Bridgestone, primo semestre 2026: ricavi a 2.321,7 miliardi di yen (+9,7%), utile operativo quasi triplicato
Bridgestone chiude i primi sei mesi del 2026 con una crescita a doppia cifra su tutte le principali voci di conto economico. A trainare i risultati, il rafforzamento dei prezzi e del mix prodotto, unito a un netto calo degli oneri straordinari di ristrutturazione rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel periodo gennaio-giugno 2026 il gruppo giapponese ha registrato ricavi per 2.321,7 miliardi di yen (circa 12,58 miliardi di euro), in crescita del 9,7% rispetto ai 2.116,4 miliardi dello stesso periodo del 2025 (circa 11,46 miliardi di euro). L’utile operativo rettificato, l’indicatore gestionale che Bridgestone utilizza come riferimento principale, è salito a 280,9 miliardi di yen (circa 1,52 miliardi di euro, +19,7%), mentre l’utile operativo “puro” è balzato a 280,2 miliardi di yen (circa 1,52 miliardi di euro), con un incremento del 70,4% sui 164,5 miliardi dell’anno precedente (circa 891 milioni di euro).
Ancora più marcato il progresso a livello di utile netto: il profitto attribuibile agli azionisti della capogruppo per le attività continuative si è attestato a 206,1 miliardi di yen (circa 1,12 miliardi di euro), con un aumento del 78,9% su base annua. Includendo anche le attività discontinue (il business della gomma antivibrante ceduto ad Anhui Zhongding Holding), l’utile netto complessivo è stato di 206,2 miliardi di yen (circa 1,12 miliardi di euro, +78,5%).
L’utile per azione base è salito a 163,30 yen (circa 0,88 euro), contro gli 85,11 yen del primo semestre 2025 (circa 0,46 euro; il confronto tiene conto dello split azionario 2 per 1 effettuato dalla società a partire dal 1° gennaio 2026).
Il forte calo degli oneri di ristrutturazione
Una delle chiavi di lettura dei risultati è la significativa riduzione degli oneri straordinari legati alla ristrutturazione di impianti produttivi all’estero: gli adjustment items in uscita, che nel primo semestre 2025 avevano pesato per 71,8 miliardi di yen (circa 389 milioni di euro, in gran parte riconducibili alla riorganizzazione di stabilimenti in America ed Europa), si sono ridotti a 11,8 miliardi di yen (circa 64 milioni di euro) nel primo semestre 2026. Questo effetto base ha contribuito in misura rilevante al forte incremento dell’utile operativo non rettificato.
Situazione patrimoniale
Al 30 giugno 2026 il totale attivo del gruppo ammontava a 5.903 miliardi di yen (circa 31,98 miliardi di euro), in crescita rispetto ai 5.747,7 miliardi di fine dicembre 2025 (circa 31,14 miliardi di euro). Il patrimonio netto totale è salito a 3.838,7 miliardi di yen (circa 20,80 miliardi di euro), con un rapporto tra patrimonio netto attribuibile alla capogruppo e totale attivo che si è rafforzato al 64,1%, dal 63,7% di fine 2025.
Dividendo e previsioni per l’intero esercizio
Bridgestone ha confermato il dividendo relativo al secondo trimestre a 60 yen per azione (circa 0,33 euro), prevedendo un dividendo di fine anno di 65 yen (circa 0,35 euro), per un totale annuo di 125 yen (circa 0,68 euro; il confronto con i 230 yen complessivi del 2025, circa 1,25 euro, va letto anch’esso alla luce dello split azionario).
Per l’intero esercizio 2026 la società ha confermato le previsioni già comunicate in precedenza, senza modifiche: ricavi attesi a 4.500 miliardi di yen (circa 24,38 miliardi di euro, +1,6% sul 2025), utile operativo rettificato a 515 miliardi di yen (circa 2,79 miliardi di euro, +4,3%) e utile netto attribuibile alla capogruppo a 340 miliardi di yen (circa 1,84 miliardi di euro, +3,9%), con un utile per azione atteso di 270,87 yen (circa 1,47 euro).
I risultati del primo semestre confermano il percorso di risanamento della redditività intrapreso da Bridgestone negli ultimi esercizi, dopo una fase segnata da corposi interventi di ristrutturazione della rete produttiva internazionale. Il gruppo, guidato dal Global CEO Yasuhiro Morita, ha portato a termine nel periodo anche operazioni sul capitale, con un programma di riacquisto di azioni proprie che ha inciso per oltre 109 miliardi di yen nel semestre (circa 591 milioni di euro) e il successivo annullamento di una parte consistente delle azioni proprie in portafoglio.

