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Il settore della gomma lancia un allarme: a rischio le fondamenta industriali della Germania

“Le riforme urgenti necessarie per rafforzare la base industriale della Germania devono essere attuate subito. Non si può più rimandare”. Con questo appello urgente, l’Associazione tedesca dell’industria della gomma (WdK) ha aderito a Francoforte sul Meno alla lettera aperta indirizzata dal settore metallurgico ed elettrico al Governo federale. “Tutti devono comprendere che è in gioco il nostro fondamento industriale e, con esso, la base del benessere e, in ultima analisi, il funzionamento della democrazia”, ha sottolineato il presidente della wdk, Michael Klein.

Ciò vale in particolare per l’industria tedesca della gomma, di importanza sistemica, i cui prodotti sono presenti in tutti i settori strategici della vita. “Le nostre aziende associate di medie dimensioni sono sottoposte a una pressione enorme a causa dei costi energetici non competitivi a livello internazionale, dell’eccessiva burocrazia e della crescente erosione del mercato da parte di concorrenti extraeuropei”. Secondo Klein, gli ultimi dati semestrali relativi all’industria tedesca della gomma lo dimostrano chiaramente. “Questo settore chiave, indispensabile per la Germania e l’Europa, è in caduta libera. Ciò mette gravemente a rischio l’autosufficienza in settori strategici quali la sanità, la sicurezza, la mobilità, l’energia, l’approvvigionamento di acqua potabile, le infrastrutture, la difesa e l’aerospaziale”. Per il presidente di wdk, le misure necessarie da parte del governo federale sono chiare: “Riduzione immediata della burocrazia attraverso la sospensione o l’abolizione degli obblighi di rendicontazione, misure immediate per abbassare i costi energetici, ad esempio abolendo il sistema nazionale di scambio delle quote di emissione, e interventi efficaci per rafforzare i mercati interni. Senza condizioni di parità nella concorrenza internazionale, l’industria non ha futuro in Germania”.

Gli ultimi dati economici hanno confermato questa tendenza al ribasso, ha aggiunto Michael Berthel, capo economista della wdk. “Quasi tutti gli indicatori chiave sono in rosso: nella prima metà del 2026, la produzione è scesa del 5,4% a 530.000 tonnellate. Il numero dei dipendenti è sceso del 5% a 57.200, mentre il fatturato, pari a 5,2 miliardi di euro, è risultato inferiore del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025”. La sua previsione: “Se le condizioni generali non miglioreranno rapidamente, le luci si spegneranno in un numero sempre maggiore di stabilimenti tedeschi di produzione della gomma. Per sempre”.

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