Sailun, la Cina che vuole diventare premium: viaggio nel cuore del Gruppo
Aprire le porte alla stampa europea è, per un’azienda cinese, un gesto di coraggio e una dimostrazione di sicurezza. Parliamo infatti di un Paese che ha avviato il proprio processo di industrializzazione solo negli anni ’70, con una velocità tale da generare inevitabili contraddizioni. La crescita economica è stata rapidissima, mentre le riforme politiche non hanno seguito lo stesso ritmo, lasciando percepibile ovunque il controllo del Partito Comunista Cinese. Ne è nato un modello ibrido: struttura politica comunista e meccanismi economici di mercato, che hanno trasformato la Cina in una potenza globale sotto la guida del PCC.
In questo contesto, aprire le porte a giornalisti europei significa avere una motivazione forte: mostrare e far toccare con mano una realtà che sarebbe difficile, se non impossibile, immaginare leggendo soltanto dei comunicati stampa. Sailun ha voluto far vedere ciò che normalmente resta nascosto: la scala industriale, la tecnologia e la visione che guidano il gruppo.
Alla fine di novembre, Sailun ha invitato per la prima volta una decina di testate europee a visitare le proprie fabbriche e a conoscere più da vicino un brand già presente e noto nel nostro continente, ma che dietro di sé ha una vera e propria galassia industriale composta da circa 150 aziende. Non abbiamo perso l’occasione e siamo volati a Qingdao, nella provincia di Shandong, città portuale moderna, con grattacieli, parchi e spiagge affacciate sul Mar Giallo.
In soli tre giorni non era semplice raccontare un ecosistema così vasto, diversificato e distribuito geograficamente. Grazie a un programma serrato, però, è stato possibile avere un assaggio di molte realtà del gruppo: dalla produzione di mescole e macchinari alla logistica, fino a un’enorme pista di prova. Conoscere teoricamente la storia dell’azienda è una cosa; vedere con i propri occhi uno stabilimento dopo l’altro, sapendo che rappresentano solo una parte del gruppo, lascia un’impressione chiara: investimenti enormi e potenzialità ancora maggiori.
Le giornate sono state intense e le serate hanno permesso ai giornalisti europei di confrontarsi con il management. Pur nel clima conviviale delle cene, con i grandi tavoli rotanti colmi di specialità locali, i messaggi sono arrivati nitidi: Sailun punta a essere riconosciuto come marchio premium, e non c’è motivo per cui ciò non possa accadere. Un altro concetto forte è la filosofia del Gruppo “make great tires”: una missione che non riguarda solo Sailun, ma che si estende all’intera industria cinese, dato che molte aziende del gruppo sono fornitori anche dei competitor.
L’Europa vuole i test? E che test siano!
In Europa, i test delle riviste specializzate sono un elemento decisivo per valutare il valore di un marchio. Non sorprende quindi che a Qingdao fossero presenti tutte le principali testate B2B (Pneusnews, Tyrepress, Reifenpresse, Europneus, Le Pneumatique e Oponiarski), insieme a due pesi massimi del mondo B2C: l’italiana Quattroruote e la tedesca AutoBild.

I risultati ottenuti da Sailun nei test di AutoBild, con un notevole decimo posto dell’Atrezzo, confermano il passaggio da marchio quality/budget a un’alternativa sempre più credibile, capace di competere con i grandi nomi nei test internazionali. Abbiamo chiesto un’opinione a Dierk Möller, senior tester della rivista, presente al viaggio: «La mia esperienza è che i pneumatici Sailun, dal punto di vista delle prestazioni, sono molto validi: ottimi sul bagnato e sull’asciutto. Ma per grip e comportamento sul bagnato sono davvero ottimi. E se pensiamo che sono sul mercato da circa dieci anni, è impressionante».

