Eurogrip, quattro anni di crescita esponenziale nel mercato moto. Renato Zilli: “Zero difetti e convenienza reale sono le chiavi del successo”
A quattro anni dal debutto sul mercato europeo, il marchio di pneumatici per due ruote Eurogrip traccia un bilancio estremamente positivo della propria crescita e delinea le linee guida strategiche per il prossimo futuro. Lanciato nel continente dall’indiana TVS Srichakra, il brand ha saputo ritagliarsi uno spazio ben definito grazie a un approccio pragmatico e a una gamma in costante ampliamento.
Renato Zilli, Senior Business Advisor dell’azienda, spiega come la percezione del marchio stia evolvendo in modo trasversale tra i motociclisti, intercettando non solo i possessori di veicoli di marchi emergenti o consolidati come Benelli, Voge, QJ e CF Moto, ma attirando l’attenzione anche di chi guida moto di fascia alta, come BMW, tradizionalmente legati ai marchi premium storici. Secondo il manager, il consumatore odierno guarda sempre più alla concretezza, riconoscendo il valore di un prodotto che offre un posizionamento economico estremamente competitivo, quantificabile in un risparmio del 25-30% rispetto ai marchi di primo livello, senza scendere a compromessi sulla qualità. I riscontri del mercato e le recensioni degli utenti sono eccellenti e confermano un tasso di fidelizzazione molto elevato, supportato da un’affidabilità totale. Sul fronte della qualità, Zilli è categorico nel sottolineare che i prodotti Eurogrip registrano “problemi zero, ma proprio zero”, specificando che nel segmento di riferimento i difetti sono ormai isolati a un caso su un milione, a differenza di alcune realtà low-cost orientali che il mercato stesso ha progressivamente espulso.

L’espansione commerciale di Eurogrip cammina di pari passo con lo sviluppo tecnologico di una gamma che oggi spazia dalle grandi moto adventure fino agli scooter elettrici, coprendo quasi ogni tipo di applicazione e battistrada. Questo dinamismo si riflette nei dati di crescita del 2026, un anno che si sta chiudendo in forte attivo rispetto ai trend generali del mercato europeo. Il Senior Business Advisor evidenzia le performance commerciali della stagione spiegando che i volumi complessivi viaggiano su ritmi straordinari, quasi a raddoppiare o triplicare i risultati precedenti. Si tratta di un’accelerazione che lo stesso manager analizza con realismo, ricordando la giovinezza del progetto nel continente: “Non lo dico come sottolineatura di una performance particolarmente impressionante, semplicemente perché quattro anni fa non esistevamo, quindi è normale crescere con delle velocità che non sono nella media”. Nonostante la soddisfazione per l’attuale assetto, l’azienda non intende fermarsi e punta a ottimizzare la propria presenza in contesti europei strategicamente rilevanti come la Polonia, la Repubblica Ceca e i Paesi Bassi, territori che attualmente vengono gestiti per via indiretta, ma che l’azienda punta a servire con una distribuzione diretta nel prossimo futuro.
In questa architettura internazionale, l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza sia sotto il profilo logistico sia sotto quello della ricerca e sviluppo. Per ottimizzare la catena di distribuzione e garantire una disponibilità costante dei prodotti, l’azienda ha implementato la propria struttura sul territorio nazionale, un investimento che ha trovato immediato riscontro positivo da parte della clientela italiana ed estera. “Dall’anno scorso abbiamo aperto un piccolo hub regionale in Italia a Bologna, che ha la funzione di completare l’offerta di prodotto senza sostituire la fornitura diretta da fabbrica”, spiega Zilli, evidenziando come la continuità nell’approvvigionamento sia stata uno dei fattori chiave per il successo commerciale degli ultimi due anni. Parallelamente, il gruppo continua a investire massicciamente sul know-how tecnico e sulla progettazione, mantenendo la centralità della sede lombarda anche per il coordinamento delle attività destinate ai mercati extra-europei. “Abbiamo ulteriormente rafforzato la struttura di R&D, che è quella che ci interessa di più, con un nuovo tyre engineer che ci ha raggiunto nell’organizzazione di Milano qualche mese fa”, conferma il manager, ribadendo l’impegno nel consolidare le competenze ingegneristiche direttamente sul territorio europeo.
La solidità della struttura tecnica e il completamento della gamma aprono ora la strada a sfide commerciali su scala globale, con il brand che ha già iniziato a muovere i primi passi nel mercato degli Stati Uniti. Le tappe della crescita globale sono già pianificate e guardano con decisione alla seconda metà del decennio, quando Eurogrip farà il suo ingresso in segmenti fino ad ora inesplorati ma cruciali per il mercato nordamericano. L’obiettivo è quello di presidiare il comparto delle moto di grande cilindrata dedicate al turismo a lungo raggio, un passo che consentirà al marchio di competere su scala globale in tutte le principali categorie delle due ruote. “Dal 2027 in poi, grazie allo sviluppo ulteriore della gamma nel range delle big tourer e delle Harley Davidson, pensiamo di poter giocare un ruolo, anche in questi segmenti”, conclude Zilli, delineando una visione di lungo periodo che punta a fare della capillarità e della qualità costruttiva i veri motori del marchio negli anni a venire.



