L’innovazione sostenibile al centro di Vipal: intervista con Fabricio Pandolfo Nedeff
The Tire Cologne 2026 si conferma un palcoscenico cruciale per il comparto della ricostruzione, un settore chiamato a rispondere con forza alle nuove sfide della mobilità elettrica e della sostenibilità ambientale. Presso lo stand di Vipal, abbiamo incontrato Fabricio Pandolfo Nedeff, Commercial Manager EMEA dell’azienda, per fare il punto sull’andamento della fiera, sulle ultime novità tecnologiche e sulle strategie di mercato, in un panorama europeo in profonda evoluzione.
Qual è il vostro bilancio di questa edizione di The Tire Cologne?
Nedeff: Siamo davvero molto, molto felici di come è andata la fiera. C’è una grandissima affluenza e siamo stati costantemente occupati. Abbiamo ricevuto clienti storici, potenziali partner e anche futuri operatori che stanno pianificando di entrare nel business della ricostruzione o di aprire nuovi impianti. Molti di loro avevano già sentito parlare di Vipal e della qualità del nostro prodotto.
Addirittura, poco fa, mentre eravamo seduti prima del vostro arrivo, parlavo con un potenziale cliente che ha intenzione di avviare una fabbrica e a cui diversi operatori di mercato hanno consigliato Vipal come uno dei due partner imprescindibili con cui partire. Rispetto a molti concorrenti, l’interesse che stiamo registrando ci rende estremamente orgogliosi e possiamo già affermare che il ritorno sull’investimento per la partecipazione a questa fiera è ampiamente ripagato.
Una percezione molto positiva, che si inserisce in un contesto macroeconomico non semplice per il settore. Come vedete la situazione attuale?

Nedeff: Il mercato attuale non è facile, la situazione generale presenta delle complessità, con volumi che in alcuni segmenti si contraggono e un diffuso clima di incertezza. Il mercato si sta facendo più professionale: purtroppo le piccole realtà meno strutturate faranno fatica, mentre i grandi gruppi avranno sempre più bisogno di tecnologia, servizio, qualità e prezzi competitivi per affrontare le sfide future. Ed è esattamente in questo segmento che Vipal riesce a esprimere il suo massimo valore, forte di vent’anni di presenza e di una reputazione solida in Europa.
Parlando di prodotto, quali sono le novità principali che presentate qui a Colonia?
Nedeff: Non presentiamo nuovi disegni in senso assoluto, ma importanti evoluzioni tecnologiche concentrate su soluzioni nate in casa Vipal. La novità principale riguarda il battistrada DV-UM (Development by Vipal), che ora focalizza l’attenzione sulla nostra innovativa mescola specifica per veicoli elettrici (EV). Nel 2024, proprio qui in Germania, avevamo lanciato questa tecnologia mostrando solo un prototipo di gomma; da allora abbiamo avviato test intensivi su strada in Italia, Portogallo, Spagna, Ungheria, Slovacchia e Germania.
I risultati reali sono eccezionali. Nei veicoli elettrici, in particolare sugli autobus, il peso delle batterie e l’elevata coppia motrice portano a un’usura accelerata del pneumatico. Se un autobus diesel tradizionale copre circa 80.000-90.000 km con un treno di pneumatici, i veicoli elettrici spesso scendono a 50.000 km.
Con la nostra mescola Vipal per EV, i test condotti a metà percorso con importanti flotte stanno dimostrando una resa chilometrica persino superiore a quella di un pneumatico nuovo di zecca. Le flotte stesse ci hanno chiesto di accelerare le forniture prima ancora di finire i test, perché il risparmio e l’efficienza sono evidenti.
Avete sviluppato anche collaborazioni strategiche su questo fronte?

Nedeff: Assolutamente sì. Oltre al DV-UM a marchio Vipal, presentiamo il battistrada ERV Electro Plus, che appartiene alla linea sviluppata in collaborazione con Vacu Lug, leader nel mercato britannico. Vacu Lug produce i propri stampi utilizzando i nostri disegni e la nostra mescola specifica per veicoli elettrici, ottenendo performance assolutamente straordinarie nel Regno Unito. Siamo davvero orgogliosi di questa partnership.
Un tema caldissimo in Europa è quello normativo. Si discute molto della possibilità che la Commissione Europea escluda la ricostruzione dall’applicazione dei regolamenti EUDR (regolamento sulla deforestazione). Qual è la posizione di Vipal a riguardo?
Nedeff: Per quanto riguarda Vipal, noi eravamo già pronti e allineati con le omologazioni e i requisiti richiesti fin da quando si è iniziato a parlarne, lavorando a stretto contatto con il management di Frederico Schmidt fin dal 2022 per essere totalmente conformi. Quindi, dal punto di vista burocratico, per noi un’inclusione o un’esclusione non cambierebbe molto l’operatività interna o il rapporto con i clienti.
Tuttavia, guardando al mercato in generale, ritengo che lasciare la ricostruzione fuori dall’EUDR sia la scelta corretta. Includerla sarebbe stato un controsenso. Le istituzioni europee dovrebbero supportare il mercato con incentivi, non creare barriere burocratiche che complicano la vita ai ricostruttori europei. Quando si parla di economia circolare, bisogna comprendere il concetto alla base: l’economia circolare significa prendere una carcassa e riutilizzarla come pneumatico il più a lungo possibile. Ridurre il pneumatico in polvere o riciclarlo in altre forme va bene, è utile, ma il vero valore ecologico sta nel prolungare la vita del prodotto originario tramite la ricostruzione.
I ricostruttori europei affrontano già grandi sfide, hanno investito in macchinari all’avanguardia, certificazioni e qualità del lavoro. Hanno bisogno del sostegno dei governi, rendendo magari obbligatorio l’uso di pneumatici ricostruiti in determinati settori, come è già avvenuto con successo in Brasile, negli Stati Uniti e in altri Paesi. Se l’utilizzatore finale si trova a dover scegliere solo in base al prezzo tra un’opzione green più complessa e un prodotto nuovo ed economico, sceglierà il prezzo. Serve una spinta normativa che valorizzi la ricostruzione, e l’esclusione dall’EUDR va nella direzione di non penalizzare un settore già intrinsecamente virtuoso.


