G.M.P. Group a The Tire Cologne: la strategia dei tre brand per conquistare il mercato
In occasione della fiera The Tire Cologne 2026, abbiamo incontrato Marco Finazzi, Chief Commercial Officer ed Head Design di G.M.P. Group S.r.l., per tracciare un bilancio a caldo della manifestazione e approfondire i piani di sviluppo strategico dell’azienda.
Il clima che si respirava allo stand del gruppo italiano è stato di forte entusiasmo, supportato da un riscontro di pubblico estremamente positivo. “Complessivamente siamo molto contenti, abbiamo registrato tanti contatti e tante conferme, sia dai nostri distributori storici a livello europeo, sia soprattutto dai clienti tedeschi”, ha esordito Finazzi, evidenziando come la fiera sia stata l’occasione ideale per fare il punto sui recenti assetti societari. L’obiettivo principale resta infatti il radicamento nei mercati chiave, dopo le ultime operazioni commerciali, prima tra tutte l’integrazione di Diewe Wheels completata nel maggio del 2025. A questo proposito, il manager ha voluto rassicurare i partner sul superamento di alcune recenti transizioni di organico all’interno della divisione tedesca, sottolineando la compattezza della struttura: “Ci preme molto consolidare il mercato e siamo lieti di poter dire che la recente uscita di due ex collaboratori di Diewe Wheels non ha causato particolari problemi o inefficienze; il team in Germania, costantemente supportato dal management della sede italiana e olandese, sta ottenendo ottimi risultati. Questo ci consente di continuare senza rallentamenti il progetto di sviluppo del mercato che avevamo già impostato in fase di acquisizione, attraverso interventi mirati a migliorare il servizio e la comunicazione a vari livelli”.
Il cuore della strategia commerciale di G.M.P. Group poggia ora su una segmentazione precisa dell’offerta, capace di presidiare tre diverse fasce di mercato attraverso un’identità multibrand ben definita. Finazzi ha spiegato con chiarezza questa architettura, accogliendo l’idea di una gamma completa, per dare ai clienti il maggior servizio e la massima copertura possibili. “È una precisa scelta aziendale e una strategia di posizionamento: non siamo conosciuti per essere un’azienda economica, ma oggi con Diewe possiamo offrire un prodotto entry level per fare volumi, con GMP presidiamo la fascia quality e con Antera puntiamo tutto sul premium”.

Proprio sul marchio Antera si concentrano le massime ambizioni del gruppo in termini di eccellenza e lusso. “Antera è la nostra chicca, un luxury brand con volumi, aspettative e un posizionamento di prezzo ben definiti”, ha puntualizzato il CCO, introducendo il debutto della nuova ruota A125, un concentrato di design, tecnologia e ingegneria sviluppato in sei mesi di ricerca interna. “Grazie a un innovativo sistema di raffreddamento degli stampi, che abbiamo ideato internamente, siamo orgogliosi di aver raggiunto un rapporto tra peso e performance paragonabile al flow forming, pur essendo una ruota fusa in bassa pressione con trattamento termico; parliamo di meno di 13 kg per un 22 pollici con 3 millimetri di spessore del canale, regolarmente omologato secondo gli standard internazionali”. Accanto a questa novità, la kermesse tedesca ha fatto da sfondo alla presentazione ufficiale del modello Materia dedicato ad Audi ma compatibile con numerose vetture del gruppo VAG, definito “ad altissimo potenziale”, e del nuovo Dominar a marchio Diewe, un prodotto aftermarket a cinque razze, pulito ed essenziale, rigorosamente Made in Italy, che ha già riscosso ampi consensi a dimostrazione del fatto che, nelle parole dello stesso Finazzi, “tante volte la semplicità paga ancora”.



Spostando lo sguardo sullo scenario macroeconomico e sulle dinamiche competitive, il Chief Commercial Officer ha analizzato con grande pragmatismo l’andamento del mercato globale e le sue ripercussioni a livello locale. Sul fronte italiano, Finazzi ha ribadito una linea commerciale ferma, totalmente distante dalle logiche del ribasso selvaggio. “Il mercato italiano è il nostro comparto domestico ed è importantissimo, ma anche lì la nostra identità è ben definita: non cerchiamo i volumi esasperati, cerchiamo piuttosto un sano rapporto tra volumi e marginalità. Vogliamo che i nostri clienti abbiano profitto e vogliamo averlo anche noi”. Una scelta di campo che si scontra con alcune storture del settore: “In Italia purtroppo, in alcune fasce di mercato, è molto diffuso il sistema della guerra del prezzo, ma non è una guerra che intendiamo combattere; preferiamo focalizzarci sui nostri partner e su una clientela fidelizzata e consolidata”. Questa solidità nei rapporti diventa lo scudo principale per affrontare un periodo storico caratterizzato da forti turbolenze industriali, specialmente sul lato degli approvvigionamenti. “Nonostante i numeri siano positivi, mentirei se dicessi che gli ultimi due mesi siano stati facili in termini decisionali, per noi o per chiunque altro nel settore”, ha ammesso con trasparenza il manager. “La situazione mondiale è evidentemente complessa, i costi delle materie prime hanno raggiunto livelli preoccupanti e i dati dimostrano che siamo ancora lontani dalla stabilità; si parla persino di potenziali carenze di materiale sul mercato nel prossimo futuro. Come produttori abbiamo il dovere di tutelarci, e fortunatamente la qualità dei nostri clienti ci permette di portare avanti una programmazione seria, ma lo scenario va monitorato con estrema attenzione”.
In chiusura, Finazzi ha confermato l’agenda serrata del Gruppo sul fronte delle manifestazioni fieristiche future, ribadendo la centralità di appuntamenti storici come Autopromotec, Automechanika ed Essen per il comparto B2C tedesco, senza trascurare le ambizioni sui mercati extra-europei dopo le positive esperienze dello scorso anno a Riyadh e Dubai. La filosofia aziendale rimane ancorata alla qualità della presenza piuttosto che alla pura quantità. “Il nostro obiettivo è posizionarci esattamente dove sappiamo che il nostro prodotto può essere recepito e valorizzato. Vogliamo presidiare la nostra nicchia, non abbiamo la pretesa di conquistare il mondo; tuttavia, tutto quello che decidiamo di fare, lo facciamo sempre al miglior livello possibile”.





