Veicoli commerciali leggeri: mercato fermo a febbraio: 0,1% sul 2025 ma -15,5% rispetto al 2024
Dopo tre mesi consecutivi di calo, a febbraio 2026 il mercato dei veicoli commerciali leggeri torna ad una sostanziale stabilità, segnando un -0,1% con 15.287 immatricolazioni a fronte delle 15.309 unità dello stesso mese del 2025, che però a sua volta aveva registrato una flessione del 15,3%. Anche in questo comparto, come in quello vetture, nel mese in esame emerge un contributo positivo del noleggio a breve termine: in sua assenza, il mercato avrebbe evidenziato una contrazione del 3,5%. Nel primo bimestre dell’anno il calo si riduce al 2,7%, con 29.563 unità rispetto alle 30.379 di gennaio-febbraio 2025.
In uno scenario economico caratterizzato da una persistente incertezza, il mercato dei veicoli commerciali nel 2026 potrà contare sugli incentivi annunciati dal MIMIT, di cui però non è stato ancora ufficializzato lo schema. Considerati i tempi tecnici necessari per rendere operativa la misura, l’effettivo utilizzo delle risorse non sarà immediato e si stima che l’impatto sulle immatricolazioni si manifesterà a partire dall’ultimo quadrimestre dell’anno. Rimane pertanto confermata la previsione di una moderata flessione delle immatricolazioni, attese a 187.000 unità, con un arretramento dell’1,1% rispetto alle 189.000 unità consuntivate nell’intero 2025.
A febbraio i veicoli elettrici puri registrano una flessione attestandosi al 2,7% del mercato, in lieve recupero rispetto al 2,4% rilevato a gennaio, ma in diminuzione rispetto al 3,1% di febbraio 2025. Si conferma pertanto già esaurita la componente di domanda sostenuta dagli incentivi erogati con le risorse del MASE.
“Come UNRAE ha sottolineato in più occasioni – afferma Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE – accanto agli incentivi esistono altri fattori abilitanti imprescindibili per lo sviluppo della transizione nel comparto dei veicoli commerciali leggeri. Tra questi, il potenziamento delle infrastrutture di ricarica idonee a questa tipologia di veicoli, analogamente a quanto già previsto per i veicoli pesanti, l’introduzione di un credito d’imposta del 50% sugli investimenti privati in colonnine fast (oltre 70 kW) per il triennio 2026-2028, e soprattutto un intervento correttivo sugli elevati costi dell’energia per la ricarica, oggi sotto pressione più che mai per le note vicende geopolitiche” .
Sul fronte europeo, con riferimento alla revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO₂, l’UNRAE ritiene che i veicoli commerciali leggeri necessitino di disposizioni ad hoc, con obiettivi specifici – in termini di target e scadenze – differenziati rispetto a quelli previsti per le autovetture.
Lo scorso 4 marzo la Commissione Europea ha presentato l’“Industrial Accelerator Act”, che – per i veicoli leggeri elettrici, ibridi plug-in e a idrogeno – introduce una quota minima di contenuto di provenienza europea come requisito per l’accesso a incentivi e appalti pubblici nel settore dei veicoli elettrici. Nel dettaglio, i veicoli che beneficiano di agevolazioni statali dovranno essere assemblati all’interno dell’Unione Europea e incorporare – batterie escluse – almeno il 70% di componenti di origine continentale (compresi i Paesi con cui l’UE ha stipulato accordi di partenariato), calcolato sul valore.
“Sul tema del ‘Made in Europe’ – dichiara Pietrantonio – l’Associazione ribadisce le proprie preoccupazioni rispetto alla proposta, evidenziando il concreto rischio di penalizzazioni per la clientela tanto per le imprese quanto per i consumatori. La competitività del settore si costruisce attraverso investimenti mirati e capacità di innovazione, non mediante misure di carattere protezionistico”.
La struttura del mercato di febbraio, con dati quasi definitivi, confrontata con gli stessi periodi 2025, indica una crescita in volume e quota per i privati che guadagnano 1,2 punti, al 17,2% nel mese (stabile al 16,7% nel cumulato). Le autoimmatricolazioni segnano una forte accelerazione e guadagnano 2,3 punti al 10,5% nel mese (11,3% nel 1° bimestre, +3,6 p.p.). Il noleggio a lungo termine flette in volume, perdendo 6,7 punti, al 23,6% (24,6% in gennaio-febbraio, -5,4 p.p.), per la flessione sia delle Captive sia delle società Top. Il noleggio a breve, come anticipato, nel mese segna una forte accelerazione, salendo al 7% di quota (+3,1 p.p.), e al 5,9% nel cumulato (+2,1 p.p.); enti e società confermano la leadership, al 41,7% di share (+0,2 p.p.); nei primi 2 mesi coprono il 41,6% di share (-0,2 p.p.).
Sul fronte delle motorizzazioni, a febbraio il diesel – con una contrazione in volume – cede 4,7 punti di quota, scendendo al 77,8% del totale (78,5% nel cumulato, -5,1 p.p.). Il motore a benzina nel mese recupera 0,1 punti, al 3,7% (al 3,6% nel bimestre, -0,2 p.p.). Il Gpl sale di 0,9 punti, al 3,6% (stessa quota in gennaio-febbraio), i veicoli plug-in passano dallo 0,5% di un anno fa al 2,4% di febbraio (2,3% nel bimestre). I veicoli BEV, come anticipato, a febbraio si fermano al 2,7% (-0,4 p.p.) e nel cumulato passano dal 2,9% di un anno fa al 2,5% attuale, mentre i veicoli ibridi guadagnano 2,4 punti e coprono il 9,8% del totale nel mese (9,5% in gennaio-febbraio).
La CO2 media ponderata nel mese scende dello 0,3% a 187,2 g/Km, rispetto ai 187,7 g/Km dello stesso periodo 2025 (187,3 g/Km nel 1° bimestre, -1,1%).




