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Terremoto Antitrust in Turchia: maxi-multa da 67,6 milioni di euro per i big del pneumatico

Il Garante della Concorrenza turco (Competition Board) ha chiuso ufficialmente un’indagine che ha scosso le fondamenta del mercato automotive nazionale e in particolare quello dei pneumatici. L’inchiesta, avviata alla fine del 2024 per violazione dell’Articolo 4 della Legge n. 4054 sulla Protezione della Concorrenza, ha accertato l’esistenza di pratiche concordate sui prezzi, fissazione dei prezzi di rivendita, restrizioni territoriali e persino accordi illeciti di “no-poaching” (non adescamento) nel mercato del lavoro.

Il verdetto finale ha portato a sanzioni amministrative pecuniarie complessive per la cifra di 3.633.935.171,32 di lire turche, pari a circa 67,666 milioni di euro (n.d.r. valuta 16 giugno), suddivise tra i 497.091.986,13 TL (circa 9,256 milioni di euro) derivanti da procedure di transazione e i 3.136.843.185,19 TL (circa 58,410 milioni di euro) comminati al termine del filone principale dell’indagine.

L’indagine ha preso di mira i principali produttori e distributori globali del settore e le sanzioni riflettono la gravità e la capillarità delle violazioni riscontrate:

  • Brisa Bridgestone (Brisa Bridgestone Sabancı Lastik Sanayi ve Ticaret AŞ): È l’azienda maggiormente colpita dall’indagine principale, con una sanzione di ben 1.019.069.577,64 TL (circa 18,975 milioni di euro). Al consorzio paritetico è stato contestato l’aver partecipato a pratiche concordate sui prezzi, l’aver imposto restrizioni di area e clientela ai propri rivenditori e l’aver stretto accordi anticoncorrenzili nel mercato del lavoro (scambio di informazioni e intese di no-poach).
  • Goodyear (Goodyear Lastikleri Türk AŞ): Subisce una sanzione pesante pari a 672.292.698,43 TL (circa 12,518 milioni di euro) per pratiche concordate sui movimenti dei prezzi, restrizioni territoriali/clientela ai dealer e intese restrittive sulla mobilità dei lavoratori (no-poach).
  • Hankook (Hankook Lastikleri AŞ): Multata per un totale di 361.481.610,39 TL (circa 6,731 milioni di euro). Oltre alle pratiche concordate e alle restrizioni territoriali, ad Hankook è stata contestata la fissazione diretta dei prezzi di rivendita dei propri rivenditori e lo scambio di informazioni sensibili sul personale.
  • Pirelli (Pirelli Otomobil Lastikleri AŞ): Il produttore della P lunga è stato sanzionato con 292.432.145,05 TL (circa 5,445 milioni di euro) per la combinazione di pratiche concordate sui prezzi, imposizione del prezzo di rivendita ai dealer, vincoli geografici di vendita e accordi di no-poach. La controllata turca di Pirelli, si è detta “sorpresa” per la sanzione dell’Antitrust locale e in una nota sottolinea di aver sempre rispettato le norme, respinge le accuse di pratiche anticoncorrenziali e preannuncia l’intenzione di fare ricorso alle autorità turche, una volta note le motivazioni. La sanzione, precisa, non è immediatamente esecutiva.
  • Prometeon Turkey (Prometeon Turkey Endüstriyel ve Ticari Lastikler AŞ): Sanzionata con 206.763.817,24 TL (circa 3,850 mioni di euro) per fissazione dei prezzi di rivendita, restrizioni di area/clientela e intese restrittive nel mercato del lavoro. Prometeon è stata invece assolta dall’accusa di aver partecipato attivamente alle pratiche concordate sui movimenti generali dei prezzi.
  • Michelin (Michelin Lastikleri Ticaret AŞ): Registra la sanzione più contenuta tra i grandi produttori premium, pari a 185.113.328,77 TL (circa 3,447 milioni di euro), limitata esclusivamente alla violazione legata alle pratiche concordate sui movimenti dei prezzi.

All’interno dell’indagine figurano anche importanti distributori e produttori locali che hanno scelto la via della transazione (settlement) per ridurre l’impatto finanziario, tra cui spicca Abdulkadir Özcan Otom. Lastik. San. Tic. AŞ (Petlas) con una multa transata di 396.868.582,22 TL (circa 7,389 milioni di euro EUR), seguita da Tatko Lastik con 67.720.838,07 TL (circa 1,261 milioni di euro).

Ciò che rende questa indagine un unicum per precisione e severità è la duplice natura delle contestazioni. Il Garante non ha esaminato solo i classici illeciti commerciali verticali e orizzontali (fissazione dei prezzi e restrizioni di mercato), ma ha approfondito lo scambio di informazioni anticoncorrenziali nei mercati del lavoro. Le aziende premium coinvolte sono state ritenute responsabili di aver creato barriere artificiali alla mobilità dei dipendenti tramite accordi di non adescamento (no-poaching), volti a congelare i salari e a bloccare il passaggio di ingegneri e tecnici specializzati da un competitor all’altro.

Per evitare che i canali di distribuzione dei dealer vengano utilizzati come “hub” per scambi indiretti di informazioni capaci di coordinare i prezzi, l’Antitrust ha imposto ai produttori e ai fornitori attivi in Turchia tre rigidissimi obblighi operativi, da implementare obbligatoriamente entro 3 mesi:

  1. Watermark anticontraffazione sui listini: Qualsiasi comunicazione inviata ai rivenditori inerente a listini prezzi, aumenti, sconti, premi o incentivi dovrà contenere una filigrana (watermark) distintiva, visibile e ripetuta più volte sulla pagina per tracciare capillarmente i documenti ed evitare diffusioni incrociate.
  2. Stop alle comunicazioni collettive: È vietato inviare annunci simultanei a tutta la rete o a gruppi di dealer. Le comunicazioni dovranno avvenire esclusivamente in modalità one-to-one attraverso portali e interfacce crittografate, accessibili solo tramite nome utente e password personali del singolo rivenditore.
  3. Clausole penali nei contratti di distribuzione: I produttori dovranno inserire nei contratti di agenzia e distribuzione clausole penali severe (e opzioni di risoluzione per giusta causa) che vietino esplicitamente ai dealer di condividere informazioni sui prezzi futuri o elementi di formazione del prezzo con produttori concorrenti o altri rivenditori della rete.

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