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Emergenza PFU in Lombardia: interrogazione al Consiglio Regionale per tutelare i gommisti e riformare la filiera

Il tema del blocco dei ritiri dei pneumatici fuori uso (PFU) e della saturazione dei piazzali delle officine torna al centro del dibattito politico regionale in Lombardia. Con l’interrogazione a risposta immediata (Question Time n. 1321), presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Diego Invernici e sottoscritta da diversi colleghi di gruppo, la Regione Lombardia viene sollecitata ad farsi portavoce presso il Ministero dell’Ambiente (MASE) di un’emergenza ormai strutturale.

L’iniziativa ha senz’altro il merito di riportare sotto i riflettori istituzionali criticità ben note agli operatori del settore: dai tempi di attesa dilatati fino a 3-4 mesi per i ritiri, alle distorsioni causate dalle vendite e-commerce e dalle importazioni non tracciate, fino al drammatico esubero di PFU gestito “a fatiche e spese” dai gommisti sul territorio.

Tuttavia, ad un’analisi tecnica dell’atto, emergono alcune imprecisioni sulla reale struttura normativa ed economica del sistema PFU. Se da un lato è innegabile il disagio patito dai dettaglianti di pneumatici, che può includere dei costi per la gestione dell’emergenza, dall’altro l’ipotesi formulata nell’atto — che suggerisce di “riconoscere il contributo ambientale a chi materialmente effettua lo smaltimento (i gommisti)” — pare sovrapporre la figura del gommista, che è punto di raccolta e detentore temporaneo, con quella degli impianti di recupero e riciclo della filiera dei consorzi ad hoc, che sono coloro che si occupano dello “smaltimento”.

Un dibattito comunque prezioso che dimostra la necessità di un dialogo sempre più stretto tra le istituzioni e gli specialisti della filiera.

Di seguito riportiamo il testo integrale del Question Time n. 1321 presentato il 1° ottobre 2026.

IQT 1321

Tipo di risposta: Immediata

Al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia
Oggetto: Emergenza nella gestione degli pneumatici fuori uso (PFU) e iniziative a tutela delle attività di gommista in Lombardia.

Premesso che

  • L’articolo 228 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) disciplina la gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU), imponendo in capo a produttori e importatori l’obbligo di raccolta, recupero e smaltimento in misura pari all’immesso sul mercato nazionale nell’anno precedente;
  • Il Decreto Ministeriale 11 aprile 2011, n. 82, ha definito le modalità operative per la gestione dei PFU, istituendo il relativo “contributo ambientale PFU”, corrisposto anticipatamente dal cliente al momento dell’acquisto di un nuovo pneumatico per finanziare le attività della filiera di raccolta e trattamento;
  • La normativa vigente prevede che tale contributo sia destinato ai soggetti che gestiscono direttamente la filiera dello pneumatico, ma non tiene pienamente conto delle dinamiche effettive e dei flussi reali tra i canali di vendita e i punti fisici di smaltimento;
  • Il sistema, come originariamente concepito, prevedeva un tempo medio di ritiro dei PFU pari a circa 15 giorni lavorativi, ma oggi i tempi si sono allungati drammaticamente fino a 3 o 4 mesi, generando accumuli ingestibili presso le officine;
  • Sebbene ogni pneumatico nuovo acquistato in Italia sia già gravato del contributo ambientale PFU (corrisposto anticipatamente lungo tutta la filiera), non viene tracciato in modo efficace il percorso degli pneumatici acquistati online o importati dall’estero. Molti clienti, infatti, acquistano gomme via web e si rivolgono poi ai gommisti solo per il montaggio, lasciando in officina i PFU da smaltire;
  • Questo meccanismo ha prodotto un significativo disallineamento tra le quantità di PFU effettivamente immesse sul territorio e quelle coperte dalle quote stanziate dai consorzi, causando un esubero strutturale stimato ad almeno il 30%;
  • I consorzi, una volta raggiunto il limite annuo di raccolta proporzionale al volume regolarizzato, interrompono i ritiri, lasciando i gommisti con interi piazzali pieni di gomme usate, senza alternative di smaltimento sostenibili.

Considerato che

  • Tale situazione rischia di degenerare in un’emergenza ambientale e sanitaria, e penalizza pesantemente sul piano economico i gommisti, che si trovano a gestire costi logistici, rischi normativi e sanzioni in totale assenza di supporto o compensazione;
  • L’attuale modello di gestione non prevede alcun meccanismo di ristoro per i gommisti, né un sistema nazionale di tracciabilità completo e aggiornato, capace di distinguere tra chi incassa il contributo PFU e chi esegue effettivamente lo smaltimento;

INTERROGA L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere:

Se intenda sollecitare il governo e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica affinché effettui una revisione dei criteri di determinazione delle quote di raccolta PFU, prevedendo che il contributo ambientale venga riconosciuto a chi materialmente effettua lo smaltimento (i gommisti), promuovendo altresì, nelle opportune sedi istituzionali statali, la richiesta di introduzione di un sistema nazionale obbligatorio di tracciabilità digitale dei PFU, che consenta di distinguere il ciclo di vita degli pneumatici acquistati online, importati o venduti da terzi, nonché avviando iniziative o campagne informative per sensibilizzare i cittadini lombardi sull’importanza dell’acquisto responsabile di pneumatici e sul corretto conferimento degli pneumatici fuori uso e prevedendo un monitoraggio sistematico

Firmatari

INVERNICI Diego (FDI), 01/10/2026MANGIAROTTI Claudio (FDI), 01/10/2026VALCEPINA Chiara (FDI), 01/10/2026SCHIAVI Michele (FDI), 01/10/2026VILLA Alessia (FDI), 01/10/2026ZAMPERINI Giacomo (FDI), 01/10/2026

Atto presentato il 01/10/2026 11:00:44

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