Intervista a Gregorio Calabrese di Industrial Pneus: quindici anni di collaborazione con Hankook per il settore truck
Continua il ciclo di interviste a dealer e flotte che lavorano con Hankook, per capire come nasce e come si sviluppa il rapporto con il marchio coreano. A raccontare la propria esperienza è Gregorio Calabrese, socio di Industrial Pneus, realtà di famiglia con sede a Nardò in provincia di Lecce, attiva da oltre settant’anni. Con nove persone in organico e un fatturato che ha superato i 2,7 milioni di euro, l’azienda serve soprattutto micro flotte e ha in Hankook il proprio riferimento per il settore truck. Nell’intervista Calabrese ripercorre quindici anni di collaborazione con il marchio, tra rapporto qualità-prezzo, assistenza alle flotte del territorio e aspettative sul nuovo stabilimento in Ungheria.
Ci racconta com’è strutturata l’azienda?
Veniamo da una tradizione di famiglia: la nostra azienda ha settant’anni di storia. L’ha fondata mio padre, che purtroppo non c’è più da anni, e noi figli la portiamo avanti. Siamo in nove: tre soci e sei dipendenti. Io mi occupo del settore truck e agro, mio fratello è responsabile di vetture e moto e mia sorella lavora in amministrazione.
Avevamo due sedi, ma durante il periodo Covid abbiamo deciso di unificarle in un’unica sede. È stata una scelta vincente: i fatturati hanno iniziato a crescere, perché stando tutti e tre i soci nello stesso punto ci spalleggiamo e ci supportiamo. Abbiamo superato i 2 milioni e 700mila euro. Per quanto riguarda i clienti, abbiamo codificato 2.000 partite Iva, con flotte di varie dimensioni, anche chi ha una sola macchina.
Quali sono i motivi per cui avete scelto Hankook e cosa apprezzate della collaborazione?
Siamo stati spinti a cercare un marchio alternativo dal fatto che i costi di gestione delle flotte sono aumentati. Tutti ci chiedevano un prodotto un po’ più economico, ma con le stesse performance.
Siamo partiti con Hankook già una quindicina di anni fa e oggi rappresenta il 90% delle nostre vendite. Quello che più apprezziamo è il fatto che non ci siano mai reclami da parte delle flotte, quindi non abbiamo problemi da gestire. È più facile gestire le vendite che le lamentele dei clienti.
Le flotte con cui lavorate ragionano già in ottica di costo chilometrico?
No. Qui da noi, in provincia di Lecce, sono tutte micro flotte: realtà molto piccole, di 10-15 autocarri. Abbiamo solo poche flotte da 30-40 autocarri, e anche quelle usano Hankook.
Il costo di gestione lo abbiamo calcolato noi e abbiamo fatto capire ai clienti che con Hankook si riesce ad avere un costo per chilometro basso, almeno pari a quello che avevano con prodotti di prezzo elevato, che però dovevano essere ricostruiti più volte per arrivare a un costo di gestione così basso.
Quanto alla ricostruzione, al momento non la facciamo: il settore è in profonda crisi. Abbiamo comunque testato prodotti ricostruiti direttamente da Hankook e devo dire che anche lì la qualità è alta.
Come giudica la gamma Hankook per il truck e l’autobus?
La gamma è completissima: abbiamo modo di soddisfare qualsiasi esigenza del consumatore finale, dal piccolo autocarro fino a quello di grandi dimensioni. Per le grosse flotte abbiamo addirittura un prodotto regionale, uno da linea e uno misto.
Lavoriamo anche con il trasporto pubblico urbano: in questo ambito impieghiamo con grande soddisfazione Laufenn, la seconda linea di Hankook. Nel servizio urbano gli autobus sono soggetti a frequenti impatti e sfregamenti contro i marciapiedi, con conseguenti fuori uso; Laufenn ci permette di offrire un prodotto economico ma affidabile per abbattere i costi legati a questi danneggiamenti.

Come si svolge la collaborazione tra le flotte, la vostra attività e Hankook?
Con le flotte lavoriamo in affiancamento: abbiamo due officine mobili che seguono le emergenze e, quando non è possibile raggiungere la nostra sede operativa, andiamo noi da loro. Il servizio è attivo nelle ore lavorative; fuori orario le flotte si appoggiano alle assistenze ACI.
L’area manager di Hankook è rappresentata da Cristiano Costantino, mentre il venditore commerciale è Matteo D’Angelo. Sono presenti e competenti, specialmente in questo periodo di criticità negli approvvigionamenti a causa delle crisi internazionali. Hankook ci aggiorna quotidianamente su giacenze e arrivi in modo estremamente trasparente: se un articolo è sotto scorta ci avvisano con anticipo, permettendoci di aumentare tempestivamente le scorte nel nostro magazzino ed evitare qualsiasi disservizio all’utente finale.
Cosa apprezzano in particolare i clienti in termini di durata, affidabilità, prestazioni e chilometraggio?
I nostri clienti passati ad Hankook trovano gli stessi chilometri, forse qualcosa in più, a un prezzo del pneumatico inferiore. Ultimamente la politica dei grandi costruttori è cambiata: prediligono di più l’aspetto del consumo di carburante, ma con pneumatici che hanno rese chilometriche basse. Al momento, invece, i nostri clienti apprezzano il compromesso offerto da Hankook tra consumo di carburante e durata del pneumatico.
Ci sono iniziative o progetti da segnalare?
Con Hankook abbiamo iniziato a organizzare incontri locali e cene aziendali con gli autotrasportatori. In un ambiente un po’ più informale rispetto a quello di lavoro si riescono a capire meglio le esigenze del consumatore finale e a costruire rapporti personali migliori: si comunica e si capisce in che direzione andare e quale strategia adottare per avere un cliente soddisfatto.
Sono contento perché non è facile trovare partner come Hankook, con persone giovani e motivate. Oggi molte aziende guardano unicamente ai tagli dei costi e riducono il personale sul campo. Al contrario, Hankook sceglie di investire sul territorio con una squadra numerosa e presente. Mentre i costruttori europei sembrano aver perso questa sensibilità, per noi la relazione e il contatto umano continuano a fare la differenza.
Sulle esigenze tecniche c’è un ascolto reale da parte dell’azienda?
Assolutamente sì, ed è un aspetto che ci tengo a sottolineare facendo un elogio alla figura tecnica che l’azienda ha in zona, Giuseppe Antonacci. La sua presenza è fondamentale, perché oltre a visionare prontamente i pneumatici al minimo difetto, invia un feedback immediato e diretto agli stabilimenti per risolvere l’inconveniente alla radice. All’inizio del 2025 avevamo riscontrato, infatti, qualche piccola criticità sulle mescole della nuova gamma, ma grazie a questa filiera d’ascolto e correzione diretta, nel 2026 il problema non si è più ripresentato. Ascoltano davvero la voce del mercato.
Quali aspettative avete riguardo all’apertura del nuovo stabilimento Hankook in Ungheria?
Ci aspettiamo molto. Trattandosi di un impianto moderno con macchinari di ultima generazione, porterà sicuramente un ulteriore salto di qualità e un beneficio logistico notevole. Prima dovevamo preventivare anche sei mesi di attesa per un container; oggi, con il blocco dello stretto di Hormuz e il contesto geopolitico attuale, disporre di uno stabilimento produttivo direttamente in Europa è un fattore strategico fondamentale.



