Pirelli tra sanzioni USA e Cyber Tyre: la proposta di CNRC non convince Camfin
In questi giorni la situazione tra CNRC (China National Tire & Rubber Corporation, controllata di Sinochem) e Camfin (la holding di Marco Tronchetti Provera) ha subito un’accelerazione significativa.
Ieri, 26 gennaio 2026, CNRC ha infatti rilasciato una nota, in risposta all’intenzione di Camfin di non rinnovare il patto parasociale per “l’impossibilità di individuare in questa fase con Sinochem, nel contesto del dialogo fra gli azionisti Pirelli promosso dal governo italiano, soluzioni per adeguare la governance di Pirelli in tempo utile alle esigenze normative americane consentendo alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre”.
CNRC, nella nota, difende il proprio operato e respinge le accuse di immobilismo. Il socio di maggioranza relativa (37% circa) afferma, infatti, di aver presentato una “soluzione strutturata e sostenuta da solide motivazioni” per superare lo stallo sulla governance di Pirelli. Tale soluzione consisterebbe nello scorporo delle attività di Pirelli relative al Cyber Tyre, allocandole in un’entità senza la presenza societaria dei cinesi. In questo modo, secondo CNRC sarebbe possibile bypassare le criticità legate alle nuove regolamentazioni del Dipartimento del Commercio USA, che limitano l’uso nei veicoli connessi di software e hardware di origine cinese o di aziende con significative quote cinesi.
Subito è arrivata, però, la replica di Camfin: la soluzione proposta da CNRC non risolve il problema negli Stati Uniti ed è “pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società”. “Inoltre, – aggiunge Camfin in una nota ufficiale – tale proposta non consentirebbe a Pirelli, in ogni caso, di essere in linea con la normativa americana sui veicoli connessi. Camfin, dal canto suo, ha avanzato una proposta nell’interesse di tutti gli stakeholders e della società, e che avrebbe permesso a Pirelli di allinearsi con certezza alla normativa Usa.” Camfin ribadisce comunque la propria disponibilità a discutere soluzioni nell’interesse della Società, del mercato e di tutti gli stakeholders.
Il patto parasociale, che Camfin non intende rinnovare, scadrà il prossimo 18 maggio e, se non dovesse essere rinnovato, i soci non sarebbero più vincolati da accordi di voto o sulla composizione del Consiglio d’Amministrazione.
Nel frattempo il Governo italiano resta alla finestra e, dopo aver esercitato nel giugno 2023 il Golden Power, per garantire piena autonomia a Pirelli e al suo management, potrebbe essere chiamato nuovamente a intervenire, se si dovesse ritenere che la sicurezza nazionale, legata ai dati registrati dai pneumatici intelligenti, rischiasse di essere compromessa.



