Nexen Tire accelera sulla neve: inaugurato il “Purple Snow” Ivalo Center – intervista al CTO Brad Kim
Nexen Tire alza l’asticella nello sviluppo dei prodotti winter e all-season. Il 12 febbraio, il produttore coreano ha ufficialmente inaugurato il Purple Snow Ivalo Center, la sua nuova struttura di prova permanente situata nel cuore della Lapponia finlandese. Abbiamo visitato il centro e la vicina struttura indoor di UTAC, che consente test su neve reale anche in piena estate, per incontrare Brad Kim, Chief Technology Officer di Nexen Tire, e farci spiegare come questa struttura cambierà il futuro dei prodotti del brand coreano.
Quali sono le caratteristiche del nuovo Purple Snow Ivalo Center?
La nuova struttura sorge in una posizione strategica, a breve distanza dall’aeroporto di Ivalo. Il centro comprende un edificio direzionale con uffici e aree per lo staff, oltre a un’officina spaziosa e tecnicamente avanzata per la manutenzione dei veicoli e il montaggio dei pneumatici. Il cuore del Proving Ground è composto da due tracciati principali: un rettilineo lungo 700 metri e largo 40, ottimizzato per test di accelerazione, frenata e trazione, e una pista handling da 1,4 km per 6 metri di larghezza. Quest’ultima è particolarmente sfidante, caratterizzata da salite, discese e curve ad alta velocità progettate per mettere alla prova la stabilità laterale. Inoltre, la sinergia con UTAC e il loro centro indoor ci permette di testare i prodotti invernali su neve anche durante il periodo estivo, garantendo una continuità di sviluppo unica.
Una curiosità: Il nome scelto, Purple Snow, non è casuale: richiama l’identità cromatica del brand, ma nasconde anche un significato più profondo. In Corea il viola è il colore della creatività, della mente ribelle; credo sia proprio quello che serve a Nexen in questo momento.
Su quali fronti si sta concentrando il lavoro dei vostri collaudatori a Ivalo?
Il lavoro è multidisciplinare. Monitoriamo costantemente la nostra gamma attuale e i prodotti della concorrenza per garantire la competitività. Il focus principale è però sul futuro: in un ciclo di due anni arriviamo a testare fino a 20 diversi tipi di prototipi per ogni prodotto, che rappresenteranno le prossime generazioni dei pneumatici Nexen. Parallelamente, portiamo avanti lo sviluppo dei prodotti di primo equipaggiamento (OE) e di nuove tecnologie proprietarie. Tra queste, stiamo testando concept innovativi di mescole “soft” che mantengono il pneumatico estremamente flessibile alle basse temperature, ottimizzando handling e frenata nelle condizioni più critiche. L’obiettivo finale, specialmente per il mercato del ricambio, è scalare le classifiche dei test delle riviste europee.
Per quale motivo Nexen ha deciso di passare dal noleggio di piste a una struttura permanente di proprietà?
La differenza in termini di capacità operativa è enorme. In passato, noleggiando le piste di UTAC, eravamo vincolati a slot temporali limitati che potevano essere compromessi dalle variabili meteorologiche. Con molti prodotti da validare, dovevamo spesso scendere a compromessi tra il volume dei test e la qualità dei dati raccolti. Possedere una struttura proprietaria ci libera da questi vincoli: ora possiamo ripetere ogni singola sessione fino a quando non siamo pienamente soddisfatti dei risultati. Collaboriamo con UTAC a Ivalo dai primi anni 2000, ma per fare il salto di qualità nelle performance invernali ed eccellere nei test europei, l’investimento in un centro permanente era un passaggio obbligato.
A metà 2025 Nexen ha installato un avanzato simulatore virtuale in Corea. Come si integra lo sviluppo digitale con i test fisici di Ivalo?
Il simulatore virtuale rappresenta un investimento multimilionario nel futuro e nella sostenibilità. Ci permette di ridurre drasticamente il numero di pneumatici fisici prodotti e poi scartati dopo pochi chilometri di test, risparmiando tempo e risorse preziose. Nello sviluppo OE, la velocità è tutto: forniamo agli OEM i parametri virtuali dei nostri prodotti, riceviamo feedback immediati e modifichiamo i modelli in pochi clic. Tuttavia, il virtuale non sostituisce il reale, specialmente su neve e ghiaccio, che rimangono le superfici più complesse da replicare. Il valore di Ivalo risiede proprio nella correlazione dei dati: i test fisici validano quelli virtuali, creando un circolo virtuoso che affina costantemente il simulatore. Stiamo investendo in parallelo: da un lato potenziamo il test convenzionale per il presente, dall’altro prepariamo il terreno per lo sviluppo virtuale del futuro. La nostra rete di R&D ora copre tutto lo spettro prestazionale tra Corea, Spagna (con Idiada per bagnato e asciutto) e Finlandia.
Prevedete l’installazione di un simulatore simile anche presso lo stabilimento europeo in Repubblica Ceca?
Tutto dipenderà dal carico di lavoro che riuscirà a gestire la struttura in Corea. Al momento è prematuro fare previsioni, ma se la domanda di sviluppo supererà la capacità attuale, valuteremo certamente l’installazione di nuovi simulatori in località strategiche come gli Stati Uniti, la Cina o, appunto, l’Europa.


