Continental Italia, l’intervista a Renzo Gonzalez: “Più agili e focalizzati al 100% sul business pneumatici”
Il 2026 segna uno spartiacque per Continental. Dopo la colossale riorganizzazione che ha portato alla nascita di Continental Tyres AG e allo scorporo delle divisioni Automotive e – a breve – ContiTech, l’azienda si presenta oggi sul mercato con una fisionomia nuova: più snella, più veloce nelle decisioni e totalmente concentrata sul prodotto pneumatico.
Abbiamo analizzato lo scenario attuale e le prospettive future con Renzo Gonzalez Ballesteros, da un paio di anni Market Manager Italy di Continental, che abbiamo incontrato nei nuovi uffici milanesi del Gruppo. Lo spazio, inaugurato di recente, non è solo una sede operativa ma il manifesto fisico di un cambiamento culturale: trasparenza, aree comuni che favoriscono lo scambio e un’attenzione meticolosa al benessere dei collaboratori.
Partiamo dal contesto societario. Continental ha vissuto una trasformazione epocale, passando da Continental AG a Continental Tyres AG. Cosa significa questo per la filiale e il mercato italiani?
È la trasformazione più grande che io ricordi in 22 anni di azienda. Abbiamo completato lo spin-off di Aumovio, la divisione Automotive e la vendita della parte industriale ContiTech. La separazione dalle altre divisioni ci permette una concentrazione totale sul prodotto pneumatico. Prima, essendo parte di una realtà immensa con board diversificati, ogni decisione strategica – come l’espansione di una fabbrica o un grande investimento – doveva passare per numerosi livelli di approvazione. Ora siamo più agili. Questa flessibilità ci permette di decidere e agire più velocemente, un vantaggio competitivo che stiamo già trasferendo anche al mercato italiano. Essere focalizzati al 100% sulla “gomma” ci rende più reattivi anche di fronte ai cambiamenti repentini che stiamo vivendo.

Operativamente, in Italia, è cambiato qualcosa?
In realtà no, perché la parte commerciale era già separata dalle altre divisioni. Tuttavia, il beneficio arriva dall’headquarter: se le decisioni centrali sono più veloci, arrivano più rapidamente anche sul mercato italiano. Sono molto positivo: questa focalizzazione porterà valore e risorse anche alla divisione pneumatici.
Visitando la nuova sede si percepisce un’aria diversa. C’è un’attenzione particolare allo Smart Working e alla creazione di spazi di condivisione. Quanto conta la cultura aziendale nel raggiungimento degli obiettivi di business?
Conta moltissimo. Abbiamo rinnovato completamente questi spazi per renderli confortevoli e funzionali: dalle aree comuni pensate come punti di incontro sociale alle postazioni libere e silenziose per le conference call. Vogliamo che le persone, specialmente i più giovani, abbiano voglia di venire in ufficio e di partecipare. In Italia la rotazione del personale in Continental è quasi nulla; questo per me è un indicatore di successo fondamentale. Se le persone lavorano bene insieme e sono motivate, la qualità del servizio al cliente finale migliora drasticamente. È questa “anima latina” che vogliamo preservare: professionalità unita a una forte componente umana.
Com’è andato il 2025 e quali sono le prospettive per questo 2026?
Il 2025 è stato un anno molto positivo, nonostante le sfide macroeconomiche. L’Italia si conferma il terzo per importanza nell’area EMEA. Abbiamo registrato una crescita importante, in particolare nel segmento Autocarro dove abbiamo raggiunto una crescita a doppia cifra per il marchio Continental. Anche nella Vettura siamo cresciuti, lavorando molto sul mix e sulle grandi calettature per aumentare la profittabilità. Per il 2026 l’obiettivo è continuare su questo trend, migliorando ancora il mix e puntando sui servizi per le flotte.
A proposito di Autocarro, lei insiste molto sul concetto di “soluzioni”. È questa la via per il settore premium?
