Black Star entra in procedura di salvaguardia: il futuro del ricostruito francese appeso a un filo
Un nuovo scossone colpisce il comparto europeo della ricostruzione e dell’economia circolare. Black Star, l’azienda di pneumatici ricostruiti vettura in Francia di proprietà di Mobivia, che tra le altre cose ha rilevato la fabbrica ex Bridgestone di Bethune, è ufficialmente entrata in “Procédure de sauvegarde” (procedura di salvaguardia) presso il Tribunale del Commercio di Arras.
La decisione, ufficializzata a fine gennaio 2026, apre un periodo di osservazione durante il quale l’azienda, sostenuta dall’azionista di maggioranza Mobivia, lo stesso gruppo proprietario anche di Norauto e Midas), cercherà nuovi partner industriali o acquirenti per evitare il tracollo definitivo.
Nonostante il lancio ambizioso del marchio Leonard e la riconversione del sito ex-Bridgestone di Béthune, i numeri parlano chiaro: Black Star ha chiuso il 2024 con una perdita di 6,7 milioni di euro, dato che è peggiorato nel 2025 toccando punte di 8,5 milioni. Un rosso costante che ha reso necessaria la protezione giudiziaria per tutelare i circa 150 dipendenti e avviare la ricerca di un compratore o di un azionista.
L’analisi delle criticità che, secondo la stampa francese che cita il direttore Laurent Cabassu, hanno portato alla crisi di Black Star evidenzia tre fattori determinanti che interessano l’intero mercato europeo: il primo è la concorrenza asiatica. L’afflusso massiccio di pneumatici budget provenienti dalla Cina ha reso il prezzo del ricostruito francese non competitivo. Per molti utenti finali, l’acquisto di un prodotto nuovo asiatico risulta economicamente più vantaggioso rispetto a un rigenerato europeo di alta qualità. L’altro sono i costi produttivi: l’aumento dei costi energetici e delle materie prime ha eroso i margini di un’operazione industriale complessa come quella di Béthune. Infine, l’ultimo motivo è il fallimento della commessa pubblica: nonostante le leggi francesi (come la Legge AGEC) promuovano l’acquisto di prodotti derivanti dall’economia circolare, la domanda da parte dello Stato e degli enti pubblici è rimasta ampiamente al di sotto delle aspettative, privando l’azienda di quella base di volumi necessaria per saturare la capacità produttiva.
Il Tribunale di Arras ha già fissato una scadenza per la presentazione delle offerte di acquisto: il 2 marzo 2026. L’obiettivo è trovare un partner capace di dare continuità al progetto industriale di Béthune, simbolo della “re-industrializzazione verde” che oggi si scontra con le dure leggi del mercato globale.
Il caso Black Star solleva ancora una volta un interrogativo cruciale per il settore: può la ricostruzione sopravvivere in Europa senza una reale protezione doganale o un sostegno pubblico concreto?


