Continental al Transpotec: il nuovo HT 5, le flotte italiane che cambiano, l’esclusione dei ricostruiti dall’Eudr – intervista a Giorgetti
In occasione di Transpotec 2026, appuntamento cardine per il settore dell’autotrasporto, abbiamo incontrato Paolo Giorgetti, Sales Manager Fleet & Retail Truck Tires di Continental Italia. In questa intervista, Giorgetti traccia la rotta della casa di Hannover: dal debutto del nuovo Conti Hybrid HT 5 all’evoluzione delle flotte italiane, fino alla possibile esclusione dal regolamento EUDR del ricostruito.
Qual è il messaggio principale di Continental a Transpotec 2026 e quali sono le novità di prodotto per il mercato italiano?
Siamo presenti in forze, coinvolgendo diversi Business Field del Gruppo: dalla forza commerciale al management della rete BestDrive, fino al nostro Amministratore Delegato. Per noi, Transpotec non è solo una vetrina, ma un ecosistema dove incontrare trasportatori, istituzioni, partner e rivenditori specialisti del settore.
L’obiettivo è presentare un’offerta premium integrata. La nostra “punta di diamante” è il nuovo Conti Hybrid HT 5, il pneumatico per rimorchio già disponibile nelle misure 385/65 R22.5 e 385/55 R22.5, che completa la Generazione 5. Abbiamo lavorato intensamente sulla resistenza al rotolamento e sul chilometraggio, grazie a mescole evolute e alla lamellatura variabile 3D. Accanto ad esso, nella seconda parte dell’anno, presenteremo l’Efficient Pro per il primo equipaggiamento e la gamma Eco per il massimo risparmio di carburante.
Abbiamo esposto anche la nostra offerta di pneumatici ricostruiti, un pilastro fondamentale dell’azienda. In Continental, progettiamo la carcassa affinché la gomma sia sfruttata lungo tutto il suo ciclo di vita: nuovo, riscolpito e ricoperto. Infine, presentiamo in anteprima nella gamma Urban un prodotto (misura 275/70 R22.5) realizzato con il 60% di materiali rinnovabili e riciclati, oltre a soluzioni per la logistica portuale e industriale, confermando il nostro approccio intermodale.

Come si è concluso il primo trimestre e quali sono le previsioni per il mercato del ricambio nella seconda metà dell’anno?
Il 2025 è stato un anno eccellente, chiuso con una crescita a doppia cifra, e il primo trimestre del 2026 ha confermato questo trend positivo. Nonostante l’incertezza macroeconomica possa frenare gli investimenti, la nostra solidità in termini di profittabilità e i risultati nel fleet business ci permettono di affrontare le sfide con serenità, anche se siamo consapevoli che fare previsioni oggi è difficile.
Osserviamo una netta polarizzazione del mercato: da un lato l’offerta basata esclusivamente sul prezzo, dall’altro una proposta di valore complessa e ricca di contenuti, dove Continental si posiziona con forza. Puntiamo molto sulla consulenza e sulla formazione della nostra rete BestDrive, per aiutare le flotte a ridurre i costi operativi a 360 gradi, stabilizzando le spese ed evitando picchi imprevisti.
Quanto sono pronte le flotte italiane per soluzioni digitali come ContiConnect, vista la loro struttura peculiare?
Il mercato italiano sta vivendo una lenta ma inesorabile “europeizzazione”. Siamo passati da 150.000 a meno di 100.000 ragioni sociali, con le politiche nazionali che stanno disincentivando il monoveicolare a favore di strutture più organizzate.
Oggi l’imprenditore è molto più sensibile: se cinque anni fa si guardava solo al prezzo del pneumatico, ora si considera il Total Cost of Ownership prima di acquistare un pneumatico. Le flotte dispongono di uffici tecnici che comprendono e analizzano come il risparmio di carburante e la manutenzione predittiva siano i veri driver del profitto. Il digitale e il monitoraggio del gonfiaggio non sono più “optional”, ma strumenti essenziali per evitare fermi macchina estremamente costosi. Inoltre, le nuove generazioni di imprenditori sentono una forte responsabilità verso la sostenibilità, spinti anche dai committenti che richiedono la riduzione dell’impronta di carbonio.
Chi è oggi il cliente tipo di Continental Truck in Italia?
È un imprenditore aperto alla partnership. Non cerchiamo una semplice transazione, ma un confronto basato sull’analisi delle performance e delle rese chilometriche. Il nostro cliente ideale è colui che accetta la sfida della telematica per dimostrare, dati alla mano, il beneficio reale dei nostri prodotti.

Qual è l’approccio di Continental verso la gestione diretta delle flotte?
I dati GIPA confermano un trend interessante: la carenza di personale sta facendo tornare le flotte, anche quelle di grandi dimensioni, a esternalizzare la manutenzione, riducendo il numero di officine interne. Continental risponde con un’offerta diretta che viene però sempre “triangolata” sulla nostra rete di gommisti specialisti. Il ruolo del rivenditore professionale resta centrale per la sua competenza tecnica. Proprio per questo, investiamo massicciamente in formazione, affrontando temi che vanno dalle digital solutions al ricambio generazionale, fino alla gestione dei nuovi contratti di servizio.
Non a caso, proprio il giorno prima di Transpotec abbiamo organizzato un evento con i nostri top customer, dove abbiamo parlato molto approfonditamente di nuovi prodotti, di approccio alla vendita del premium e delle nostre soluzioni integrate quali digitale e ricostruito. Abbiamo presentato il nostro piano di formazione per il gommista specialista autocarro, affrontando anche temi come la gestione del personale e il ricambio generazionale, le nuove tipologie di contratti alle flotte e molto altro. Hanno partecipato una ventina di ragioni sociali e 40 persone.
La Commissione Europea propone di escludere i ricostruiti dal regolamento EUDR. Che impatto avrà questa decisione per Continental?
È una proposta recente che accogliamo con grande interesse. Se confermata, sarebbe un segnale politico forte a favore della ricostruzione. Uno pneumatico nuovo richiede una quota significativa di gomma naturale vergine; nel ricostruito, invece, circa il 70% del materiale originale viene riutilizzato.
Il ricostruito è l’essenza dell’economia circolare, ma non solo: riduce la produzione di pneumatici fuori uso, abbassa i costi per le flotte e ha un impatto ambientale drasticamente inferiore. Se l’esclusione dall’EUDR venisse ratificata, rappresenterebbe una spinta decisiva per un settore che Continental considera strategico da sempre.









