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Unacea, macchine per costruzioni: al via l’iper-ammortamento per il prossimo triennio

Con l’adozione del decreto attuativo che disciplina il nuovo iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali si perfeziona un percorso legislativo che ha impegnato il Governo, Unacea e le altre associazioni di categoria dei settori interessati fin dallo scorso dicembre. Il nuovo decreto attuativo risolve una criticità che caratterizzava la prima versione della misura, così come approvata in sede di legge di bilancio, laddove introduceva un criterio geografico di ammissibilità all’incentivo, limitandolo ai soli beni di produzione Ue.

Unacea, l’Unione italiana delle macchine per costruzioni, ha da subito manifestato la propria contrarietà a una scelta che avrebbe causato delle gravi ripercussioni sul mercato nazionale di settore, con conseguenze negative sul livello degli investimenti e sull’occupazione nell’indotto. L’offerta di macchine e tecnologie per le costruzioni made in Ue, specie su alcuni segmenti di prodotto, risulta infatti limitata, talvolta con poche aziende attive. D’altra parte, i produttori italiani ed europei del settore non necessariamente realizzano la totalità dell’offerta di prodotto all’interno dei confini dell’Unione, ma talvolta dipendono anche da impianti di produzione dislocati in paesi non Ue. La misura, per la specificità del nostro settore, avrebbe condotto a effetti di mercato negativi in maniera decisamente più marcata di quanto ne avrebbe beneficiato la produzione interna.

“Unacea ha il compito difendere il settore da possibili deformazioni del mercato” , ha dichiarato Luca Nutarelli, direttore di Unacea. “Per questo, dopo aver consultato la base associativa, abbiamo avviato un costruttivo confronto con il Governo trovando disponibilità all’ascolto e una concreta azione risolutiva del problema. L’iper-ammortamento, grazie al quale gli operatori del settore usufruiscono di un importante stimolo alla sostituzione delle macchine più obsolete, rimane uno strumento fondamentale per il rinnovo del parco macchine nazionale che mostra ancora tassi di obsolescenza tra i più alti in Europa. Le macchine di ultima generazione immesse sul mercato sono la base per una reale transizione al cantiere digitale, dove le tecnologie permettono di lavorare in modo più sicuro, sostenibile ed efficiente, con livelli di controllo di gestione inimmaginabili fino a pochi anni fa, a vantaggio delle aziende, della sicurezza degli operatori e dell’ambiente urbano”.

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