Una delle tappe più impressionanti del tour è stato l’Intelligent Connected Vehicle Proving Ground: oltre 6 milioni di metri quadrati di piste, in parte ancora in costruzione, frutto di una joint venture tra Sailun (57%) e il costruttore automobilistico FAW. Abbiamo potuto testare anche noi i pneumatici Sailun e la tenuta sul bagnato, grazie alla mescola EcoPoint³ (vedi box in calce), è risultata particolarmente convincente. I tester B2C hanno messo le gomme sotto stress e, se oggi Sailun collabora stabilmente con AutoBild, speriamo di vedere presto questi pneumatici anche in un test di Quattroruote. “Nel nuovo centro prove di Sailun – ci ha detto Giovanni Lopes della Redazione prove di Quattroruote – i pneumatici hanno dimostrato un buon comportamento in frenata e nei cambi di direzione. Non si tratta di un test rigoroso e soprattutto manca il confronto diretto con altri prodotti, come invece siamo abituati a fare a Quattroruote. Comunque, in attesa di poterle provare in modo più approfondito, la prima sensazione è positiva.”
Con una superficie complessiva di circa 680 ettari, il nuovo Proving Ground si candida a diventare uno dei più avanzati e completi centri di collaudo per veicoli e pneumatici a livello internazionale. Progettato per coprire l’intera gamma di test dinamici, prestazionali e di comfort, il complesso offre infrastrutture all’avanguardia pensate per rispondere alle esigenze di costruttori, fornitori e centri di ricerca.
Tra le strutture già operative spicca una pista rettilinea da 3,2 km con otto corsie, di cui 2,6 km completamente in rettilineo, ideale per prove di accelerazione, frenata e stabilità ad alta velocità. A questa si affianca un cerchio di prova da 120 metri di diametro, suddiviso in quattro superfici con coefficienti di attrito differenti, pensato per testare la tenuta e il comportamento in curva su fondi variabili.
Per le prove di frenata, il centro dispone di una strada dedicata lunga 1,6 km, con una sezione di accelerazione da 1 km e un tratto di test da 300 metri, dotata di otto corsie e dieci superfici diverse per simulare condizioni reali e critiche. Non manca una pista comfort da 1,4 km, che include 25 profili stradali speciali e 46 superfici tipiche, utile per valutare vibrazioni, rumorosità e assorbimento delle irregolarità.
Un’intera area è dedicata alla guida urbana intelligente, con una rete stradale a griglia 5×5, pensata per testare scenari di mobilità connessa e autonoma.
Ma è nelle infrastrutture in fase di sviluppo che il Proving Ground mostra la sua ambizione: è prevista la costruzione di un anello ad alta velocità da 6,4 km, progettato per una velocità bilanciata di 245 km/h e capace di raggiungere punte di 400 km/h. A questo si aggiungerà una piattaforma dinamica da 300 metri di diametro, con una sezione di accelerazione di almeno 1 km, ideale per test di manovrabilità estrema e controllo dinamico.
Concepito per essere un punto di riferimento globale, il Proving Ground non è solo un circuito di prova, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per l’innovazione nel settore automotive e pneumatici. Un’infrastruttura che promette di elevare gli standard di test e sviluppo a nuovi livelli di precisione, sicurezza e sostenibilità.

In Europa vogliamo essere sempre più vicini al cliente. L’arrivo di Gilda Giam
L’Europa è un mercato chiave per Sailun: a una capacità produttiva così ampia, del resto, deve corrispondere una strategia commerciale altrettanto solida. Negli ultimi anni il marchio ha compiuto passi da gigante, sia nei numeri, sia nella comunicazione.
Ora il gruppo vuole fare un ulteriore salto di qualità. A Qingdao è stato annunciato l’arrivo in Europa di Gilda Giam, che da Singapore si sta trasferendo ad Amsterdam. La manager porta con sé un’esperienza di sette anni in Apollo Vredestein, nell’area corporate strategy & special projects, con un focus anche sull’Europa. “Vogliamo assicurarci che Sailun abbia un branding forte e una comunicazione efficace a livello globale e in Europa, dove la nostra presenza sta crescendo”, ci ha detto Giam. “Come evidenziato in questa press experience, in Cina abbiamo molto da offrire, ma in Europa, forse, non tutti sono consapevoli della portata del Gruppo Sailun, di quanto siamo diversi dalle altre realtà cinesi e di quanto possiamo offrire al mercato. Ora vogliamo mostrare all’Europa chi siamo e come possiamo essere un valore per il mercato europeo. Vogliamo essere lì, per il mercato, nel mercato e insieme al mercato.”

Sul fronte operativo, Giam conferma un calendario fitto: Sailun e Maxam parteciperanno a numerose fiere, anche locali, nel 2026, con la più importante e rilevante rappresentata da Tire Cologne, dove saranno presentate le innovazioni previste per il 2026. «Abbiamo molti clienti nel mercato europeo e quest’anno adotteremo un approccio di collaborazione ancora più stretta, lavorando fianco a fianco con i nostri partner», spiega la manager. «I nostri partner conoscono il territorio, comprendono le esigenze dei loro clienti e hanno relazioni consolidate. Per questo vogliamo collaborare più da vicino: attraverso di loro possiamo capire meglio il mercato e servirlo in modo più efficace».
«L’Europa è complessa e, per noi, è essenziale comprendere quali siano bisogni, sfide e opportunità, cosa funziona davvero e cosa si adatta meglio alle diverse realtà locali e al continente nel suo insieme. Sarà impegnativo, certo, ma scenderemo sul campo per individuare il modo migliore di operare».
La visita a Qingdao ha mostrato senza filtri ciò che Sailun vuole comunicare all’Europa: non solo capacità produttiva, ma una visione industriale orientata a un posizionamento più alto, sostenuta da investimenti, tecnologia proprietaria e un’attenzione crescente al mercato europeo. L’arrivo di nuove figure manageriali, l’apertura verso la stampa e la volontà dichiarata di lavorare a stretto contatto con i partner locali indicano un chiaro cambio di passo.
Fino a pochi anni fa, Sailun era percepita come un marchio nuovo ed emergente; negli ultimi anni, però, ha compiuto grandi progressi in termini di valore del brand e percezione di “smart performance”. Il gruppo Sailun dimostra oggi di avere l’ambizione – e gli strumenti – per assumere un ruolo da protagonista. La sfida sarà complessa, perché l’Europa è uno dei mercati più esigenti al mondo, ma la determinazione mostrata a Qingdao suggerisce che la direzione è già tracciata. E se l’obiettivo è “make great tires”, la strada intrapresa sembra portare esattamente lì.
Un po’ di storia e di numeri del Gruppo
Il Gruppo Sailun affonda le sue radici nel mondo accademico, in particolare nella Qingdao University of Science and Technology (QUST), considerata il più importante e specializzato istituto asiatico per la ricerca sulla gomma. Qui lavorano circa 4.000 professori e studiano 40.000 studenti. È proprio in questo contesto che il professor Yuan Zhongxue ha trasformato la ricerca universitaria in soluzioni industriali concrete, fondando nel 2000 il primo grande spin-off della QUST: Mesnac, oggi leader nella produzione di macchinari e software per l’industria dei pneumatici.

