Svolta per Black Star: il Tribunale approva l’offerta di Cédric Meston. Al via il rilancio industriale a Béthune
La lunga e complessa battaglia per la salvaguardia di Black Star, l’unico produttore francese interamente specializzato nella ricostruzione di pneumatici vettura, è giunta a una svolta decisiva. Il Tribunale Commerciale di Arras ha ufficialmente approvato l’offerta di acquisizione presentata dal consorzio guidato dall’imprenditore Cédric Meston (CEO del Gruppo Revive), in partnership con Arnaud Hage, Adrien Eymard, Laurent Cabassu e Aymeric Porte.
L’operazione segna la fine di oltre sei mesi di profonda incertezza finanziaria e operativa per lo stabilimento di Béthune – insediato nell’ex sito produttivo di Bridgestone – e l’inizio di un ambizioso piano di reindustrializzazione focalizzato sulla sostenibilità e sull’economia circolare di matrice europea.
I dettagli dell’operazione e il piano occupazionale
L’offerta approvata dai giudici francesi, giudicata sin dalle prime battute come la più solida e credibile dagli osservatori industriali, prevede il mantenimento immediato di 91 posti di lavoro sui 148 precedentemente attivi. Sebbene l’accordo comporti un iniziale ridimensionamento dell’organico, la nuova governance ha annunciato obiettivi di crescita estremamente aggressivi a medio termine.
Meston, che assumerà la presidenza del consiglio di amministrazione di Black Star, ha infatti dichiarato una vision industriale a lungo termine che punta a incrementare i livelli occupazionali nella regione di Béthune del 60% entro il 2030. La gestione operativa quotidiana e le strategie di stabilimento saranno invece affidate direttamente ad Arnaud Hage e Adrien Eymard.
“Questo non è solo un salvataggio: è un nuovo inizio”, ha commentato Cédric Meston attraverso i propri canali ufficiali. “La nostra ambizione è duplice: raggiungere con successo la ripresa industriale e poi costruire una categoria veramente nuova nel mercato degli pneumatici, sia in Francia che in tutta Europa. Desidero esprimere la mia immensa gratitudine ai 91 uomini e donne dello stabilimento di Béthune, che hanno mantenuto intatta la loro competenza in queste settimane difficili.”
Il modello economico e il supporto istituzionale

Il dossier Black Star si era presentato dinanzi al Tribunale di Arras in una situazione di estrema tensione: fino all’ultimo minuto l’udienza stessa era a rischio a causa della mancanza di adeguate garanzie finanziarie, superata solo grazie alla revoca in extremis delle clausole sospensive da parte dei candidati. Laurent Cabassu, CEO uscente che ha combattuto in prima linea per la sopravvivenza del sito, ha confermato la complessità delle ore precedenti il verdetto.
A rendere sostenibile e solido il business model per il rilancio dell’impianto di riciclo è stato un intervento sinergico di natura pubblico-privata. Da un lato, l’impegno strutturale di alcune organizzazioni ecologiste, che hanno garantito un contributo di 6 euro per ogni pneumatico riciclato; dall’altro, il supporto economico diretto tramite sovvenzioni stanziate dalla Regione e dalla Comunità urbana di Béthune-Bruay, Artois-Lys-Romane.
Obiettivo “Leonard”: la sfida dell’economia circolare
Con uno stabilimento di ben 45.000 metri quadrati e un’esperienza quarantennale nella ricostruzione, Black Star si posiziona come un asset strategico per il comparto manifatturiero transalpino. Il fulcro commerciale della nuova gestione ruoterà attorno alla gamma Leonard, una linea di pneumatici rigenerati progettata per competere direttamente con il prodotto nuovo in termini di performance e affidabilità, ma a un prezzo sensibilmente più accessibile.
La strategia comunicativa e commerciale punterà a scardinare i pregiudizi storici legati al pneumatico ricostruito nel segmento consumer, presentandolo come la scelta d’acquisto intelligente per milioni di automobilisti europei:
- Sostenibilità ecologica: un passo concreto verso l’abbattimento delle emissioni e il riutilizzo delle materie prime locali.
- Tutela del potere d’acquisto: posizionamento di prezzo competitivo rispetto alle gamme budget d’importazione asiatica.
- Sovranità industriale: difesa del “Made in France” e della capacità manifatturiera europea nel cuore del distretto automotive del Nord.
Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il cronoprogramma del riavvio completo della produzione e le prime campagne di distribuzione della gamma sul mercato francese, con l’obiettivo già dichiarato di espandere progressivamente la rete commerciale verso i mercati limitrofi dell’Europa continentale.


