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UE: sanzioni su Belshina

L’Unione Europea ha nuovamente preso di mira il produttore di pneumatici bielorusso Belshina con misure restrittive, inserendo l’azienda nell’elenco delle sanzioni ai sensi del Regolamento di Esecuzione (UE) 2026/426 del Consiglio. La decisione rientra nei rinnovati sforzi dell’UE per affrontare il ruolo del governo bielorusso nella guerra della Russia contro l’Ucraina e le presunte violazioni dei diritti umani.

Nel regolamento pubblicato il 26 febbraio 2026, l’UE descrive Belshina come “una delle principali aziende statali in Bielorussia e un importante produttore di pneumatici per veicoli”. L’azienda con sede a Bobruisk opera dal 1994 come società per azioni e rimane un importante attore industriale nel settore dei pneumatici del Paese, come dimostra la redditività confermata del 9% negli anni 2022 e 2023.

Questi ricavi hanno contribuito alle finanze statali, con il Regolamento (UE) 2026/426 che sottolinea che “lo Stato bielorusso trae profitto direttamente dagli utili realizzati da Belshina“. Tuttavia, le preoccupazioni dell’UE vanno oltre i legami finanziari con il governo bielorusso. Il regolamento afferma che “Belshina fornisce pneumatici all’esercito russo dispiegato in Ucraina, sostenendo il coinvolgimento della Bielorussia nell’aggressione russa contro l’Ucraina”. Inoltre, il distributore per le vendite di Belshina in Russia è controllato da Dmitry Lukashenko, figlio del presidente bielorusso Aliaksandr Lukashenko. “Pertanto, Belshina sostiene il regime di Lukashenko”, afferma il regolamento.

Su questa base, l’UE conclude che Belshina trae vantaggio dal regime di Lukashenko e lo sostiene.

Accuse di repressione del lavoro

La decisione dell’UE fa riferimento anche alle pratiche di lavoro presso il produttore di pneumatici in seguito alle contestate elezioni presidenziali del 2020 in Bielorussia. Secondo il regolamento, i dipendenti che hanno partecipato a scioperi o proteste presso Belshina sono stati licenziati o costretti a dimettersi con il pretesto dell’assenteismo.

Il documento sostiene inoltre che i prigionieri politici sono stati costretti a svolgere lavori pericolosi a vantaggio dell’azienda, rafforzando la conclusione dell’UE secondo cui Belshina è responsabile della repressione della società civile in Bielorussia.

Inoltre, l’UE sostiene che Belshina abbia beneficiato di un trattamento preferenziale da parte del governo bielorusso, tra cui assistenza finanziaria statale, pagamento del debito e Differimento dell’IVA sulle importazioni. Secondo quanto riferito, anche le autorità pubbliche sono autorizzate ad acquistare i prodotti Belshina senza gara d’appalto.

Sanzioni rinnovate dopo la battuta d’arresto del tribunale

La nuova quotazione segue un periodo turbolento per l’azienda in relazione alla politica sanzionatoria dell’UE. Nel marzo 2024, il Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione europea ha annullato le sanzioni imposte a Belshina nel dicembre 2021, stabilendo che il Consiglio dell’UE non aveva sufficientemente dimostrato che l’azienda generasse entrate sostanziali per lo Stato bielorusso.

Belshina aveva sostenuto durante il caso di essere in difficoltà finanziarie e di non fornire entrate significative al governo. Il tribunale ha accolto tale argomentazione, rilevando che il produttore di pneumatici aveva registrato perdite negli anni precedenti e versato imposte sul reddito minime. La sentenza è stata controversa, in particolare tra i giornalisti investigativi e gli analisti politici che esaminano le reti economiche della Bielorussia.

I risultati dell’indagine contestano la precedente sentenza del tribunale

Il Centro Investigativo Bielorusso (BIC) ha successivamente criticato la decisione del tribunale, sostenendo che sottovalutava i legami dell’azienda sia con Governo bielorusso e catena di approvvigionamento militare russa. I giornalisti del BIC hanno commentato che la Corte di giustizia del Tribunale dell’Unione europea ha commesso un “doppio errore” rimuovendo sia un’azienda che sostiene la guerra dalla sua lista di sanzioni sia un’azienda che “sponsorizza direttamente” il governo bielorusso.

Nella sua inchiesta pubblicata alla fine del 2024, il BIC ha riferito che distributori legati alla famiglia Lukashenko hanno fornito pneumatici Belshina alla Russia, che alla fine sono stati utilizzati su equipaggiamenti militari. L’inchiesta ha anche descritto in dettaglio come la rete di distribuzione di pneumatici bielorussa sia stata ristrutturata dopo che le sanzioni hanno interrotto gli scambi commerciali con la Russia, presumibilmente consolidando il controllo delle esportazioni di Belshina all’interno di organizzazioni legate a Dmitry Lukashenko.

Secondo il BIC, pneumatici Belshina sono stati osservati su veicoli militari russi esposti in fiere della difesa e in equipaggiamenti utilizzati nel conflitto in Ucraina.

UE: Belshina rimane legata al regime

L’ultimo regolamento dell’UE sembra incorporare preoccupazioni simili a quelle sollevate nei rapporti investigativi. Reinserendo Belshina nell’elenco, l’UE afferma che il produttore di pneumatici Rimane economicamente legata al governo bielorusso e contribuisce indirettamente alle operazioni militari russe in Ucraina.

Il regolamento dell’UE conclude che Belshina sostiene il regime di Lukashenko, beneficia del sostegno statale ed è associata alla repressione della società civile, giustificando la sua inclusione nel quadro sanzionatorio contro la Bielorussia. Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, Belshina si trova nuovamente ad affrontare misure restrittive da parte dell’UE.

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