Salta la joint venture da 1 miliardo in Brasile: Linglong cancella il mega-progetto con Sunset SA
Con una comunicazione alla Borsa di Shanghai del 27 maggio, Linglong ha annunciato l’annullamento definitivo del progetto in Brasile, dopo averlo temporaneamente sospeso due settimane fa. Inizialmente, il mega-progetto da oltre 1 miliardo di euro era finalizzato alla costruzione di un nuovo polo produttivo a Ponta Grossa, nello Stato del Paraná, in Brasile.
Il piano industriale, svelato nell’aprile del 2025, prevedeva la nascita di una strategica joint venture con Sunset SA (importante distributore e importatore attivo nell’area LATAM e noto sul mercato brasiliano anche attraverso il marchio XBRI Pneus). Stando a quanto emerso dal comunicato agli investitori, il progetto è giunto a un binario morto a causa del mancato accordo sui termini chiave della cooperazione, con particolare riferimento alle quote di partecipazione azionaria all’interno della costituenda Linglong Tire (Brazil) Co. (la ripartizione iniziale ipotizzata era del 70% in capo a Linglong e del 30% a Sunset).
Nel documento normativo trasmesso all’ente regolatore cinese, i vertici di Linglong hanno rassicurato i mercati in merito alle ripercussioni finanziarie dello stop: “Il progetto non era ancora entrato nella fase degli investimenti costruttivi sostanziali. Di conseguenza, la risoluzione consensuale dell’accordo di cooperazione non comporterà alcun impatto negativo sullo sviluppo del business, sulla situazione patrimoniale o sulle operazioni quotidiane della compagnia.”
La decisione di archiviare il piano brasiliano viene descritta come una scelta prudenziale e ponderata, dettata sia dai mutamenti intervenuti nel contesto macroeconomico e di mercato, sia da valutazioni interne sulle effettive condizioni operative dell’iniziativa e dalle correlate strategie del gruppo.
L’infrastruttura avrebbe dovuto rappresentare il primo insediamento produttivo di Linglong nel continente sudamericano, nonché il sesto impianto fuori dai confini cinesi (il terzo dopo i complessi industriali in Thailandia e in Serbia). Il progetto prevedeva un investimento massiccio strutturato in tre fasi distinte da completarsi entro il 2032, su un’area complessiva di 1,25 milioni di metri quadrati.
A pieno regime, la fabbrica avrebbe dovuto garantire una capacità produttiva annua pari a 14,7 milioni di pneumatici radiali ad alte prestazioni, suddivisi tra 12 milioni di unità per vettura, 2,4 milioni per autocarro e autobus e 200.000 coperture destinate al comparto industriale e agricolo. Nei piani era inclusa anche la realizzazione di una centrale fotovoltaica dedicata da 35 MW per l’auto-approvvigionamento energetico dello stabilimento.
Nonostante la battuta d’arresto oltreoceano, Linglong conferma di voler mantenere inalterati i propri obiettivi di crescita internazionale legati al piano strategico denominato “7+5” (sette stabilimenti in Cina e cinque all’estero). Nella nota finanziaria, la società ha sottolineato che la propria filiera è protetta da un’elevata resilienza: i volumi commerciali possono essere allocati in modo flessibile ed elastico sfruttando la capacità produttiva degli asset industriali già operativi.
Al contempo, Linglong ha annunciato l’intenzione di accelerare le attività di scouting e selezione di siti alternativi in altre regioni estere, per l’apertura dei futuri impianti produttivi globali necessari a presidiare i mercati chiave.


