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Veicoli commerciali, lo studio: allarme furti per 2 aziende su 3, crescono telematica e investimenti in mezzi a basse emissioni

Flotte commerciali sempre più tecnologiche e connesse, ma anche maggiormente esposte a rischi legati alla sicurezza, con una transizione energetica che avanza ancora parzialmente frenata da costi e difficoltà operative. È quanto emerge dalla ricerca presentata oggi a Fleet Pro 2026, terza edizione dell’evento dedicato ai veicoli commerciali leggeri, operativi, allestiti e speciali, organizzato da LabSumo con la partecipazione di Best Mobility presso l’Autodromo di Arese, a Milano.

L’indagine ha coinvolto 45 grandi aziende appartenenti a diversi settori produttivi, che gestiscono complessivamente oltre 62mila veicoli commerciali leggeri. Dallo studio emerge un settore impegnato a ripensare le proprie strategie di gestione, con una crescente diffusione degli strumenti digitali e una maggiore attenzione al contenimento dei costi operativi. Secondo la rilevazione le grandi imprese (oggetto della survey) noleggiano più del resto del mercato (70% vs 39% della media nazionale), si affidano meno al diesel rispetto alle altre aziende che noleggiano (47% vs 75%) e sono decisamente più avanti nella transizione all’elettrico (15% vs 5%).

Sicurezza, 2 aziende su 3 hanno subito furti o tentativi di effrazione

Uno dei dati più significativi riguarda la sicurezza: il 67% delle aziende intervistate dichiara di aver subito furti o tentativi di effrazione ai danni dei propri veicoli commerciali negli ultimi tre anni, occasionalmente (54%) o ripetutamente (13%). Il 75% considera il rischio di furto di merci e attrezzature molto o abbastanza rilevante. Per contrastare il fenomeno, le imprese ricorrono principalmente a localizzatori GPS, sistemi di allarme e dispositivi di protezione dei vani di carico.

Cresce parallelamente l’attenzione alla cybersecurity: il 62% dei fleet manager la considera rilevante per la gestione della flotta, ma il 46% delle aziende non prevede una formazione specifica dei conducenti sui rischi digitali e solo il 21% ha organizzato attività formative regolari

Telematica sempre più diffusa: la utilizza il 67% delle aziende

La digitalizzazione sta modificando profondamente le modalità di gestione delle flotte. Il 67% delle imprese intervistate utilizza già sistemi di telematica o fleet management, sulla quasi totalità dei veicoli (42%) o su una parte della flotta (25%). Un ulteriore 17% ne prevede l’introduzione o si trova nella fase iniziale di adozione. Le applicazioni più diffuse riguardano l’ottimizzazione dei percorsi, il controllo dei consumi, la localizzazione GPS, la manutenzione e il monitoraggio dello stile di guida.

Tra i principali benefici indicati dai fleet manager figurano il miglioramento della produttività (30% delle indicazioni), la maggiore sicurezza (26%) e la riduzione dei consumi. Restano tuttavia ostacoli legati alla complessità di implementazione, all’integrazione con i sistemi aziendali e alla gestione della privacy.

Elettrificazione: il 54% delle aziende programma nuovi inserimenti

La transizione energetica procede, ma deve confrontarsi con le specifiche esigenze operative dei veicoli commerciali. Il 54% delle aziende prevede di introdurre ulteriori mezzi a basse o zero emissioni nei prossimi cinque anni, mentre il 29% non ha ancora definito una strategia e il 17% non programma nuovi inserimenti.

Tra i principali ostacoli emergono l’autonomia operativa (indicata dal 24% del campione), la disponibilità di infrastrutture pubbliche di ricarica o presso la sede di lavoro (27%), i costi di acquisto (10%) e la compatibilità delle nuove motorizzazioni con il fatto che spesso si trovano a bordo di veicoli che non rientrano in sede a fine giornata (17%). La ricerca conferma quindi come la sostenibilità delle flotte commerciali stia gradualmente avanzando, ma al contempo, non possa prescindere dalla adattabilità delle nuove motorizzazioni ad autonomia e concreta operatività dei mezzi.

Gli allestimenti rappresentano un’altra area di attenzione della survey: i più usati risultano le scaffalature interne (le utilizza il 29% delle imprese intervistate) e gli allestimenti per cantiere come pannelli luminosi e segnaletica ad alta visibilità (13%). Il 37% dei fleet manager individua nel peso e nella conseguente riduzione del carico utile residuo la principale criticità nella gestione degli allestimenti. Guardando al futuro, la priorità è l’impiego di materiali più leggeri, indicato dal 54% del campione, seguito dalla manutenzione predittiva (19%) e dal monitoraggio telematico dell’allestimento (11%).

“Fleet Pro si conferma un momento strategico di confronto e formazione per tutti gli operatori della filiera dei veicoli commerciali. I risultati della ricerca ribadiscono che la gestione dei veicoli commerciali richiede competenze sempre più specifiche”, ha commentato Matteo Viani, associato a Best Mobility. “Le aziende devono conciliare contenimento dei costi, sicurezza, sostenibilità e continuità operativa. La tecnologia offre opportunità importanti, ma deve rispondere alle esigenze concrete di chi utilizza quotidianamente questi mezzi per lavorare”.

Fleet Pro, formazione e confronto sulle sfide del settore

I risultati della ricerca sono stati approfonditi nel corso di tre workshop dedicati al Total Cost of Ownership (TCO), agli allestimenti e alle nuove tecnologie di gestione delle flotte, con il coinvolgimento di fleet manager ed esperti del settore.

La manifestazione ha, inoltre, offerto ai partecipanti la possibilità di conoscere e provare su strada veicoli commerciali di ultima generazione, con sessioni di test drive e approfondimenti sui sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS).

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