Mercato

Magri Gomme: per crescere servono prodotto, servizio e specializzazione – intervista a Pizzamiglio

Un 2026 all’insegna della crescita dei volumi, sostenuta da una strategia commerciale sempre più affinata e da partnership consolidate con i principali marchi del portafoglio. È il quadro tracciato da Roberto Pizzamiglio, Chief Commercial Officer di Magri Gomme, che in questa intervista fa il punto sull’andamento dell’anno e sulle sfide di un mercato sempre più complesso. Il manager racconta anche i passi avanti sul fronte logistico e l’integrazione della linea Agro e sulle priorità che guideranno il Gruppo nel 2027, con il rivenditore specialista sempre al centro della strategia.

Come sta andando il 2026, sia a livello aziendale sia di mercato? Riscontrate trend particolari?

Per Magri Gomme, il 2026 sta procedendo positivamente, nonostante le complessità che caratterizzano il mercato. Stiamo registrando una crescita dei volumi, sostenuta sia dal progressivo affinamento della strategia commerciale sia dal consolidamento delle partnership con i nostri principali marchi.

Come giudicate lo scenario del mercato italiano tra pressione dei marchi cinesi, dazi UE e nuova etichettatura europea?

I produttori cinesi hanno conquistato uno spazio importante nel mercato, non soltanto attraverso la leva del prezzo, ma anche grazie al miglioramento della gamma, della qualità, della tecnologia e della capacità industriale.

L’introduzione dei dazi antidumping potrebbe generare una pressione sui prezzi. Occorrerà inoltre comprendere in quale misura gli eventuali provvedimenti antisovvenzioni completeranno il quadro normativo e quale sarà il loro impatto effettivo sul mercato. In passato tali dazi non si sono rivelati di grande utilità soprattutto nel proteggere le industrie locali.

A livello internazionale invece le guerre in atto hanno l’effetto di creare confusione nel breve periodo: ad l’instabilità del petrolio e più in generale delle materie prime causa aumenti dei costi e dei tempi di trasporto dal sud est asiatico.

Sul fronte dell’etichettatura europea, accogliamo con favore tutti gli strumenti che aiutano il consumatore a orientarsi nella complessità dell’offerta. È però importante precisare che nessuna etichetta può sostituire la competenza e la consulenza di un professionista qualificato.

Come si posiziona Magri Gomme rispetto agli altri grandi distributori e importatori italiani?

Magri Gomme persegue una strategia orientata alla costruzione di un’offerta distintiva: selezioniamo marchi caratterizzati da un elevato valore e capaci di rappresentare una concreta opportunità di crescita per i nostri clienti.

Questo approccio coinvolge tutte le nostre linee di prodotto — vettura, autocarro e agricoltura — i diversi canali di vendita, dal noleggio a lungo termine alle concessionarie fino ai rivenditori specialisti, e i progetti di affiliazione dedicati ai centri, come Kwik Fit e CDG.

Come è strutturata la rete di magazzini centrali e regionali? Sono previsti ampliamenti?

L’attività di MG Italteam, nostro partner logistico, ci consente di garantire un servizio capillare, omogeneo e di qualità su tutto il territorio nazionale. Il Gruppo è costantemente impegnato nel miglioramento della propria struttura logistica. Ne è una dimostrazione la recente apertura del magazzino di Frosinone, gestito direttamente, che rafforza la nostra presenza nel Centro-Sud e opera come un vero e proprio hub secondario.

Come selezionate e supportate la rete dei rivenditori B2B?

Costruiamo il rapporto con i rivenditori partendo da una disponibilità di prodotto costante nel tempo e da un’offerta attenta all’evoluzione del mercato. Supportiamo, inoltre, i nostri clienti attraverso progetti di partnership e affiliazione con livelli crescenti di coinvolgimento.

Un esempio è la rete in franchising Kwik Fit, che mette a disposizione dei centri affiliati formazione, comunicazione, pubblicità e investimenti sul punto vendita. Coinvolgiamo inoltre i clienti in progetti di affiliazione legati ai nostri marchi distintivi, come Toyo Tyre Partner e Giti Exclusive.

Come procede l’integrazione della linea Agro, sia commercialmente sia nella produzione di cerchi agricoli?

L’integrazione procede con successo su tutti i fronti: il mercato del ricambio sta confermando ottime crescite cosi come il versante del primo equipaggiamento che grazie al supporto dei nostri specialisti sul campo è un caposaldo della linea agro.