Assolutamente sì. Nel mondo Truck non siamo solo un’azienda di prodotto, ma di servizi. Il collegamento con le flotte è fondamentale: in Italia le flotte sono numerose, ma spesso piccole e meno strutturate rispetto al Nord Europa. Hanno bisogno di supporto. Noi offriamo soluzioni tecnologiche e di ricostruzione che permettono di gestire il pneumatico non come un semplice costo, ma come una leva di efficienza. Saremo al Transpotec proprio per ribadire questo legame: vogliamo professionalizzare le flotte.
Il mercato sta vedendo una crescita aggressiva dei competitor asiatici. Come difendete il posizionamento premium di Continental?
È una sfida che gestiamo puntando sulla consapevolezza. Il consumatore, spesso spinto da un potere d’acquisto ridotto, tende a guardare al risparmio immediato. Tuttavia, il concetto di convenienza nel nostro settore è spesso controintuitivo: un prodotto di qualità inferiore può sembrare un affare all’acquisto, ma costa di più nel lungo periodo in termini di durata, sicurezza e consumi.
Qui entra in gioco il ruolo della rete e del brand: dobbiamo comunicare che scegliere un pneumatico premium significa sicurezza e, nel lungo periodo, anche convenienza.
La nostra strategia è continuare a investire sul marchio, sulla comunicazione e sulla visibilità, ad esempio confermando la sponsorizzazione del Giro d’Italia.
Questo vale per la vettura e vale ancora di più per l’autocarro, dove il pneumatico deve essere visto come un investimento capace di ridurre i costi operativi delle flotte.
Nel segmento OTR avete fatto una scelta drastica, uscendo dal settore agricolo. Perché?
Bisogna fare delle scelte strategiche per crescere in produttività. Il mercato agricolo è dominato da produttori indiani e asiatici; competere lì è diventato difficilissimo in termini di ritorno. Abbiamo quindi deciso di puntare tutto sul nostro core business nell’OTR: il movimento terra, e soprattutto il portuale e il material handling. Qui il posizionamento premium di Continental è un fattore determinante e vogliamo prenderci una quota importante di mercato.
La vostra rete, e in particolare il progetto BestDrive, che ruolo gioca in questo scenario?
La rete è il nostro punto di contatto fondamentale con il mercato reale. Non ci interessa solo il numero dei punti vendita, ma la loro qualità e la loro capacità di agire come consulenti di mobilità. Con BestDrive stiamo lavorando per offrire ai dealer contenuti, formazione e soluzioni che permettano loro di distinguersi. Questo è particolarmente vero nel mondo Truck, un business altamente professionale dove non basta vendere un prodotto: bisogna fornire assistenza, monitoraggio e soluzioni che aiutino le flotte a gestire il proprio lavoro. La prossimità al cliente, unita a strumenti tecnologici d’avanguardia, è ciò che ci permette di presidiare il mercato con successo.
Guardando al futuro prossimo, quali sono le aspettative per il 2026?
Abbiamo lavorato intensamente su più fronti per preparare un 2026 di grande solidità. La nostra priorità assoluta resta la crescita profittevole: continueremo a spingere sul mix di prodotto nel comparto vettura e a evolvere il modello delle “soluzioni integrate” per l’autocarro. Grazie al rinnovamento quasi totale della gamma avvenuto nell’ultimo anno, oggi siamo pronti a guidare le grandi sfide dell’elettrificazione e della digitalizzazione, offrendo risposte concrete a un mercato in rapida mutazione.
Nonostante la volatilità del contesto globale e le incertezze macroeconomiche, il mio approccio resta decisamente positivo. Mi auguro che le tensioni internazionali non frenino i segnali incoraggianti visti in questo avvio d’anno, ma noi abbiamo i piani giusti e, soprattutto, una squadra solida e motivata per affrontarli. Nel nostro settore non è concesso restare fermi: chi si ferma, inevitabilmente, arretra. Continental Italia ha tutta l’intenzione di continuare a correre e di farlo da protagonista.


