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Tyre-Check.ai debutta a Colonia: l’intelligenza artificiale che salva i pneumatici usati dal trituratore

La startup tedesca presenta una tecnologia di scansione outdoor unica sul mercato, capace di rilevare porosità, difetti interni e gestire lo smistamento automatico dei flussi. Intervista esclusiva al proprietario Michael Gross, con lo sguardo rivolto al mercato italiano.

L’efficienza dei processi di riciclo e selezione dei pneumatici usati sta per compiere un salto generazionale. A testimoniarlo in modo inequivocabile nei padiglioni di The Tire Cologne 2026 è il debutto ufficiale sul mercato di Tyre-Check.ai, una promettente startup tedesca che ha sviluppato una soluzione hardware e software basata sull’intelligenza artificiale destinata a stravolgere i flussi di lavoro dei ricostruttori e dei riciclatori di PFU.

Mentre l’industria globale si interroga su come rendere più sostenibile e circolare il ciclo di vita dei pneumatici, gran parte del potenziale economico ed ecologico dei prodotti usati finisce letteralmente nel trituratore, a causa di controlli qualitativi superficiali, lenti o imprecisi. Abbiamo approfondito il funzionamento e gli obiettivi commerciali di questa innovazione direttamente con Michael Gross, fondatore e proprietario di Tyre-Check.ai.

Colmare i vuoti tecnologici del mercato: porosità e lettura su superfici complesse

“Sul mercato esistono già alcune macchine per l’ispezione dei pneumatici,” esordisce Michael Gross, “ma parlando con gli operatori abbiamo riscontrato che i sistemi attuali non offrono un livello di dettaglio e un ventaglio di funzionalità sufficienti per fare un reale passo in avanti. Noi siamo partiti proprio dai problemi non risolti e abbiamo trovato le risposte.”

Tra i problemi più complessi identificati da Gross vi è la porosità. “La porosità è uno dei difetti più gravi ed insidiosi, specialmente quando si analizzano le carcasse o i pneumatici di nuova generazione destinati a determinati utilizzi. Se un pneumatico è poroso, è strutturalmente compromesso e semplicemente non può essere riutilizzato. Abbiamo sviluppato modelli di intelligenza artificiale proprietari capaci di mappare e rendere visibile questa porosità direttamente sul profilo tridimensionale analizzato, intercettando il difetto prima che sia troppo tardi.”

Un altro ostacolo storico per i sistemi automatizzati è la lettura del battistrada e del fianco in condizioni reali. I pneumatici a fine vita non arrivano in officina puliti: sono spesso ricoperti di fango, grasso e olio. “L’ispezione di un pneumatico usato è tradizionalmente difficile,” spiega Gross.

Grazie a specifici filtri ottici e algoritmi predittivi, la nostra tecnologia riesce a ‘pulire’ digitalmente l’immagine, rendendo la scansione ultra-precisa anche nelle condizioni peggiori. Rileviamo deformazioni, tagli strutturali e danneggiamenti sulla spalla o sul battistrada ‘on the fly’, ovvero in tempo reale, mentre il pneumatico scorre nel flusso di lavoro.”

Una stazione d’ispezione “all-weather” all’interno di un container standard

La vera unicità di Tyre-Check.ai risiede però nella sua architettura strutturale. La totalità dei sistemi di scansione concorrenti richiede un posizionamento indoor, all’interno di capannoni industriali e in ambienti protetti da polvere e sbalzi di luce. La macchina sviluppata dalla startup tedesca rompe questo vincolo.

“Il nostro è un sistema outdoor. È stato progettato per operare all’esterno, direttamente nei piazzali di stoccaggio dove i pneumatici vengono scaricati,” evidenzia con orgoglio il proprietario di Tyre-Check.ai. “La macchina è interamente integrata all’interno di un container navale standard. Il pneumatico entra da un’estremità, attraversa la stazione di controllo automatica posizionata al centro e fuoriesce dall’altro lato. Che piova, nevichi o ci sia un sole battente, l’hardware è protetto e la precisione dell’IA rimane costante grazie a un sistema di doppia verifica incrociata (double checking) che azzera i falsi positivi.”

Il dato del settore: Secondo le stime di Tyre-Check.ai basate sui test sul campo, circa il 20% dei pneumatici che oggi vengono avviati direttamente alla triturazione meccanica (shredding) possiede in realtà caratteristiche strutturali ideali per il riutilizzo o la ricostruzione. Un valore economico immenso che oggi va perduto per mancanza di uno screening accurato.

Smistamento intelligente, OCR avanzato e logistica integrata

Oltre alla diagnostica pura, il sistema funge da vero e proprio hub logistico e decisionale per i riciclatori. All’interno del container è presente uno “switch” di smistamento compatto che permette di dividere automaticamente i pneumatici esaminati indirizzandoli verso due output differenti (Linea A e Linea B).

“Il sistema riconosce istantaneamente se il pneumatico ha un difetto, qual è il suo livello qualitativo e come deve essere catalogato,” spiega Gross. “Le aziende clienti possono personalizzare le impostazioni a piacimento in base ai propri standard interni: ad esempio, destinare la linea A alle carcasse premium idonee alla ricostruzione e la linea B al riciclo di materia.”

A questo si aggiunge un modulo avanzato di lettura dei fianchi tramite tecnologia OCR. Grazie a filtri di contrasto che esaltano le geometrie della gomma, la macchina legge autonomamente la marcatura DOT e il brand del produttore. L’utente può quindi impostare regole di filtraggio sofisticate nel pannello di controllo (Stock Management): è possibile catalogare automaticamente i pneumatici per età (anzianità del DOT) o separare i marchi premium (come Continental, Michelin, ecc.) dai produttori budget/low-cost. Una distinzione cruciale, dato che i pneumatici economici non hanno un valore residuo che giustifichi la ricostruzione.

Dal progetto pilota a Francoforte all’interesse per il mercato italiano

I risultati concreti sul campo non mancano. Nonostante lo status di startup, Tyre-Check.ai vanta già un impianto pilota operativo a pieno regime presso un importante cliente a Francoforte, che funge da vetrina tecnologica ed eccezionale banco di prova per l’ottimizzazione degli algoritmi.

The Tire Cologne 2026 rappresenta la rampa di lancio commerciale per l’espansione internazionale e l’Europa meridionale è al centro dei radar dell’azienda. Interpellato sul posizionamento geografico e sulle prossime mosse, Gross non nasconde l’attrattività dell’Italia: “Sì, confermo che siamo estremamente interessati al mercato italiano. L’Italia possiede una filiera del riciclo e della ricostruzione storicamente forte, dinamica e molto attenta all’efficienza dei costi. Crediamo che la nostra soluzione outdoor basata su container possa rispondere perfettamente alle esigenze dei raccoglitori e dei ricostruttori italiani, ottimizzando i loro stock e salvando quel 20% di prodotto di valore che oggi viene inutilmente distrutto.”

L’unione tra intelligenza artificiale applicata sul campo, flessibilità installativa “all-weather” e automazione logistica fa di Tyre-Check.ai uno dei progetti più innovativi e concreti visti in questa edizione della fiera di Colonia. Per il mercato italiano del pneumatico fuori uso, le opportunità di efficientamento sono appena cominciate.

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