Triangle Tyre: “Dazi e materie prime non frenano la crescita in Europa”
Il clima che si respirava allo stand di Triangle Tyre al Salone del Movimento Terra di Verona (SaMoTer) è di un ottimismo pragmatico, quello di chi sa di aver superato la fase del “brand emergente” per sedersi stabilmente al tavolo dei grandi player. Il 2026 si è aperto sotto i migliori auspici per Triangle Tyre Europe, consolidando un percorso di crescita che affonda le radici in un 2025 estremamente positivo.
Nonostante l’incertezza normativa legata all’introduzione da parte della Commissione Europea dei dazi antidumping nel segmento Consumer (PCR), il mercato ha risposto con fermezza, permettendo all’azienda di mantenere i piani di spedizione e di registrare nel primo trimestre dell’anno una ripresa vigorosa rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.
Mirco Spiniella, Direttore Commerciale per l’Europa di Triangle Tyre, sottolinea come la chiarezza raggiunta sulla quota dei dazi, fissata al 29,9% per le aziende collaboranti, abbia rimosso un velo di ambiguità. Secondo Spiniella, il contesto attuale non ha intaccato il business, poiché la consapevolezza del valore del prodotto è ormai radicata nei partner europei.
“C’è la sensazione, parlando con tutti i clienti, che ormai Triangle sia parte fondamentale del loro business, al punto che non dobbiamo più promuoverlo attivamente, sono loro a complimentarsi per le prestazioni e per l’ottimo rapporto qualità-prezzo”, spiega il manager, evidenziando come nel segmento vettura l’azienda si muova stabilmente fra i 3,8 e i 4 milioni di pezzi all’anno nel continente Europeo. “Abbiamo fatto un ottimo lavoro anche sul movimento terra, – dice – mentre sull’autocarro, con 38 euro di dazi per gomma, abbiamo le mani un po’ legate, ma abbiamo comunque venduto attorno ai 130.000 pezzi.”

Sul fronte economico, la sfida principale rimane legata alla forte speculazione sulle materie prime, con aumenti a doppia cifra che colpiscono gomma sintetica, gomma naturale e carbon black. Queste tensioni, ritenute non del tutto giustificate da reali carenze, hanno spinto Triangle verso un primo giro di adeguamento dei listini, con un ulteriore intervento già previsto per il mese di giugno. La spada di Damocle delle indagini antisovvenzioni crea incertezza sul mercato e costringe a vivere alla giornata aspettando la prima data spartiacque, il 6 agosto, in cui potrebbe essere definita l’applicazione degli eventuali dazi provvisori, de dovessero applicarli. “L’obiettivo di chi ha voluto e chiesto i dazi non è proteggere i posti di lavoro in Europa, ma alzare i prezzi ai consumatori, in modo da poter guadagnare di più”, sottolinea Spiniella. “Prossimamente, il risultato di questa politica sarà dunque un generale aumento dei prezzi dei pneumatici”.
Il pilastro della strategia futura di Triangle è senza dubbio il nuovo stabilimento in Cambogia, un progetto confermato ufficialmente alla Borsa di Shanghai e cruciale per la competitività futura, con le prime gomme previste in uscita entro 16 mesi dal primo annuncio di gennaio. Guardando alle prospettive future, l’avvio della produzione in Cambogia aprirà finalmente le porte a una spinta decisa anche sul segmento autocarro (TBR), finora gestito con cautela a causa dei dazi che ne limitavano la competitività. Nel frattempo, l’azienda sta già testando la nuova gamma sulle flotte europee per definire un progetto di vendita aggressivo, una volta che il nuovo polo produttivo sarà operativo. Ad oggi, Triangle ha dunque preferito concentrare investimenti ed energie su altri segmenti, tra cui l’OTR, come ha dimostrato la presenza al salone di Verona SaMoTer all’inizio di maggio.

A fare eco a questa visione di crescita è infatti Luca Mai, Direttore OTR Europa, che descrive un periodo di fermento e soddisfazioni per l’azienda, caratterizzato dal lancio di molti nuovi prodotti nella gamma, sia come profili, che come costruzione tecnologica, col miglioramento della qualità intrinseca delle carcasse.
Un traguardo di particolare rilievo è rappresentato dall’attività nel segmento Giant Tire, destinato alle grandi miniere con misure dai 49 pollici in su, dove i test sul campo hanno confermato performance d’eccellenza. Per supportare questa evoluzione tecnologica, l’azienda ha recentemente introdotto la figura di Federico Parmesan come nuovo Responsabile Tecnico per l’Europa, incaricato di raccogliere dati oggettivi sul campo e contribuire allo sviluppo di nuovi prodotti e all’ulteriore miglioramento di quelli già in gamma. “Il nostro obiettivo è poter dimostrare al mercato le performance dei nostri prodotti con numeri ufficiali, guidando gli utenti verso le applicazioni più corrette”, afferma Mai. Questa spinta verso la professionalità è ulteriormente avvalorata dal sistema TPMS proprietario, sviluppato in otto anni di collaborazione con una software house, capace di monitorare mezzi equipaggiati con coperture fino a 63 pollici, offrendo un valore aggiunto che distacca Triangle dalla pletora dei produttori asiatici standard.

Il focus sull’Italia conferma la solidità dei rapporti con i partner Sunebo e Carlini Gomme, il primo con la distribuzione del brand Triangle e il secondo con la diffusione capillare del marchio Diamondback. Mai rivendica con orgoglio la coerenza commerciale del brand: “In Italia sono queste le due organizzazioni che portano avanti in maniera molto efficace ed intensa i nostri marchi sul movimento terra. Siamo fedeli ai partner storici e li rispettiamo molto, sia professionalmente che personalmente; questo è uno dei motivi del nostro successo”. L’Italia è un mercato importante per Triangle e proprio in Italia, il brand continuerà a verificare le performance dei pneumatici in siti specialistici, per dimostrare la bontà di un prodotto il cui DNA è intrinsecamente legato al movimento terra. Mai ricorda infatti che, a differenza di altri competitor focalizzati sul segmento vettura per massimizzare il risultato economico, Triangle nasce come fabbricante specialistico e “sul costo orario siamo difficilmente battibili”, una leadership che si riflette anche nella solida presenza come primo equipaggiamento per i principali costruttori mondiali.
Parallelamente all’espansione industriale, Triangle Tyre punta con decisione anche sulla sostenibilità e sull’etica aziendale, come dimostrato dal raggiungimento della certificazione Ecovadis Gold, che posiziona la società tra il 5% delle aziende più virtuose al mondo. L’adesione al Global Compact delle Nazioni Unite sottolinea inoltre una focalizzazione totale sui criteri ESG, che saranno centrali anche nella prossima partecipazione a The Tire Cologne. In quella sede, il gruppo illustrerà i progressi compiuti nell’uso di energie rinnovabili, nel riciclo delle risorse e nella formazione dei dipendenti, confermando un’immagine di brand globale che ha ormai superato i vecchi stereotipi legati alla provenienza geografica per puntare a una leadership qualitativa e industriale duratura.











