Notizie

Pneumatici auto cinesi: in via di definizione dazi dal 27,50% al 57,09%

La Commissione europea ha notificato agli interessati il “General Disclosure Document” del procedimento antisovvenzioni AS743 su auto e light truck (indice di carico fino a 121). Il testo propone dazi definitivi per i pneumatici originari della Cina.

Il 19 ottobre 2026 la DG Commercio e sicurezza economica della Commissione europea ha comunicato alle parti le conclusioni definitive dell’inchiesta antisovvenzioni sui pneumatici nuovi per autovetture e veicoli commerciali leggeri provenienti dalla Cina. Il documento non è ancora il regolamento finale, in quanto le parti possono presentare osservazioni. Tuttavia, il documento attuale prevede dazi compensativi tra il 24,63% e il 29,63% sul prezzo CIF alla frontiera.

Si attende il documento finale tra una decina di giorni.

Le aliquote proposte

  • Linglong Group: 24,63%
  • Shandong Yongsheng Rubber Group: 29,63%
  • Società cooperanti non campionate: 27,50%
  • Tutte le altre importazioni cinesi: 29,63%

L’inchiesta era partita il 6 novembre 2025, dopo la denuncia della Coalition Against Unfair Tyre Imports presentata a settembre. È stata condotta in parallelo a quella antidumping, che il 7 luglio 2026 aveva portato a dazi definitivi tra il 4,33% e il 45,3%. Non sono stati applicati dazi provvisori.

Quali sussidi sono stati contestati

La Commissione ha esaminato diversi meccanismi di sostegno statale:

  • finanziamenti agevolati e credito diretto da banche statali;
  • sovvenzioni dirette;
  • esenzioni e riduzioni fiscali;
  • fornitura sotto costo di terreni e di materie prime (nerofumo, gomma sintetica, cord in nylon e materiali per l’armatura in acciaio).

Pechino, secondo il documento, ha cooperato solo in parte: non ha fornito informazioni essenziali e non ha risposto alla lettera inviata dalla Commissione ai sensi dell’art. 28. Per questo Bruxelles ha fatto ricorso ai “dati disponibili”. Altri programmi indicati nella denuncia, come i rimborsi fiscali all’export, non sono stati ritenuti concludenti in questa fase.

Il danno all’industria europea

I dati si riferiscono al periodo 2021-2024 e mostrano un mercato Ue in crescita, di cui hanno beneficiato soprattutto le importazioni dalla Cina:

  • consumi Ue +8%, a circa 336 milioni di pezzi;
  • import cinesi +62%, da 57,3 a 93 milioni di pezzi;
  • quota di mercato cinese dal 18% al 28%;
  • quota dell’industria Ue dal 60% al 53%;
  • produzione europea -8%, occupazione -5% (circa 4.500 posti equivalenti a tempo pieno);
  • costi di produzione +25% contro prezzi di vendita +15%, con redditività in calo del 46%.

Nel segmento tier 3 (fascia economica) il sottocosto medio rilevato è del 37,6%. Secondo la Commissione, nel 2023 e nel 2024 i prezzi cinesi sono scesi sotto il costo di produzione europeo di questa fascia.

Il cumulo con l’antidumping

Per evitare una doppia applicazione, Bruxelles ha prima applicato il dazio compensativo e poi ridotto di conseguenza quello antidumping. Sommando le due componenti riportate nella tabella del documento, il dazio complessivo risulta:

Il contesto

L’indagine antisovvenzioni AS743 sui pneumatici cinesi per autovetture e veicoli commerciali leggeri è stata avviata il 5 novembre 2025. Nel frattempo si è chiuso il procedimento antidumping parallelo (indicato nella nota come AD733), con dazi definitivi in vigore dal luglio 2026 e compresi tra il 4,3% e il 45,3%. L’AS743 si concluderà a dicembre 2026 e la questione ancora aperta è come combinare i due strumenti sugli stessi prodotti.

Il nodo del campionamento

Il campione era composto da soli due gruppi, Linglong e Shandong Yongsheng. Hankook, Kumho e l’associazione cinese CRIA hanno contestato l’esclusione di Hankook, presente invece nel campione antidumping. La Commissione ha respinto le obiezioni. Ha spiegato che Linglong è il maggior produttore cinese per produzione e vendite interne, anche se solo il quarto per export verso l’Ue.

Le obiezioni respinte

La CRIA sosteneva che i dazi avrebbero causato carenze nel segmento economico e ritardi nella sostituzione dei pneumatici, con effetti sulla sicurezza stradale. Sosteneva anche che avrebbero aumentato la concentrazione del mercato. Per la Commissione queste tesi sono infondate o speculative. Due importatori avevano chiesto esenzioni per i pneumatici whitewall e semi-slick, e anche queste richieste sono state respinte. La conclusione è che non esistono motivi decisivi per ritenere le misure contrarie all’interesse dell’Unione.

Le prossime tappe

Le importazioni sono sotto registrazione dal gennaio 2026. Poiché non sono stati imposti dazi provvisori non ci sarà riscossione retroattiva e la registrazione terminerà il 22 ottobre 2026. Per tutte le società con aliquota specifica che non sia quella più alta è previsto un sistema di controllo di fatture. Se i loro volumi di export crescessero molto, la Commissione potrebbe aprire un’indagine anti-elusione.

© riproduzione riservata
made by nodopiano