L’industria tedesca della gomma lancia l’allarme: “Siamo in codice rosso, il Governo Merz deve agire subito”
L’industria tedesca della gomma non usa più giri di parole: la situazione è critica. Michael Klein, presidente del wdk (Wirtschaftsverband der deutschen Kautschukindustrie – l’associazione di categoria che rappresenta i produttori tedeschi di gomma e pneumatici), ha lanciato da Francoforte un appello accorato al Governo federale affinché passi immediatamente a una “modalità di crisi”.
Secondo Klein, il cuore produttivo del settore, rappresentato dalle medie imprese, si trova da tempo in una situazione di emergenza. “Tra le medie imprese produttrici vige da tempo il codice rosso. Mentre molte aziende lottano per il proprio futuro, la politica non riesce a ingranare la marcia, né in Germania né in Europa”, ha dichiarato il presidente del wdk.
L’associazione ha espresso il proprio pieno sostegno alla campagna “Basta con il passo di lumaca!” lanciata dal VCI (l’associazione dell’industria chimica), volta a sollecitare riforme strutturali rapide. Klein ha inoltre accolto con favore la consapevolezza del Cancelliere Friedrich Merz, che ha recentemente riconosciuto la necessità di una maggiore velocità nelle politiche economiche del Paese.
I segnali del declino sono evidenti: la chiusura di siti produttivi e lo spostamento della produzione all’estero sono fenomeni in costante aumento. Per il wdk, questa è la prova tangibile della pressione insostenibile sul sistema Germania. “Tutti i freni alla competitività che possiamo manovrare a livello nazionale devono essere eliminati con determinazione”, ha incalzato Klein.
Tra le richieste concrete avanzate dal settore figurano:
- Una drastica riduzione del prezzo nazionale della CO2 o la sospensione del sistema nazionale di scambio delle quote di emissione.
- Una decisa riduzione della burocrazia, che permetta alle aziende di respirare e operare con maggiore agilità.
A peggiorare un quadro già complesso si aggiungono le ripercussioni geopolitiche. Klein ha messo in guardia contro il nuovo “shock dei costi” derivante dal conflitto in Iran. L’aumento dei prezzi del carburante sta facendo lievitare i costi di trasporto, mentre il blocco delle rotte marittime globali per il traffico dei container sta mettendo sotto scacco le catene di approvvigionamento, incluse quelle della gomma.
“In questo momento ci sono incendi in troppi settori contemporaneamente”, ha concluso Klein. “Se non si interviene immediatamente con contromisure efficaci, il danno per la Germania come polo produttivo rischia di diventare irreversibile”.
Per il settore dei pneumatici, che in Germania vanta una tradizione storica e una presenza industriale massiccia, queste dichiarazioni suonano come l’ultimo avvertimento prima di una crisi strutturale che potrebbe ridisegnare la mappa produttiva europea.