A questo si aggiunge l’operato della nostra officina che ha introdotto nel Gruppo una nuova competenza manifatturiera: la possibilità di proporre pneumatico e cerchio come soluzione integrata offre vantaggi significativi in termini di completezza del servizio e capacità di rispondere alle applicazioni meno standardizzate.

Qual è il peso relativo tra vettura, autocarro e agro/OTR?

Il comparto vettura rappresenta la componente principale del business, sia in termini di volumi sia di fatturato.

L’autocarro costituisce il secondo pilastro del Gruppo, con caratteristiche commerciali e di servizio specifiche. Il comparto agro/OTR presenta invece una quota in crescita e riveste per noi un’elevata rilevanza strategica.

Quali riscontri avete avuto dall’accordo con GRI Tyres per off-road e agricoltura?

I riscontri ottenuti finora sono molto incoraggianti. GRI propone un’offerta specializzata, composta da prodotti affidabili e sostenuta da una buona disponibilità e da un adeguato supporto tecnico.

Il marchio interpreta inoltre pienamente la vocazione della nostra azienda: introdurre sul mercato italiano prodotti ad alto potenziale, sviluppati da produttori solidi e con importanti ambizioni di crescita.

Quali segmenti vedete come più promettenti nei prossimi anni?

Tra i trend più evidenti osserviamo la crescita del mix dei pneumatici PCR, legata alla consolidata diffusione dei SUV, e il continuo sviluppo dell’All Season. Queste dinamiche si inseriscono tuttavia in un mercato condizionato dal rallentamento delle nuove immatricolazioni.

Nel comparto truck, le opportunità saranno sempre più legate al costo totale di esercizio: durata del prodotto, ricostruibilità, riduzione dei consumi e continuità operativa delle flotte. Anche il contesto internazionale avrà un ruolo importante, perché la sua instabilità può rallentare le attività produttive rivolte all’estero, con possibili conseguenze anche sui consumi interni.

L’agricoltura rappresenta invece un mercato specialistico e particolarmente interessante. In questo ambito, la capacità di offrire consulenza, configurazioni complete ruota-pneumatico e soluzioni dedicate ad applicazioni specifiche può generare un valore molto superiore rispetto alla semplice vendita del prodotto.

Più che individuare un unico segmento vincente, riteniamo quindi promettenti tutte le aree nelle quali sia possibile integrare efficacemente prodotto, servizio e specializzazione.

Quali iniziative avete in corso su economia circolare e sostenibilità?

La gestione dei pneumatici fuori uso rappresenta una responsabilità condivisa da tutti gli operatori della filiera. Come Gruppo Magri sosteniamo l’attività del consorzio Pneulife, che gestisce gli pneumatici fuori uso occupandosi di tutte le fasi del processo, dalla raccolta al trattamento finale.

La sostenibilità, tuttavia, non può essere limitata alla gestione del fine vita. Comprende anche una migliore pianificazione delle scorte, la riduzione delle movimentazioni non necessarie, l’ottimizzazione dei carichi e la selezione di prodotti più efficienti e durevoli. Nel comparto truck assume inoltre particolare importanza la valorizzazione delle carcasse idonee alla ricostruzione.

Quali sono le priorità del Gruppo per il 2027?

Il principale obiettivo per il 2027 sarà consolidare e incrementare la crescita registrata a partire da gennaio 2025. Per raggiungerlo sarà necessario continuare a operare con un approccio strategico flessibile, multilinea e multibrand, capace di adattarsi rapidamente all’evoluzione del mercato.

Al centro della nostra strategia resta il rivenditore specialista. Comprenderne le esigenze e supportarne lo sviluppo rappresenta, per noi, la strada più efficace per costruire risultati solidi e duraturi.

Vedete margini per aggiungere ulteriori brand esclusivi, magari nei segmenti EV o UHP?

Riteniamo che il portafoglio attuale sia ampio, ben articolato e coerente con la nostra visione strategica. Restiamo naturalmente disponibili a valutare nuove opportunità, ma non intendiamo aggiungere marchi con il solo obiettivo di ampliare il catalogo.

Un nuovo brand deve avere un posizionamento chiaro, una gamma coerente, un’adeguata capacità produttiva, continuità di approvvigionamento e, soprattutto, la volontà di investire insieme a noi nello sviluppo del mercato italiano.

© riproduzione riservata
made by nodopiano