TPMS Heavy Duty e ruote autocarro: la parola agli specialisti Mak. Intervista doppia a Salvatore Pepe ed Enrico Galante

Il mercato dei veicoli industriali sta vivendo una transizione tecnologica accelerata, dove l’elettronica di bordo e il monitoraggio dei dati sono diventati cruciali tanto quanto la scelta meccanica di ruote e pneumatici. A Transpotec, nello stand Mak, abbiamo approfondito questa evoluzione in un’intervista doppia con Salvatore Pepe ed Enrico Galante, rispettivamente product manager TPMS & Diagnostic e Truck Specialist di MAK, per capire come l’azienda stia affrontando la sfida della telematica applicata al trasporto pesante, tra sensori di nuova generazione, diagnosi avanzata e l’espansione della gamma acciaio con il marchio leaD.

Partiamo dalla grande novità dei sistemi TPMS per il comparto Truck. MAK ha scelto di presidiare questo mercato con una doppia offerta basata su due brand di riferimento come Huf e Autel. Quali sono le filosofie alla base di queste due soluzioni?

Pepe: Si tratta principalmente di due approcci tecnologici differenti, pensati per integrarsi perfettamente con le abitudini lavorative delle officine. Da un lato abbiamo la linea Huf, programmata con strumenti ATEQ, che ricalca esattamente la logica operativa che già applichiamo ai sensori TPMS classici per le vetture, con il sensore universale che si interfaccia e si programma tramite la strumentazione ATEQ.

Dall’altro, continuiamo il nostro consolidato percorso di collaborazione con Autel, muovendoci all’interno del loro ecosistema di programmazione. Oggi, per l’officina, il vantaggio è enorme: lo strumento hardware per programmare i sensori TPMS è diventato unico, il ITS600, ottimizzando l’investimento del professionista.

Galante: La diversificazione ci permette di coprire ogni esigenza. Stiamo muovendo i primi passi in un mercato che è ancora agli inizi e che necessita di molta informazione tecnica, ma i segnali sono incoraggianti. Ad oggi possiamo dire di aver mosso i primi passi in questo mondo, sviluppando da zero i primi volumi, ma parliamo di una nicchia molto nuova. Essere tra i primi distributori in Italia ad aver inserito a portafoglio due giganti come Huf e Autel ci posiziona come pionieri. E in futuro non escludiamo novità importanti e sviluppi anche a marchio proprietario Mate, un progetto su cui stiamo già ragionando internamente.

Quali sono le reali differenze tecniche in fase di installazione tra i due sensori e perché il mercato Truck è così diverso da quello vettura?

Pepe: La differenza strutturale è netta. Il sensore della linea Huf/ATEQ offre una doppia modalità di installazione: può essere fissato sia tramite una valvola dedicata, sia utilizzando una cinghia specifica da ancorare al canale del cerchio. I sensori Autel, invece, nascono per essere installati esclusivamente tramite cinghia, in quanto non prevedono l’attacco diretto sulla valvola. Proprio la configurazione a cinghia richiede, in entrambe le versioni, una grandissima attenzione da parte del gommista in fase di montaggio: la valvola va posizionata con il corretto orientamento per evitare errori e malfunzionamenti successivi.

Galante: Questo ci fa capire che il TPMS Truck è un mondo a sé. Rispetto alle vetture, dove la concorrenza è ormai agguerrita e saturata da molti produttori asiatici, sul camion rimaniamo in una posizione privilegiata. Il funzionamento è decisamente più tecnico, complesso e specializzato. Richiede competenze elevate, ma in cambio offre marginalità di guadagno interessanti, lasciando all’officina e a noi ampi spazi di manovra. Inoltre, iniziano già a vedersi i primi flussi di ricambio puro legati ai prodotti di primo impianto che, dopo il periodo di servizio, iniziano ad avere le batterie scariche.

Dietro allo sviluppo di questi prodotti c’è un massiccio lavoro di testing. Com’è andata la fase di validazione sui giganti della strada?

Pepe: I test sul trasporto pesante sono una vera e propria sfida logistica. Se sulla vettura l’operazione è rapida – prendi un’auto nuova, smonti le ruote, programmi quattro sensori e verifichi il segnale – sul camion cambia tutto. Abbiamo effettuato sessioni di test intensivi appoggiandoci a grandi realtà della distribuzione e specialisti del comparto. Lavorare su questi mezzi significa passare un’intera giornata in officina solo per le operazioni di smontaggio, installazione dei sensori sulle ruote di grandi dimensioni e rimontaggio. È un impegno gravoso, ma fondamentale per garantire l’affidabilità dei prodotti MAK sul mercato.

Parlando di Autel, le novità non si fermano ai sensori, ma toccano anche la diagnosi elettronica pesante. Di cosa si tratta?

Pepe: Autel ha recentemente introdotto una novità rilevantissima che riguarda la diagnosi Truck integrata. È un sistema bidirezionale che copre sia la motrice che il rimorchio. Questo è un punto di svolta: quando il rimorchio è agganciato alla motrice, lo strumento permette di entrare direttamente nella centralina del rimorchio stesso per monitorare in tempo reale lo stato dell’impianto frenante, il funzionamento delle luci e, naturalmente, i dati provenienti dai sensori TPMS. È una gestione flotta predittiva a 360 gradi.

Voltiamo pagina e passiamo all’hardware puro. A Transpotec la grande novità esposta è il marchio di ruote in acciaio Lead, di cui MAK ha l’esclusiva per l’Italia. Quali sono i plus tecnici di questo prodotto?

Galante: Lead rappresenta una grandissima scommessa, già vinta. Parliamo di un prodotto realizzato in Thailandia da fabbrica completamente automatizzata e tecnologicamente avanzatissima. Per ora ci concentriamo sulle misure top di gamma da 22.5 pollici, nello specifico la 11.75 con offset 120 (ET0) e la classica misura 9.00, oltre alle due 9.00 e 11.75 con portata maggiorata a 6.000 kg. La caratteristica costruttiva che salta subito all’occhio, e che differenzia Lead dallo stampaggio classico dei prodotti di primo impianto commerciali, è la flangia interamente tornita. Questo garantisce tolleranze geometriche perfette e un valore di run-out eccezionale. Inoltre, dettaglio fondamentale per l’officina moderna, tutte le ruote Lead nascono rigorosamente TPMS Ready.

Accanto all’acciaio, continuano a darci soddisfazioni le ruote in lega leggera a marchio Pomlead e NGW, che stanno penetrando molto bene sia nel canale dei gommisti specialisti sia direttamente nelle flotte più strutturate. La sinergia tra una ruota strutturalmente perfetta e i nostri sistemi di monitoraggio TPMS è la chiave con cui Mak risponderà alle esigenze dei prossimi anni.

Per concludere, uno sguardo al contesto: che aria si respira in fiera e come vedete l’andamento del mercato Truck in questa prima metà del 2026?

Galante: In fiera l’affluenza e l’interesse sono alti, anche se si nota l’assenza di alcuni produttori premium di pneumatici e di qualche grande costruttore italiano di rimorchi. Per quanto riguarda il mercato del trasporto pesante, i primi mesi dell’anno hanno registrato una fisiologica flessione, ma proprio in queste settimane stiamo assistendo a una netta ripresa. Il mercato, probabilmente, si sta già riassestando dopo i cali dovuti alle crisi geopolitiche. Siamo estremamente fiduciosi: le competenze tecniche che MAK mette in campo oggi, sia sulla ruota che sull’elettronica, ci garantiranno grandi soddisfazioni nel breve e lungo termine.

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