L’osservatorio di EM Fleet: dove finiscono i 13 kg che scompaiono da un pneumatico truck?
Nasce in Italia l’Osservatorio Impatto Pneumatici (OIP), un nuovo progetto dedicato allo studio, alla divulgazione e alla sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da abrasione dei pneumatici. L’Osservatorio è realizzato e promosso da EM Fleet Srl, la società di Enrico Massi, che offre la gestione della manutenzione delle flotte aziendali, con fornitura e assistenza a 360 gradi per quanto riguarda i pneumatici.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di analizzare un aspetto ancora marginale nel dibattito sulla sostenibilità del settore, ovvero la fase durante la quale l’attrito dei pneumatici con la pavimentazione stradale genera una costante dispersione di particelle nell’ambiente. Se fino a oggi l’attenzione dell’industria e delle istituzioni si è concentrata prevalentemente sullo sviluppo di materiali sempre più sostenibili e sulla gestione dei PFU, OIP intende colmare una lacuna conoscitiva riguardante l’usura progressiva del battistrada. Numerosi fattori tecnici e operativi, tra cui la corretta pressione di gonfiaggio, l’assetto del veicolo, la manutenzione preventiva e la scelta della copertura più idonea al tipo di impiego, giocano infatti un ruolo cruciale nel determinare il livello di consumo della gomma, incidendo direttamente sia sui consumi di carburante che sulla quantità di materiale rilasciato.
Per comprendere le dimensioni del fenomeno, l’osservatorio è partito da un interrogativo sollevato da Enrico Massi, CEO di EM Fleet: “dove finiscono i 13 chilogrammi di materiale che scompaiono da un pneumatico per mezzi pesanti durante la sua vita utile?” Secondo le elaborazioni tecniche alla base del progetto, un pneumatico destinato ad autobus o veicoli industriali perde mediamente 13 millimetri di battistrada, con un rapporto di circa un chilogrammo di materiale disperso per ogni millimetro consumato. Considerando un singolo mezzo pesante a sei gomme, la dispersione ambientale si attesta intorno ai 78 chilogrammi, per arrivare a sfiorare le 8 tonnellate per un intero ciclo di vita di una flotta composta da cento veicoli. Questi residui finiscono depositati sul manto stradale, trasportati dalle acque meteoriche nelle reti di drenaggio o dispersi nell’aria sotto forma di particolato.
L’Osservatorio Impatto Pneumatici si configura come una piattaforma aperta alla collaborazione interdisciplinare, pensata per coinvolgere università, enti di ricerca, istituzioni pubbliche, produttori, associazioni di categoria e gestori di flotte. Attraverso lo sviluppo di studi scientifici, campagne informative e approfondimenti tecnici veicolati anche tramite il portale impattopneumatici.it, l’ente mira a costruire una solida base di dati condivisa per guidare le future politiche ambientali e favorire una gestione più consapevole delle flotte. Il lavoro culminerà con la pubblicazione, prevista entro il 2027, del primo Rapporto OIP, un documento a cadenza annuale, progettato per quantificare l’inquinamento da abrasione e illustrare il contributo fondamentale della corretta manutenzione nella mitigazione dell’impatto ambientale del trasporto su gomma.


