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Medina debutta in Italia: cingoli nuovi e ricostruiti “Made in Europe”

In occasione di Fieragricola Verona, abbiamo incontrato Andrea Pavan, manager di grande esperienza nel settore, con un passato decennale in Camso, prima che fosse acquisita da Michelin e successivamente anche nel periodo in cui è stata del produttore francese. Pavan ha recentemente intrapreso una sfida ambiziosa: lanciare il marchio bulgaro Medina sul mercato europeo ed italiano. In questa intervista, Pavan ci spiega perché il cingolo “Made in Europe”, e in particolare la tecnologia della ricostruzione del cingolo, possono scardinare un mercato storicamente dominato dai produttori americani e asiatici.

Fieragricola ha segnato il debutto ufficiale di Medina in Italia. Che bilancio trai da questa partecipazione?

Verona è stata una tappa fondamentale e, per certi versi, una sorpresa positiva, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo la partecipazione e” stata un successo. Dopo la presentazione ufficiale di Agritechnica, Verona era il passaggio obbligato per l’Italia, in un momento decisivo per la stagione agricola che inizia. Sebbene il cingolo agricolo rimanga un prodotto di nicchia, destinato a macchine di alta potenza, in Europa il mercato sta crescendo. Le grandi aziende agricole e i contoterzisti, che solitamente hanno almeno una macchina cingolata, hanno capito immediatamente il nostro progetto: portare un’alternativa di grande valore in un mercato che, fino a poco tempo fa, era quasi un monopolio.

Medina punta molto sul concetto di “Made in Europe”. Perché è così centrale nella vostra strategia?

Storicamente la tecnologia dei cingoli in gomma è nata in Nord America. Ancora oggi, gli Stati Uniti rappresentano il 70% del mercato mondiale delle macchine agricole cingolate e insegue temente dei cingoli e la produzione è concentrata lì. La produzione USA è qualitativamente eccezionale, ma con dei costi quasi proibitivi pe le aziende agricole. 

Più recentemente sono arrivati sul mercato prodotti asiatici, molto più economici ma qualitativamente distanti dagli standard. Medina vuole inserirsi in questo spazio: un prodotto qualitativamente eccellente, ma ad un prezzo ragionevole. Pensiamo che con la crescita già registrata e quella pronosticata per i prossimi anni, questo sia il momento giusto per avere una produzione locale del cingolo agricolo.

Medina è un’azienda con oltre 400 dipendenti, ma mantiene una struttura flessibile e produce in Bulgaria, precisamente a Stara Zagora, la capitale agricola del paese. Essere l’unica realtà a produrre cingoli agricoli interamente in Europa ci dà un vantaggio logistico e geopolitico enorme, specialmente considerando le tensioni commerciali con la Cina e i costi di importazione dagli USA.

Qual è invece il valore tecnico dei cingoli Medina?

Non vendiamo un semplice pezzo di gomma o una replica di qualcosa di già esistente. Medina ha investito in tecnologie proprietarie, derivate da studi sulle cingolature per macchine ad altissime prestazioni. Offriamo un rapporto qualità-prezzo idoneo alle esigenze attuali delle aziende agricole, che cercano affidabilità senza i costi proibitivi dei marchi americani. La risposta degli esperti a Verona è stata chiara: chi ha un occhio critico ha percepito immediatamente le migliorie costruttive e tecniche che abbiamo introdotto. L’interesse percepito a Verona è stato enorme. 

Quali sono i principali vantaggi rispetto alla concorrenza?

Offriamo numerosi vantaggi. Grazie alla meticolosa progettazione della carcassa del cingolo e alla distribuzione uniforme dei cavi su tutti i piani, la struttura lavora in modo simultaneo eliminando tensioni irregolari e possiamo garantire un passo dei denti di trazione a deviazione zero grazie ad un processo produttivo brevettato. Questa sincronicità assoluta nel movimento si traduce in una durata superiore nonchè in una drastica riduzione delle vibrazioni e del rumore, assicurando un comfort di guida superiore e una stabilità ottimale anche durante i trasferimenti su asfalto. La struttura elastica delle aree di contatto e il design del battistrada non solo migliorano la trazione, ma prolungano significativamente la resa chilometrica del cingolo e del mezzo agricolo riducendo anche la temperatura della gomma in fase di lavoro, e proteggendo così i componenti meccanici da sollecitazioni premature.

Avete annunciato investimenti importanti per l’Italia. Cosa dobbiamo aspettarci?

L’Italia è tra i “top 3” mercati in Europa per popolazione di macchine cingolate, insieme a Inghilterra e Germania. Per questo abbiamo deciso di aprire una sede e un magazzino dedicato in Italia proprio quest’anno e contiamo di aprirne altri in posti strategici. Vogliamo garantire la reperibilità immediata del materiale, un fattore che nel post-Covid è diventato critico. Seguirò personalmente lo sviluppo della rete distributiva in tutta Europa, ma l’Italia, anche per le mie origini, ha un ruolo di primo piano nei nostri piani di espansione.

Quali sono le sue responsabilità e che percorso lavorativo ha fatto??

Mi sono unito a Medina con la responsabilità di sviluppare da zero tutta la distribuzione e l’organizzazione commerciale in tutta Europa. Ho maturato una lunga esperienza in Camso nelle cingolature agricole, in vari ruoli: ho ricoperto il ruolo di Sales Director Aftermarket per tutta Europa quando Camso era indipendente, mentre sotto il controllo di Michelin, all’interno della divisione beyond Road, ho avuto la responsabilità globale del business development dei cingoli e dei sistemi cingolati, poi marketing manager Europa per il segmento cingoli e sistemi. Sposo un progetto molto sfidante, ma con basi importanti sia a livello di prodotto che di azienda, con grandi ambizioni. Medina sta crescendo molto e molto rapidamente, sia a livello produttivo, con la capacità in continuo aumento, sia a livello di risorse umane.

Un aspetto molto interessante riguarda la “seconda vita” del prodotto. Di cosa si tratta?

Il remanufacturing è uno dei nostri pilastri, anzi, si può dire che l’azienda è nata con la ricostruzione. Grazie al controllo totale della tecnologia produttiva, siamo in grado di ricostruire i nostri cingoli al 100%, ma anche le ruote e i ruotini del carro. È un processo simile a quello che avviene nei pneumatici autocarro, ma mentre negli USA si ricostruiscono solo i cingoli “friction drive”, ovvero quelli trapezoidali, noi siamo i primi a offrire questa opportunità anche sui sistemi “positive drive”, ovvero quelli triangolari delle macchine articolate. Questo riduce drasticamente il costo totale di possesso per l’agricoltore ed è una scelta di sostenibilità ambientale fortissima. Medina è l’unica azienda a livello globale ad offrire questa tecnologia.

Quali sono i prossimi passi? Vi vedremo a Eima?

Per Eima abbiamo fatto una scelta strategica diversa: preferiamo concentrarci su eventi più mirati o attività locali dove la nostra visibilità è garantita e il contatto con lo specialista è più diretto. Continueremo ad allargare la gamma, focalizzandoci su cingoli e ruote/ruotini per il carro agricolo. L’obiettivo è consolidare l’aftermarket, e poi in futuro approcciare il Primo Equipaggiamento.

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