Si chiude il 2025 e si apre il 2026: cosa ci possiamo aspettare?
Il 2025 si è rivelato un anno chiave per il settore dei pneumatici, attraversato da profondi cambiamenti industriali, nuove strategie distributive e un quadro normativo sempre più complesso. Un contesto in cui produttori, distributori e operatori della filiera sono stati chiamati a rivedere modelli di business, investimenti e posizionamento competitivo. Ma quali sono stati i passaggi più significativi dell’anno appena concluso, e cosa possiamo aspettarci dal 2026?
Sul fronte industriale, uno dei segnali più evidenti di questa fase di trasformazione è rappresentato dalla cessione del marchio Dunlop da parte di Goodyear a Sumitomo Rubber Industries. Un’operazione che va oltre il semplice passaggio di proprietà e che, da una parte, si inserisce nella strategia “Goodyear Forward”, volta a razionalizzare il portafoglio e concentrarsi sul brand core, mentre dall’altra apre interessanti scenari sul posizionamento dei marchi Dunlop – Falken.
Staremo a vedere cosa riserverà il futuro, ma la mossa conferma come anche i grandi gruppi stiano ripensando il proprio perimetro, in un mercato sempre più selettivo e competitivo. Su questo tema, l’altra importante novità è la rifocalizzazione di Continental sul segmento pneumatici: con l’indipendenza del segmento automotive, diventato Aumovio, e la vendita di Contitech, nel 2026 assisteremo al ritorno alle origini della casa di Hannover. Cosa sarà in grado di fare il neo nominato Ceo Kötz?
Nell’arco dell’anno, tuttavia, altri due temi che ci e vi hanno tenuti molto occupati: il primo è la “telenovela” relativa all’entrata o meno in vigore dell EUDR, il regolamento europeo contro la deforestazione, che da dicembre interesserà grandi e medie aziende, imponendo nuovi obblighi di tracciabilità e controllo lungo la filiera. Un’ulteriore sfida organizzativa ed economica per un settore già sotto pressione. L’altro è l’inchiesta antidumping annunciata a maggio 2025 sui pneumatici cinesi, una decisione che potrebbe ridisegnare gli equilibri di mercato nei prossimi mesi e che viene osservata con grande attenzione da tutta la filiera. E’ appena stato annunciato che non ci saranno misure provvisorie, mentre ricordiamo che c’è anche un’altra indagine parallela: quella anti-sovvenzioni.
Allo stesso tempo, l’Europa resta centrale nelle strategie di medio-lungo periodo. Kumho ha annunciato di aver scelto la Polonia per costruire il suo nuovo stabilimento europeo, segnale di una volontà chiara di presidiare il mercato UE con produzione locale, riducendo dipendenze e costi logistici.
Un’Europa che però, come sottolineato anche da Michelin, soffre di un divario competitivo crescente rispetto all’Asia. Costi energetici, pressione fiscale e rigidità normative rendono sempre più difficile competere con prodotti importati a prezzi aggressivi.
Venendo alle difficoltà tutte italiane, non si può non citare IL problema: la gestione dei PFU continua a rappresentare una delle criticità più sentite dagli operatori. L’indagine CNA ha acceso i riflettori sulle difficoltà dei gommisti, alle prese con ritardi nei ritiri e accumuli nei piazzali. Il tavolo aperto al Ministero dell’Ambiente e la presentazione del registro nazionale dei produttori e importatori rappresentano un passo importante, ma la strada verso un sistema davvero efficiente appare ancora lunga.
In questo scenario in movimento, la distribuzione gioca un ruolo sempre più strategico. Gruppi come Fintyre continuano a crescere e a investire in logistica, digitalizzazione e servizi, rafforzando la propria copertura territoriale e puntando su modelli di valore aggiunto. In parallelo, nascono progetti di rete come Paddock Plus, sviluppato insieme a Franco Gomme, con l’obiettivo di supportare i rivenditori indipendenti nello sviluppo del business, fornendo strumenti, servizi e visione strategica.
Anche le operazioni di aggregazione mostrano i loro effetti: a un anno dall’ingresso in Global Automotive Group, Tagliabue Gomme Gross sta beneficiando di sinergie operative e di una dimensione europea che consente maggiore solidità e capacità di investimento. La stessa Tagliabue è protagonista, insieme a Vredestein, di un progetto mirato allo sviluppo del Sud Italia, area considerata sempre più strategica per la crescita futura.
Accanto all’auto, cresce l’attenzione anche verso altri segmenti. Il progetto Best Bikers, promosso da Univergomma, Max Tyre e Overgom, gruppo che nel frattempo ha anche acquistato Momo srl, testimonia come il mondo moto e scooter venga sempre più visto come un ecosistema da valorizzare attraverso community, contenuti e specializzazione.
Parlando di prodotto, è innegabile che l’inflazione e il costo della vita in costante aumento ha reso il nostro mercato più povero. Non è un caso che marchi come Hankook lancino terze fasce come Optimo, nè che ci siano polemiche su primi equipaggiamenti VW con pneumatici cinesi. Pneumatici cinesi che, tuttavia, stanno migliorando a vista d’occhio, tanto da arrivare nelle prime posizioni di test rinomati.
Guardando avanti, il sentimento diffuso è quello di un mercato destinato a vivere ulteriori scossoni: ci sentiamo quindi di concludere con una frase del direttore commerciale di Deldo, Tom van Dyck: il 2026 sarà “un anno folle”.


