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Alfor vola oltre il 10% del mercato italiano: Rigeneral traccia il bilancio di Transpotec e guarda all’Europa

Rigeneral si è presentata a Transpotec con il suo un nuovo private brand di cerchi in lega per veicoli industriali, commerciali e autobus, che si sta velocemente facendo strada sul mercato italiano: Alfor. Nello stand, spesso molto affollato, abbiamo incontrato Manuel Costa, Responsabile Operativo dell’azienda e Paolo Di Clemente, Sales and Product Manager Alfor Wheels, che ci hanno raccontato il brand, il prodotto e i risultati di questo progetto.

Qual è il bilancio finale della vostra partecipazione a Transpotec 2026? Che tipo di accoglienza e riscontri avete registrato da parte delle flotte e degli operatori del trasporto pesante presenti in fiera? 

Manuel Costa: Abbiamo tratto dalla nostra partecipazione un bilancio nettamente positivo. Sia in termini quantitativi per il numero di contatti nuovi o già consolidati, che qualitativi per la ampia tipologia e importanza delle visite ricevute e per l’interesse che il nuovo Brand ha suscitato. Inoltre, essendo la altissima cura dei dettagli e delle finiture uno specifico punto di forza delle nostre ruote, il poterle avere lì in mostra e a disposizione ha sicuramente costituito una eccellente opportunità e vantaggio. Ottime anche le sinergie e collaborazioni instaurate per l’occasione con vari importanti espositori e operatori del mercato già nostri Partner.

Manuel Costa, responsabile operativo Rigeneral, Stefano Costa, titolare Rigeneral e Paolo Di Clemente, Sales and Product Manager Alfor

Qual è il posizionamento di Alfor sul mercato? Si rivolge a un target specifico di clientela oppure risponde a specifiche esigenze di mercato legate al bilanciamento tra qualità e convenienza? 

Paolo Di Clemente: Riguardo strettamente questo specifico aspetto, non vediamo il mercato con rigide tipologie o livelli di clienti. Per mancanza di reali alternative, il nostro mercato è stato per molto tempo ingessato su una presenza quasi esclusiva di due marchi predominanti, che sono riusciti meglio a trasmettere e offrire una loro convenienza, a fronte di prezzi maggiori. Pur se con una importante componente anche estetica, sulla quale abbiamo lavorato con molta attenzione, riteniamo si tratti quindi di un mercato prevalentemente industriale e che quindi risponde meno a logiche di moda o consumer e più di Pay per Value. Di conseguenza la nostra intenzione è stata quella di costituire con la nostra offerta una valida alternativa anche ai marchi cosiddetti Premium, con un prodotto avente contenuti tecnici idonei e una offerta e assistenza altamente qualificate, capaci di soddisfare le varie esigenze dei clienti.

Riassumendo potremmo dire che tutto si basa sulla capacità di conoscere i reali bisogni del cliente e di trasferire, con chiarezza e nella pratica, la competitività e credibilità di quello che si propone, facendolo con una ottica di crescita e miglioramento continuo.

Speriamo e contiamo di essere sulla strada giusta, confortati dai risultati di crescita che in Italia ci hanno portato in poco tempo a superare il 10% di quota di mercato, in Aftermarket e in Primo Equipaggiamento Trailer, grazie ad una rete distributiva ampia e altamente qualificata e ad importanti e diffuse collaborazioni con vari produttori di rimorchi.

E’ già iniziata la costruzione di una rete distributiva Europea, che consideriamo come nostra prossima sfida.

Durante il lancio del brand avete annunciato la disponibilità delle ruote Alfor anche per veicoli commerciali leggeri (come Iveco Daily e Mercedes Sprinter). Qual è lo stato dell’arte dello sviluppo e della commercializzazione di questa linea specifica e che riscontro state avendo dal mondo della logistica leggera?  

Paolo Di Clemente: Siamo in fase di introduzione per questa fascia di prodotto. L’interesse riscontrato da parte dei clienti è davvero alto, tenendo anche conto che si parte praticamente da zero per le ruote forgiate e gemellate dei van.

Gli ostacoli maggiori sono dati dalle diverse necessità di adattamento del fittaggio su veicoli che non erano stati pensati per questa opzione e che presentano molteplici configurazioni. Ma è una area che stiamo approfondendo nel modo migliore, per dare un supporto e soluzioni tecniche complete anche su questo aspetto.

Avete presentato in fiera le varianti con finitura Lucida a Specchio e Spazzolata. Quale delle due soluzioni sta riscontrando il maggiore interesse da parte dei gestori delle flotte?

Paolo Di Clemente; Disponendo nel processo produttivo di una macchina lucidatrice di ultimissima generazione, capace di risultati qualitativamente eccellenti con una ottima efficienza di costi, stiamo spingendo assolutamente la versione Polished/Lucida a Specchio, ai più alti livelli di brillantezza disponibili sul mercato e con un ridottissimo delta costo verso la versione base Brushed. Con queste premesse, la grandissima parte dei clienti predilige questa finitura e ne riconosce la cura e attenzione in ogni particolare della lavorazione.

La versione Brushed è residuale e lasciata ad alcuni utilizzi prettamente cava-cantiere dove la bellezza e cura della superficie sono assolutamente secondarie e la motivazione di acquisto si basa quasi esclusivamente sugli altri vantaggi tecnici/economici della ruota in lega (portata maggiorata/alleggerimento tara, risparmio carburante, minore temperatura di esercizio per pneumatici e freni, ecc.). Vantaggi importanti e intrinsechi alla ruota in lega e che permettono un ritorno dell’investimento in un arco temporale che generalmente, a seconda degli utilizzi e condizioni , è stimato da 1 a 3 anni, per poi produrre reddito.

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