Sistemi lavaruote a ciclo chiuso: come la tecnologia Tecnoter azzera l’impatto ambientale e le sanzioni stradali
In occasione del Salone del Movimento Terra, che si chiuderà a Verona sabato 9 maggio, Tecnoter Group ha presentato le proprie soluzioni all’avanguardia per il settore industriale e delle costruzioni, confermandosi un punto di riferimento nella progettazione di sistemi di lavaggio e pesatura ad alte prestazioni (Padiglione 11, Stand H5).
Con una solida storia iniziata nel 1985 a San Giuliano Milanese, l’azienda si distingue per un approccio orientato alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica, proponendo impianti a ciclo chiuso che eliminano la necessità di scaricare l’acqua reflua nella rete fognaria. I responsabili aziendali hanno messo l’accento sulla straordinaria forza d’urto dei loro sistemi, spiegando che l’efficacia del lavaggio è garantita da ugelli posizionati sotto le piattaforme capaci di erogare tra i 2500 e i 3000 litri al minuto. Questa imponente portata d’acqua non rappresenta solo un dato volumetrico, ma si traduce in una pressione meccanica estremamente elevata, necessaria per rimuovere con precisione i residui più ostinati dai mezzi pesanti in tempi rapidissimi. L’intero processo è sostenuto da un sistema di riciclo integrale che assicura che l’acqua, una volta filtrata, venga costantemente reimmessa nel circuito, riducendo drasticamente l’impatto ambientale delle operazioni di cantiere.

Una delle novità di maggior rilievo presentate in fiera è il sistema “lavapesa“, un’attrezzatura integrata, progettata per eseguire simultaneamente la pulizia delle ruote e la pesatura dei veicoli. Questa soluzione risponde all’esigenza dei siti produttivi moderni di ottimizzare i flussi logistici, permettendo al camion di essere pesato nello stesso momento in cui attraversa la piattaforma di lavaggio. Tecnicamente, l’impianto offre un vantaggio competitivo significativo grazie alla sua flessibilità installativa: può essere posizionato fuori terra o interrato con uno scavo estremamente ridotto, di soli cinque centimetri, minimizzando gli oneri strutturali per l’allestimento del sito.

Accanto alla componente tecnologica, la diffusione di questi sistemi è oggi fortemente spinta da un quadro normativo e sanzionatorio sempre più severo in materia di tutela della rete viaria. Sebbene le disposizioni del Codice della Strada che vietano di imbrattare il suolo pubblico con fango o detriti risalgano agli anni Ottanta, solo recentemente si è assistito a una loro applicazione rigorosa, ci spiegano i responsabili aziendali, che sottolineano che l’imbrattamento della sede stradale all’uscita da cave o cantieri comporta sanzioni che possono raggiungere i 500 euro, colpendo direttamente il conducente e, in solido, il capo cantiere e l’azienda. In questo contesto, il lavaruote Tecnoter rappresenta anche un presidio fondamentale per la legalità e la sicurezza operativa dell’azienda, prevenendo contestazioni e garantendo che ogni mezzo entri in carreggiata perfettamente pulito.
L’esigenza di una pulizia profonda e certificata si estende inoltre alle procedure di revisione presso la motorizzazione civile, dove la presenza di sporco può impedire la corretta ispezione degli organi meccanici. In queste baie di lavaggio, la criticità non è rappresentata solo dal fango, ma anche da residui di sabbia miscelati a oli e grassi delle sospensioni. I responsabili aziendali hanno chiarito che, in tali scenari, Tecnoter interviene con sistemi di filtraggio specifici che separano i reflui inquinanti prima del riutilizzo dell’acqua. Questa visione integrata trasforma il lavaggio industriale in un processo tecnologico essenziale, capace di coniugare l’efficienza dei mezzi pesanti con la massima tutela ecologica e il rispetto delle normative vigenti.





