Battute a parte, la vicinanza logistica azzera i tempi e i costi dei lunghi trasporti marittimi.

In fiera, nello stand, era presente un grande pannello con un puntino sui Balcani. A cosa state lavorando?
Gedik: Continuiamo a perseguire la nostra strategia di massima vicinanza al cliente. Abbiamo constatato che l’Europa ha fame di un modello manifatturiero efficiente come quello che Sentury ha sviluppato in Asia e noi vogliamo continuare a lavorare in questo modo. Le nostre fabbriche sono un concentrato di tecnologia avanzata: a parità di capacità produttiva rispetto a un impianto tradizionale, noi impieghiamo una frazione della forza lavoro perché tutto è basato sull’automazione totale. Il processo, dalle materie prime fino allo stoccaggio e alla spedizione, è completamente automatizzato; la presenza umana è limitata a supervisori che gestiscono i flussi premendo dei pulsanti.
Vogliamo portare questa tecnologia rivoluzionaria direttamente in Europa. Per questo motivo stiamo pensando a un nuovo stabilimento nella regione dei Balcani. Annunceremo la decisione definitiva e la sede tra un paio di mesi.
Quali sono le tempistiche previste per l’avvio della produzione in questo nuovo polo europeo?
Gedik: Sentury è un’azienda estremamente veloce nella costruzione e nell’avviamento dei siti produttivi. In passato siamo riusciti a costruire una fabbrica in otto o nove mesi. Anche volendo considerare eventuali imprevisti legati ai lavori di terra e alle fondamenta e prendendoci un anno intero, la nostra tabella di marcia è chiarissima: prenderemo la decisione finale sulla location entro 2-3 mesi e vogliamo iniziare a produrre entro il 2027, sicuramente prima del 2028 se tutto procede come da piani.
Questo stabilimento europeo produrrà sia PCR che TBR?
Gedik: Al momento il focus esclusivo per il progetto nei Balcani sarà sul PCR. Abbiamo un’esperienza eccezionale in questo segmento e, come ho detto prima, preferiamo consolidare e capitalizzare al massimo i nostri punti di forza. L’Europa avrà presto un nuovo, avveniristico polo produttivo firmato Sentury.





