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Gruppo Volkswagen in perdita operativa per 5,8 miliardi

Ricavi a 233,4 miliardi di euro (-2,2%), vendite di veicoli a 5,88 milioni (-10,6%). Al netto degli special item il rendimento operativo è del 3,8%. Per il 2026 il Gruppo prevede ricavi per circa 315 miliardi e un rendimento operativo fino all’1%. Il management: “agire subito”

Il Gruppo Volkswagen ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un risultato operativo di 0,1 miliardi di euro, contro i 5,4 miliardi del periodo gennaio-settembre 2025. Il calo è dovuto soprattutto agli special item, pari a 8,7 miliardi, di cui 7,8 miliardi contabilizzati nel terzo trimestre. Escludendoli, il risultato operativo è di 8,8 miliardi, con un rendimento operativo sulle vendite del 3,8%. I dati sono stati diffusi il 29 ottobre.

Ricavi in lieve calo, risultato dopo le imposte negativo

I ricavi del Gruppo ammontano a 233,4 miliardi di euro, il 2,2% in meno rispetto ai 238,7 miliardi dei primi nove mesi 2025. Il settore automotive cede il 4%, solo in parte compensato dalla crescita dell’8% dei Financial Services. L’utile ante imposte scende a 544 milioni di euro (6.059 milioni un anno prima), mentre il risultato dopo le imposte è negativo per 2,72 miliardi (positivo per 3,4 miliardi nel 2025).

Nel solo terzo trimestre i ricavi si fermano a 75,3 miliardi (-6,3%) e il risultato operativo è negativo per 5,86 miliardi, rispetto a -1,3 miliardi del terzo trimestre 2025.

Special item: avviamento Porsche e attivi in Cina

Tra gli special item da 8,7 miliardi figurano in particolare:

  • svalutazioni non monetarie sull’avviamento di Porsche, per 6,4 miliardi;
  • rettifiche non monetarie sugli attivi delle società consolidate in Cina, per circa 1 miliardo;
  • oneri aggiuntivi legati alla prevista cessione di Volkswagen Osnabrück GmbH.

Sugli utili hanno pesato anche la debolezza del mercato cinese, la crescente pressione su prezzi e concorrenza a livello globale e la maggiore incidenza dei veicoli elettrici, che garantiscono margini inferiori.

Volumi: -10,6% le vendite, pesa la Cina

Nei nove mesi il Gruppo ha venduto 5,88 milioni di veicoli (6,58 milioni nel 2025), con un calo del 10,6%. Le consegne ai clienti sono state 6,01 milioni (-9,0%) e la produzione 5,96 milioni di unità (-10,3%). Nel terzo trimestre le vendite si sono fermate a 1,88 milioni, il 15,1% in meno.

Escludendo le joint venture cinesi, la flessione delle vendite è solo dell’1%. Le società cinesi consolidate a patrimonio netto sono scese da 1,88 a 1,22 milioni di veicoli. Sui volumi hanno inciso anche dazi e restrizioni commerciali.

Europa: ordini in crescita, elettrico al 40% del portafoglio

In Europa l’acquisizione ordini è salita del 4% a 3,0 milioni di veicoli (2,9 milioni nei nove mesi 2025), con gli ordini di auto elettriche a batteria in aumento del 39%. Il portafoglio ordini europeo è cresciuto dell’11% rispetto a fine 2025, a circa 1,1 milioni di veicoli, e a fine settembre le elettriche ne rappresentavano circa il 40%. Per la famiglia di city car elettriche (Electric Urban Car Family) sono già stati raccolti circa 150.000 ordini.

Le performance dei brand group

Core. Risultato operativo a 4,3 miliardi (4,7 miliardi nel 2025), rendimento operativo al 4,1% dal 4,4%. Vendite e ricavi sono rimasti pressoché stabili (3,75 milioni di veicoli e 106,4 miliardi di euro): la buona performance di Škoda ha compensato il risultato debole del marchio Volkswagen. Sui conti hanno pesato anche i costi di ristrutturazione, la già completata interruzione della produzione di ID.4 negli Stati Uniti e la prevista vendita di Volkswagen Osnabrück.

Progressive. Risultato operativo in calo del 26% a 1,2 miliardi, rendimento operativo al 2,7% (3,2% nel 2025), per i minori volumi in Cina e Nord America e gli effetti negativi sui valori residui, in parte compensati da minori oneri per accantonamenti CO₂ e ristrutturazioni.

Sport Luxury. Porsche ha realizzato ricavi per 22,1 miliardi (23,8 miliardi nel 2025) e un risultato operativo di 1,5 miliardi (-0,2 miliardi un anno prima, penalizzato da special item), con un rendimento operativo del 6,7%.

Trucks / TRATON. Dopo un avvio d’anno debole, il business ha preso slancio nel terzo trimestre. Nei nove mesi gli ordini sono saliti del 25% a 253.100 veicoli e i ricavi del 2% a 31,9 miliardi. Il risultato operativo è di 1,7 miliardi (-2%), penalizzato da special item e dazi statunitensi e sostenuto dall’effetto volumi; il rendimento operativo è del 5,2% (-0,2 punti percentuali). Le vendite di veicoli sono state 231.000 unità (225.000 nel 2025).

CARIAD. Ricavi in crescita del 31% a 1,3 miliardi e risultato operativo migliorato di 0,2 miliardi.

Group Mobility. Risultato operativo a 2,7 miliardi (-7%) per maggiori accantonamenti per rischi; il portafoglio contratti sale del 2% a 27,85 milioni.

Cassa e liquidità

Il net cash flow della divisione Automotive è di 4,4 miliardi (1,8 miliardi nei nove mesi 2025, +145%), sostenuto da minori investimenti e da operazioni di portafoglio. Al netto degli effetti M&A si attesta a circa 3,9 miliardi (3,5 miliardi nel 2025), includendo 0,5 miliardi di versamenti a rafforzamento dei fondi pensione. La liquidità netta al 30 settembre è di 33,0 miliardi (34,5 miliardi al 31 dicembre 2025). Il rapporto investimenti è del 10,9% (11,4%). I dipendenti sono 648.100, contro 662.900 a fine 2025.

Future Plan e previsioni 2026

Per Arno Antlitz, CFO e COO del Gruppo, i risultati dei nove mesi impongono di agire in fretta: il rendimento operativo del 3,8% prima degli special item è troppo basso per continuare a investire con decisione. Il Future Plan prevede un programma di riduzione dei costi da circa 31 miliardi di euro, basato su una gamma modelli più snella, strutture più semplici, costi di prodotto e generali inferiori, maggiore efficienza negli stabilimenti e sviluppo tecnologico più rapido.

Per il 2026 Volkswagen stima ricavi per circa 315 miliardi di euro e un rendimento operativo fino all’1%. Nella divisione Automotive attende un rapporto investimenti tra l’11 e il 12%, un net cash flow tra 3 e 6 miliardi e una liquidità netta tra 32 e 34 miliardi. Le previsioni assumono che l’attuale situazione tariffaria resti invariata e non includono né l’eventuale escalation in Medio Oriente né gli effetti dell’attuazione del Group Target Picture 2030 e della vendita della quota di maggioranza di Everllence.

Cosa osservare per la filiera

Per i fornitori del primo equipaggiamento, il riferimento più diretto è il calo della produzione del Gruppo (-10,3% a 5,96 milioni di unità), a fronte di ordini europei in crescita (+4%) e di un portafoglio ordini in aumento dell’11%. Sul fronte veicoli industriali, i numeri di TRATON mostrano invece ordini in forte crescita (+25%) e vendite in lieve aumento.

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