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UTAC Ivalo: l’inverno indoor che non finisce mai. Viaggio nel futuro dei test invernali

Dopo l’inaugurazione del nuovo Purple Snow Ivalo Center, Nexen ci ha dato la possibilità di visitare il centro di test indoor dell’Utac, partner della pista di prova appena inaugurata. A guidarci sono stati Susan Vuoriaro, Director CCTS (Cold Climate Testing Services at UTAC Ivalo) e Markus Hilli, Director of Operations di UTAC Ivalo.

A Ivalo, nel cuore della Lapponia finlandese, UTAC gestisce la prima struttura al mondo per test invernali indoor. Un ecosistema dove la neve viene stoccata a partire da inizio anno, per garantire sessioni di sviluppo e benchmarking 365 giorni l’anno, con una ripetibilità da laboratorio. Mentre all’esterno il sole della tarda primavera inizia a riscaldare le piste della Lapponia, all’interno della struttura UTAC l’inverno è appena ricominciato.

“Per tutte le persone coinvolte nello sviluppo dei pneumatici Ivalo ha un importanza speciale. E’ la mecca dei test pneumatici invernali. Utac conta 1.300 esperti in tutto il mondo, 200 km di piste in Nord America, Europa, Africa e Asia. Siamo presenti a Ivalo da 35 anni e dal 2013 Utac indoor è stata la prima struttura al mondo di questo tipo. Oggi ne gestiamo 5 in tutto il mondo, garantendo test invernali 365 giorni all’anno. Senza essere esagerati, abbiamo trasformato il mondo automotive permettendo uno sviluppo più veloce, efficiente e preciso” ha affermato Hilli.

Dal 2013, una struttura pionieristica in continua espansione

Susan Vuoriaro, Director CCTS (Cold Climate Testing Services at UTAC Ivalo) e Markus Hilli, Director of Operations di UTAC Ivalo

Quello di Ivalo non è un progetto recente, ma il frutto di un’evoluzione costante iniziata nel 2012. La prima stagione operativa risale al 2013: all’epoca la struttura era un rettilineo dedicato esclusivamente a test oggettivi di frenata e accelerazione. Oggi, il complesso vanta piste rettilinee lunghe oltre 410 metri, e un tracciato per lo snow handling, zone per l’analisi delle performance su ghiaccio e capacità di test su bagnato e asfalto.

“Siamo stati i primi al mondo a costruire una struttura del genere”, spiega Vuoriaro durante la visita. “Oggi siamo in grado di offrire ai produttori di pneumatici e di veicoli una matrice di test completa: neve dura, soffice, ghiaccio liscio o ruvido, tutto sotto controllo millimetrico.”

Il ciclo della neve: l’inverno inizia ad aprile

La logistica della neve all’interno di UTAC è un esempio di ingegneria gestionale. Quando la stagione outdoor volge al termine (verso aprile), il team UTAC inizia a testare all’interno, dopo aver raccolto la neve naturale dalle piste esterne, portandola all’interno dei tunnel, all’inizio dell’anno.

La neve viene stesa e compressa fino a raggiungere uno spessore di 25 centimetri, creando una base solida e costante. Ogni giorno la superficie viene preparata secondo le specifiche del cliente. Se lo strato superficiale si degrada, diventando troppo “zuccherino”, viene raschiato via per far emergere una nuova piattaforma di neve fresca. Durante l’estate, mentre all’esterno si possono toccare i +25°C, all’interno si lavora costantemente tra i -8°C e i -10°C.

Eliminare le variabili per risultati certi

Il vero valore aggiunto dell’indoor è l’eliminazione delle variabili meteorologiche. In un test outdoor tradizionale, vento, sole, pioggia e nevicate improvvise cambiano costantemente la struttura molecolare della neve, influenzando il comportamento del pneumatico.

“Qui non abbiamo vento, non abbiamo sole che disturba il ghiaccio, né nevicate che coprono le tracce”, sottolineano da UTAC. Questo permette di ottenere una ripetibilità dei risultati paragonabile a quella di un laboratorio. Per un produttore di pneumatici, questo significa ridurre i “giorni di riserva” necessari nelle sessioni all’aperto (dove solitamente si calcola un 10-20% di tempo extra per il maltempo) e accelerare il time-to-market.

Un’officina a “metro zero”

Un altro aspetto logistico fondamentale è la vicinanza dei garage. Le officine sono collegate direttamente alla pista di prova: “Basta fare retromarcia per cinque metri per passare dalla pista al setup meccanico”. Questa integrazione rende il lavoro dei collaudatori estremamente fluido, permettendo di testare diverse combinazioni di pressione, mescola o setup elettronico come i sistemi ADAS in tempi record.

Per chi è questa tecnologia?

UTAC opera come ente indipendente e ospita l’intera filiera automotive. Dai produttori di pneumatici, che si affidano ad UTAC per lo sviluppo dell’intero ciclo di vita del prodotto e per i test di benchmarking delle riviste specializzate, agli OEM, le case automobilistiche che calibrano sistemi di sicurezza, luci, tergicristalli o componenti che devono affrontare climi rigidi, fino agli enti certificatori , che necessitano di dati oggettivi necessari alle omologazioni.

Il futuro è al chiuso?

Sebbene i test indoor siano imbattibili per la misurazione oggettiva e la ripetibilità, UTAC precisa che rimangono complementari all’outdoor. I test su grandi superfici o con mezzi pesanti richiedono ancora gli spazi aperti della Lapponia. Tuttavia, per il fine-tuning delle mescole invernali e per lo sviluppo tecnologico moderno, il centro indoor di Ivalo rappresenta, oggi più che mai, il futuro standard del settore.

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