Nasce a Misano il “Tonygomme racing club”
In un mercato automotive in rapida evoluzione, la percezione del lusso sta cambiando a favore delle emozioni al volante e dell’immersione esperienziale. Il settore premium si trova a un crocevia storico: se fino a oggi le strategie si concentravano quasi esclusivamente sul concetto di possesso esclusivo e sul prestigio statico, le richieste dei consumatori impongono ora un cambio di paradigma. Uno studio condotto dalla società di consulenza strategica McKinsey&Company nel 2025 su un panel globale di consumatori “di lusso”, possessori e/o in procinto di acquistare una luxury car tra Africa, America, Medio Oriente e Europa, dal titolo “Shifting gears: What buyers are saying about the luxury-car experience“, rivela uno scenario inequivocabile. La stragrande maggioranza degli intervistati (86%) ha citato l’esperienza e il piacere di guida puro come motivazione di acquisto primaria, una percentuale che supera di gran lunga il desiderio di esibire l’auto come mero simbolo di status sociale, fermo al 36%, il potenziale di investimento (32%) e il collezionismo (16%).
Questa spinta verso l’esclusività attiva è supportata dai dati macroeconomici: secondo l’Altagamma-Bain Worldwide Luxury Market Monitor 2025 di Bain&Company in collaborazione con Altagamma, il lusso esperienziale, che include anche hospitality di altissimo livello ed eventi esclusivi, guida stabilmente la crescita dell’intero mercato del lusso che si stima crescerà del +5% nel 2026. La ricerca di personalizzazione e la volontà di far parte di una community stanno diventando i driver principali della fidelizzazione e al centro di questa tendenza ci sono anche i racing clubs e i car clubs che, sempre secondo lo studio firmato McKinsey, rappresentano per oltre il 40% dei luxury-car buyers il principale canale per ottenere informazioni e confrontarsi sul prossimo veicolo da acquistare.

La sfida per la nuova cultura del lusso, anche in Italia, si vince quindi alla radice: trasformando le logiche di relazione e massimizzando l’esperienza di guida nei circuiti. È esattamente in questa fase di transizione che si inserisce la nascita del “Tonygomme Racing Club” a Misano, nella spettacolare cornice del Misano World Circuit Marco Simoncelli,promosso da Tonygomme, storica realtà milanese da sempre punto di riferimento nel mondo premium automotive. L’azienda ha fatto propria l’evidenza che, nel contesto attuale, il vero lusso non consista più nel semplice possesso di un bene, ma nella possibilità di vivere emozioni irripetibili nella quotidianità. Una nuova visione che sposta il focus dal classico odore degli interni nuovi all’adrenalina e al profumo della pista.
Le supercar moderne possiedono un potenziale meccanico ed emozionale enorme, storicamente limitato dal traffico e da contesti stradali non adatti a esprimerne le reali performance. Forte di un solido know-how ingegneristico costruito in oltre trent’anni di ricerca e sviluppo nel motorsport — con Antonio “Tony” Feriero che ha guidato per anni il reparto racing di Goodyear, lavorando sui circuiti e sulle vetture più estreme del panorama internazionale — l’azienda ha analizzato a fondo le aspettative della propria clientela. Soluzioni organizzative esclusive, studiate in collaborazione con partner d’eccellenza come Invictus Corse e Misano World Circuit, garantiscono ai partecipanti un’esperienza pura e senza compromessi al volante di autoda corsa quali Ferrari Challenge, Lamborghini Huracán GT3 e Ferrari 296 GT3, affiancati da piloti professionisti e istruttori specializzati.
“Ci siamo resi conto che oggi il vero lusso non è più possedere qualcosa, ma vivere emozioni che non puoi replicare nella quotidianità” afferma Giulia Feriero, CEO di Tonygomme. “Esiste un lusso che non profuma di pelle nuova. Profuma di gomma bruciata. Solo guidando auto da corsa progettate per raggiungere il limite si comprende davvero cosa significhino precisione, bilanciamento, feedback e controllo. Con il Racing Club vogliamo permettere ai nostri clienti di entrare davvero in quel mondo e capire cosa c’è dietro il lavoro che facciamo ogni giorno. Per noi il rapporto con i clienti non può più essere solo servizio. Oggi è relazione. È esperienza. È appartenenza”.


