Germania: sanzioni per 11,9 milioni di euro per cartello sui prezzi dei pneumatici Maxxis e CST
Il Bundeskartellamt (Ufficio federale tedesco che vigila sui cartelli) ha inflitto sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di 11,9 milioni di euro nei confronti di Maxxis International GmbH (Dägeling), Best4Tires Berlin GmbH (Höhr-Grenzhausen) — in qualità di successore legale di 1a Berlin Tyre GmbH & Co. KG —, Reifen Müller GmbH & Co. KG (Hammelburg) e un dirigente responsabile.
Secondo l’approfondimento pubblicato da reifenpresse.de, la testata tedesca del nostro gruppo editoriale, il motivo è la restrizione della libera formazione dei prezzi nella distribuzione all’ingrosso sul mercato tedesco dei pneumatici a marchio Maxxis e CST. Nella determinazione dell’ammontare delle sanzioni, l’autorità antitrust ha applicato una riduzione a titolo di attenuante in favore di Maxxis International e Best4Tires Berlin per la cooperazione prestata nell’accertamento dei fatti, mentre Maxxis International e Reifen Müller hanno concordato la chiusura consensuale del procedimento tramite settlement. Le sanzioni applicate non sono tuttavia ancora passate in giudicato, risultando tuttora opponibili mediante ricorso dinanzi al Tribunale regionale superiore di Düsseldorf (Oberlandesgericht Düsseldorf), che verificherà la fondatezza delle accuse sia sotto il profilo fattuale sia sotto quello giuridico.
L’origine delle indagini risale alla segnalazione e alla contestuale richiesta di cooperazione presentata da un altro grossista del settore. A cavallo tra il 2015 e il 2016, a seguito della pressione economica esercitata dai due distributori 1a Berlin Tyre e Reifen Müller, Maxxis International, in qualità di importatore esclusivo per la Germania dei pneumatici dei marchi Maxxis e CST prodotti dal gruppo taiwanese Cheng Shin, ha sottoscritto per la prima volta con le due aziende specifici accordi di garanzia del margine. Tali intese assicuravano ai grossisti un margine fisso di importo prestabilito per ciascun pneumatico venduto: in caso di eccedenza rispetto al margine garantito, l’importo positivo veniva compensato a copertura di eventuali perdite di margine. Presupposto condiviso tra le parti era che il grossista si impegnasse a non operare come leader di prezzo sul mercato all’ingrosso — in particolare sulla piattaforma online Tyre24 gestita da Alzura AG — mantenendo una condotta commerciale definita “difensiva“.

Successivamente, l’importatore di Dägeling ha esteso la sottoscrizione di analoghi accordi di garanzia del margine a ulteriori nove distributori, raggiungendo un totale di undici grossisti coinvolti. In tutte le intese veniva espressamente prescritta una commercializzazione “difensiva sulle piattaforme” e, in taluni casi, una forma di collaborazione coordinata sul rispetto dei prezzi al dettaglio raccomandati (UVP). Sulla base di tali accordi, nel periodo compreso tra la fine del 2015 e la fine del 2023, Maxxis International ha erogato compensazioni economiche per una somma complessiva superiore a 1,6 milioni di euro. L’incidenza di tali intese sui volumi di vendita è risultata rilevante: nel 2017 circa due terzi dell’intero venduto di Maxxis in Germania erano vincolati da accordi di margine, mentre negli anni compresi tra il 2016 e il 2021 la quota è rimasta costantemente compresa tra il 48% e il 54%, evidenziando una contrazione significativa soltanto a partire dal 2022.
Parallelamente a questi contratti, Maxxis ha strutturato con un numero crescente di grossisti un vero e proprio sistema coordinato denominato “moderazione dei prezzi”, focalizzato in modo particolare sulle quotazioni praticate sulla piattaforma B2B Tyre24 e finalizzato a limitare gli esborsi per compensazioni legati alle garanzie di margine. Il meccanismo operativo si articolava nell’invio dei prezzi raccomandati da parte dell’importatore, nel monitoraggio sistematico dei listini applicati dai distributori sul portale e in interventi diretti di sollecitazione nei confronti dei grossisti i cui prezzi di vendita si discostavano dalle indicazioni o generavano le proteste di altri clienti. In varie occasioni, le sollecitazioni dell’importatore hanno spinto i grossisti a intervenire sui propri rivenditori affiliati affinché modificassero i prezzi pubblicati su Tyre24, venissero rimossi dalla piattaforma o procedessero al riacquisto diretto dei pneumatici offerti a tariffe ritenute eccessivamente competitive.