Sailun nasce due anni dopo, nel 2002, come dimostrazione delle capacità tecnologiche sviluppate dall’università e come naturale evoluzione di Mesnac. La visione del fondatore — “make great tires” — si traduce fin dall’inizio nell’obiettivo di creare un processo industriale completo e integrato per il settore della gomma. Nel 2009, Sailun e la QUST danno vita a una piattaforma congiunta per condividere know-how, ricerca, formazione e attività operative lungo l’intera filiera. Oggi la piattaforma coinvolge dieci diversi settori industriali: macchinari, materie prime (incluse piantagioni e fabbriche di gomma), prodotti chimici, pneumatici, logistica, riciclo, marketing e vendite.
Oggi i pneumatici Sailun sono distribuiti in 180 mercati tra Asia, Americhe, Europa e Africa, e prodotti in nove stabilimenti situati in Cina, Vietnam, Cambogia, Indonesia e Messico, ai quali si aggiungono tre nuovi impianti in costruzione in Cina ed Egitto. La capacità produttiva complessiva, considerando anche i progetti in corso, raggiunge 106 milioni di pneumatici per autovetture, 27 milioni per camion e autobus e 447.000 tonnellate di pneumatici speciali.
Sailun è attualmente il decimo produttore di pneumatici al mondo per fatturato, il decimo marchio per valore e il brand del settore con la crescita più rapida a livello globale nel 2023. Occupa inoltre l’ottava posizione mondiale nella percezione della sostenibilità ed è il primo produttore cinese ad aver ottenuto una valutazione “A” nel rating MSCI ESG. I suoi 21.000 dipendenti nel mondo rendono possibile tutto questo, contribuendo a generare un fatturato di 4,36 miliardi di dollari nel 2024.
EcoPoint³: quando la mescola diventa rivoluzione
Nel 2011 l’EVE Rubber Research Institute, centro di ricerca avanzata sui composti in gomma, ha sviluppato una tecnologia destinata a segnare, per Sailun, un punto di svolta nell’industria dei pneumatici: EcoPoint³. Definita dagli stessi ricercatori come una vera e propria “re-invenzione della ruota”, questa innovazione nasce dal lavoro del professor Yuan Zhongxue e della dottoressa Wang Mengjiao, fondatori dell’EVE. Il cuore della tecnologia è un processo chimico di miscelazione in fase liquida che permette al materiale di riempimento (filler) di legarsi alla gomma in modo uniforme e completo, ottenendo una dispersione perfetta delle particelle, come abbiamo avuto modo di vedere al microscopio elettronico di Ecombine, il centro R&D del Gruppo che si occupa di innovazione tecnologica.
Il risultato è la rottura del tradizionale “triangolo magico” che obbligava a scegliere tra prestazioni, durata ed efficienza energetica: con EcoPoint³ nessuno di questi elementi viene sacrificato. La tecnologia consente di creare mescole personalizzate per ogni esigenza, garantendo prestazioni di guida elevate, minori consumi di carburante o energia, riduzione delle emissioni di CO₂ sia in produzione sia nell’utilizzo, e una maggiore longevità degli pneumatici per auto, camion e mezzi speciali.
Un ulteriore vantaggio è la silenziosità: i pneumatici realizzati con EcoPoint³ generano livelli di rumore molto bassi, caratteristica particolarmente apprezzata dai veicoli elettrici e dai mezzi commerciali che operano in aree urbane ad alta densità abitativa. Una tecnologia che, secondo Sailun, non solo migliora il prodotto, ma ridefinisce gli standard dell’intero settore.














































