Volkswagen Group lancia “For Europe”: agenda industriale, Made in EU e Electric Urban Car Family al centro
Alla vigilia del Salone di Parigi il gruppo di Wolfsburg presenta la propria posizione su produzione europea, regolazione CO₂ e supporto alla filiera batterie. Oltre 80% di componenti condivisi sulla nuova famiglia di urbane elettriche, quasi 150.000 ordini già raccolti.
Il Gruppo Volkswagen ha presentato a Parigi, al Palais de Tokyo, l’iniziativa “For Europe”: un’agenda industriale che unisce trasformazione interna, sovranità tecnologica e richieste al decisore politico europeo. L’evento si è svolto nella giornata precedente l’apertura del Salone dell’Automobile di Parigi.
Il messaggio di fondo, ribadito dal CEO Oliver Blume, è che l’Europa dispone di base industriale, competenze e capacità di innovazione, e che il punto è combinarle e industrializzarle più rapidamente, con un’azione condivisa tra imprese e istituzioni.
Il peso del Gruppo in Europa: i numeri 2025
- 476.400 dipendenti in Europa, circa il 72% della forza lavoro globale
- 55 stabilimenti in 16 Paesi
- 3,94 milioni di veicoli consegnati in Europa, pari al 44% delle consegne globali
- quota di mercato del 25% su tutte le motorizzazioni e del 27% sulle sole elettriche
- prima posizione in 23 dei 31 mercati core
- oltre 100 miliardi di euro l’anno di acquisti in Europa; 7 dei 10 maggiori fornitori del Gruppo sono europei
Il dato sugli acquisti è quello che interessa più da vicino la filiera dell’indotto, pneumatici inclusi.
Le posizioni di “For Europe”
Triplice sfida. I veicoli europei del futuro dovranno essere elettrici, “davvero europei” e accessibili, tutti e tre insieme. Secondo Volkswagen serve performance imprenditoriale e un quadro politico che tenga insieme decarbonizzazione, valore industriale e competitività.
Regolazione CO₂. Il Gruppo chiede che la normativa premi l’investimento anticipato: i veicoli elettrici venduti in eccesso rispetto agli obblighi nel 2028 e 2029 dovrebbero poter essere contabilizzati per i target 2030-2032. Ciò, secondo Volkswagen, eviterebbe miliardi di euro di sanzioni o di accordi di pooling con concorrenti extraeuropei, come quelli cinesi.
“Made in EU”. Il vantaggio deve andare a chi ricerca, sviluppa, investe e produce in Europa, valutando l’intera catena del valore e non solo l’origine dei singoli componenti.
Fleet Booster. Se il 70% dei veicoli venduti da un costruttore nell’UE rispetta i criteri “Made in EU”, l’intera flotta beneficerebbe dei relativi vantaggi e incentivi.
Batterie. Per una filiera europea competitiva servono incentivi efficaci alla produzione, soprattutto nella fase critica di ramp-up.
Sull’elettrificazione la linea resta netta: l’elettromobilità è la strada per raggiungere i target climatici, ma la crescita avviene in un mercato reale e non è lineare, quindi servono affidabilità sugli obiettivi e maggiore flessibilità nel percorso. Il Gruppo richiama inoltre la dichiarazione congiunta con Renault Group e Stellantis sull’Industrial Accelerator Act: i tre costruttori rappresentano oltre il 60% della produzione veicoli dell’UE.
Electric Urban Car Family: quattro modelli, tre marchi, una base tecnica
Per la prima volta sono saliti sul palco insieme tutti e quattro i modelli di serie: Volkswagen ID. Polo, Volkswagen ID. Cross, Škoda Epiq e CUPRA Raval.
- oltre l’80% di componenti e tecnologie condivisi
- produzione a Martorell e Pamplona
- quasi 150.000 ordini raccolti al momento dell’evento
Secondo Thomas Schäfer, CEO di Volkswagen Passenger Cars e responsabile del Brand Group Core, la famiglia dimostra che competitività, forza industriale ed elettromobilità accessibile possono convivere: “From Europe, for Europe”. La Škoda Epiq Sportline è un concept vicino alla produzione, non ancora in vendita.
Scala e intelligenza artificiale
Il Gruppo intende scalare più coerentemente piattaforme, architetture e moduli, ridurre le duplicazioni e usare l’intelligenza artificiale nello sviluppo hardware e software per accorciare i tempi. Il CFO e COO Arno Antlitz ha collegato il tema al Future Plan: investire con maggiore focalizzazione e disciplina per rafforzare la redditività senza rinunciare all’innovazione. Werner Tietz (R&S) ha sintetizzato: tecnologia condivisa dove crea valore, differenziazione dove il cliente la percepisce. In apertura è intervenuto anche il ministro delegato all’Industria francese Sébastien Martin, seguito da un confronto con Blume.