A partire da giugno 2018, la pratica di “moderazione dei prezzi” è stata ulteriormente formalizzata: l’invio dei listini UVP via e-mail è stato integrato, da agosto 2018, con la fissazione di precisi termini di attuazione, controllati mediante il monitoraggio continuativo dell’andamento dei prezzi su Tyre24 e seguiti da interventi mirati per costringere i distributori disallineati a rialzare i prezzi al livello raccomandato. L’applicazione di questo sistema è stata facilitata dalla struttura tecnica di Tyre24 nel periodo di infrazione, che consentiva alle imprese del settore di registrarsi contemporaneamente sia come venditori sia come acquirenti, rendendo immediatamente visibili sulla scheda dettaglio del prodotto la lista dei fornitori, le giacenze di magazzino e i relativi prezzi di vendita.
Come dichiarato dal presidente del Bundeskartellamt, Andreas Mundt (foto), i cartelli verticali dei prezzi vanno regolarmente a danno dei consumatori, traducendosi nel pagamento di prezzi gonfiati. L’autorità persegue con rigore queste pratiche vietate fin dai primi anni Settanta, ribadendo che gli accordi di garanzia del margine sono contrari alla normativa antitrust quando impongono vincoli ai prezzi di vendita dei distributori e ne limitano la libertà di determinazione. Maxxis ha interrotto la pratica e risolto gli accordi di garanzia del margine residui nel luglio 2024 a seguito dell’avvio del procedimento.
L’Ufficio federale ha precisato che la sanzione nei confronti dei due grossisti menzionati è stata motivata dal fatto che sono stati i primi a sollecitare la stipula di tali intese e hanno beneficiato di ingenti pagamenti compensativi. Con riferimento a Best4Tires Berlin, l’autorità ha stabilito la responsabilità dell’azienda per le condotte di 1a Berlin Tyre in conformità all’orientamento della Corte di Cassazione federale, sostenendo che l’illecito antitrust sia proseguito anche dopo l’acquisizione societaria avvenuta nel luglio 2022 e fino ad almeno gennaio 2024.
Best4Tires Berlin ha contestato fermamente la ricostruzione dell’autorità antitrust. In una dichiarazione ufficiale, la società di Höhr-Grenzhausen ha chiarito di non essere a conoscenza dei fatti contestati al momento dell’acquisizione di 1a Berlin Tyre nel luglio 2022 e che i dirigenti responsabili dell’epoca avevano già da tempo abbandonato la struttura societaria. A seguito delle perquisizioni, l’azienda ha intrapreso un’indagine interna volontaria, prestando piena collaborazione all’autorità. Secondo la posizione espressa da Best4Tires, qualsiasi pratica irregolare è cessata al più tardi con la finalizzazione dell’acquisizione nel luglio 2022, e ha respinto fermamente l’ipotesi di una continuazione della condotta negli anni successivi. Per tali ragioni, la società ha annunciato un’approfondita valutazione delle azioni legali da intraprendere, tenuto conto delle ripercussioni sostanziali che tale qualificazione comporta sulla determinazione dell’importo della sanzione.
Infine, il gruppo aziendale ha precisato che l’indagine riguarda esclusivamente la Business Unit Aftermarket relativa al commercio di pneumatici con officine e partner commerciali, mentre è del tutto estranea al procedimento la Business Unit Original Equipment (Gundlach Automotive Solutions) dedicata al primo equipaggiamento per i costruttori automobilistici. L’azienda garantisce che l’operatività commerciale, le consegne e l’assistenza ai clienti proseguono regolarmente senza alcuna variazione.


