BKT rilancia su comfort, alta tecnologia e cingoli. Intervista a Piero Torassa
Presso lo stand di BKT a The Tire Cologne 2026, l’innovazione si tocca con mano attraverso una chiara strategia di affinamento tecnologico e presidio di nuove nicchie di mercato. Abbiamo incontrato Piero Torassa, Field Engineer di BKT, per fare il punto sulle novità di prodotto presentate in fiera, sull’andamento del mercato italiano e sulle nuove rotte globali del colosso indiano.
Partiamo dall’offerta espositiva di BKT a Colonia. Quali sono i pilastri della vostra presenza quest’anno?
Torassa: Quest’anno la nostra presenza si concentrava su alcuni dei prodotti più significativi rilasciati nell’ultimo biennio, a cui si affianca una novità importante che rappresenta l’evoluzione diretta di un nostro grande classico.
Se guardiamo alle novità principali, possiamo identificarne tre. Innanzitutto la nuova linea forestale, disponibile sia in configurazione radiale che convenzionale, sviluppata specificamente per i trattori impiegati in ambito industriale.
Un secondo focus di grande interesse è legato alla linea Row Crop, dove presentiamo il ProCrop. Si tratta di un prodotto ad alta tecnologia che riassume in sé tutti i vantaggi e le caratteristiche del concetto VF (Very High Flexion), estendendoli però alle coperture Row Crop. Parliamo quindi di pneumatici capaci di gestire un elevatissimo indice di carico, ma progettati per offrire performance ottimali non solo sul campo: il battistrada presenta un maggiore riempimento nella zona centrale, una soluzione studiata per garantire un controllo superiore del mezzo e un comfort decisamente migliore durante i trasferimenti stradali. Inoltre, su questo prodotto abbiamo ottimizzato il design dei ramponi con un taglio specifico che migliora drasticamente l’autopulizia nel passaggio dal campo alla strada.
Importante anche il Ridemax Frost, prodotto molto importante per i mercati scandinavi. Si tratta di un’applicazione molto importante perchè ci sono pochi produttori che coprono questa categoria.
C’era molta attesa anche per l’evoluzione delle gamme storiche dedicate al movimento terra. Cosa c’è di nuovo?

Torassa: Esatto, la terza novità riguarda il segmento movimento terra ed è l’Earthmax SR 30M. È l’evoluzione di uno dei nostri primissimi prodotti, rilasciato ormai più di quindici anni fa. Parliamo del classico pneumatico L3 trattivo per pale caricatrici di medie e piccole dimensioni.
L’SR 30 originale è da sempre un prodotto eccellente, ma abbiamo rilevato che in alcune condizioni specifiche – in particolare quando i mezzi sono utilizzati da contoterzisti che effettuano trasferimenti stradali frequenti tra un cantiere e l’altro – emergeva la necessità di migliorare il comfort di marcia.
Abbiamo quindi modificato la disposizione dei tasselli centrali: in questo modo siamo riusciti a incrementare sensibilmente il comfort su strada senza intaccare minimamente le doti di trattività originarie del pneumatico. Non andrà a sostituire l’SR 30 standard, ma si affiancherà a esso come soluzione all-round per i clienti che cercano massima versatilità.

Sempre in ambito industriale, presentiamo in fiera anche lo Skid Max SR 720 nella misura 12-16.5 con struttura radiale, destinato alle applicazioni Skid Steer su superfici dure o stradali. Anche in questa nicchia, la tecnologia radiale sta diventando fondamentale per rispondere alla richiesta di maggiore comfort durante i piccoli trasferimenti.
Voltando pagina verso i mercati geografici, come sta rispondendo il mercato italiano e quali sono i segmenti trainanti?
Torassa: Il mercato italiano sta mostrando un progressivo e costante recupero. Come BKT stiamo registrando una crescita continua, in particolare nel comparto Agricoltura, dove i nostri prodotti sono sempre più apprezzati.
In Italia stiamo spingendo molto sul comparto dei primi equipaggiamenti (OEM), che in tutta Europa viene gestito direttamente attraverso i nostri distributori partner per la fornitura della ruota completa. Un asset fondamentale per noi è il completamento della gamma All-Steel radiale. È una linea che risponde a una richiesta precisa del mercato agricolo moderno, dove le aziende effettuano trasferimenti di carico a lunga percorrenza, coprendo anche 150-200 km al giorno.
Parallelamente, stiamo introducendo misure importanti per trattori di alta potenza, come la 650/85 R 42 in versione stretta – ideale alternativa alla classica 710/85 R 42 – e continuiamo a completare la gamma VF. Il nostro obiettivo è coprire ogni possibile applicazione e configurazione, offrendo la tecnologia VF come punto di riferimento assoluto per le alte prestazioni, senza comunque rinunciare alle nostre gamme standard o IF.
Di recente BKT ha annunciato piani di investimento massicci per diversificare la produzione in India, entrando nei segmenti vettura (PCR) e autocarro (TBR). Come si inserisce questa mossa nella visione del gruppo?
Torassa: Si tratta di una scelta strategica fondamentale per il posizionamento globale del marchio. Storicamente l’export di BKT è sempre stato fortemente sbilanciato verso l’Europa. Per ragioni anche geopolitiche e di bilanciamento, l’azienda ha deciso di guardare con forza al mercato interno indiano, sviluppando prodotti dedicati e ad hoc come la linea BKT Commander, che sta riscuotendo un ottimo successo commerciale in patria.
La consapevolezza successiva è stata che, per essere un vero global player a tutto tondo, fosse necessario entrare nei segmenti ad alto volume, vale a dire il Truck, il Vettura e anche il Moto. Al momento, la fase di sviluppo e i primi feedback industriali sono concentrati esclusivamente sul mercato indiano. È un passo necessario per fare esperienza sul campo; non è ancora stato stabilito se e quando ci sarà lo sbarco di queste linee su altri mercati internazionali.
Un altro segmento in forte espansione in Europa è quello dei cingoli in gomma per l’agricoltura. Qual è l’approccio di BKT?
Torassa: Quello dei cingoli in gomma per l’agricoltura è un mercato già attivo in Europa, sul quale stiamo conducendo intensi test sul campo. Anche in Italia stiamo testando misure larghe (da 34 e 36 pollici) dedicate ad applicazioni specifiche come la coltivazione del riso. È un mercato in forte crescita poiché vediamo sempre più macchinari di grandi dimensioni dotati di sistemi di cingolatura.
La vera sfida tecnica in questo settore è l’assenza di uno standard costruttivo universale. A differenza del pneumatico, qui si lavora al 99% in co-progettazione e strettissima sinergia con i costruttori di macchine (OEM). La performance, la mescola e la struttura stessa del cingolo devono integrarsi perfettamente con la parte meccanica dell’under-carriage del veicolo. I risultati dei nostri ultimi test sul campo sono estremamente promettenti e rappresentano un ulteriore passo avanti nella nostra offerta specialistica.










